ANNO XIII  Agosto 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 02 Febbraio 2019 22:16

Venezuela. Migliaia in piazza, lettera aperta degli italiani del Venezuela a Mattarella chiedendo il riconoscimento di Guaidó

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A Caracas, nella manifestazione dei sostenitori del legittimo e costituzionale presidente ad Interim Juan Guaidó, erano presenti migliaia di italiani del Venezuela con le loro bandiere d'Italia siamo la seconda grande comunità europea e proprio ai rappresentanti dei 160 mila iscritti al AIRE e dei 2 milioni di sangue italiano che viviamo in Venezuela che è stato dato l'onore di aprire il comizio al termine della marcia.

Si sono susseguiti tre italiani del Venezuela improvvisati oratori, ma le loro parole hanno toccato il cuore dei milioni di Venezuelani o presenti o collegati alla tv internet VPI che trasmetteva in diretta è stata data lettura di una lettera inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in cui la comunità italo-venezuelana esprime "sorpresa e perplessità" per la posizione del governo italiano sulla crisi venezuelana e chiede che Roma riconosca Juan Guaidó come presidente legittimo.

 

"Siamo arrabbiati, non ci spieghiamo per quale motivo il governo italiano non prenda posizione". Antonella Pinto, presidente dei giovani italo-venezuelani, - spiegava ieri all'agenzia italiana Adnkronos - che oggi è ha fatto un intervento alla mobilitazione convocata da Juan Guaidò, costituzionale legittimo presidente ad interim del Venezuela. Pinto, con altri rappresentanti della comunità italo-venezuelana, ha firmato ed ha letto dal palco la lettera inviata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

E in piazza ha letto il testo, firmato anche dalla Camera di Commercio e dalla federazione dei circoli italiani, oltre 20 enti disseminati per il paese. "Abbiamo scritto al presidente chiedendo che l'Italia si allinei alla posizione dell'Unione Europea. Siamo arrabbiati, siamo indignati per la linea del governo", dice all'Adnkronos.

"La maggioranza degli italiani qui vuole assolutamente un cambiamento, non ci spieghiamo per quale motivo il governo non ci appoggi in maniera chiara e netta. Non si può continuare a dire solamente 'si deve procedere con il dialogo'. C'è un percorso costituzionale per arrivare alle elezioni, lo ha indicato Guaidò. E bisogna agire", scandisce. Dalla comunità tricolore, in questi giorni, sono partite numerose sollecitazioni verso Roma. Centinaia, migliaia di email e di messaggi per manifestare rabbia e indignazione. "Io - dice Pinto, che si era candidata alle elezioni del 2018 con il Pd - vivo a Valencia, una città che dovrebbe essere il perno di un distretto industriale. Oggi il 70% delle attività è totalmente fermo, la situazione è drammatica". A fremere, spiega, non sono soltanto i giovani italovenezuelani. "Molti ragazzi sono dovuti partire, hanno dovuto lasciare il paese perché qui tutti viviamo una situazione terribile. Chi studia, ad esempio, ormai non può nemmeno più andare all'università. La sicurezza non è garantita, negli atenei molti professori non insegnano più: sono andati via anche loro", spiega. Ancor più complessa la situazione per le fasce più anziane della popolazione: "Anche tra gli italiani c'è chi non trova medicine e fatica a procurarsi da mangiare. Dall'Italia sono arrivate medicine, viene garantito sostegno. Ma rimane incomprensibile, per noi, l'assenza di una presa di posizione netta".

 

Non è sul palco Vincenzo Di Martino membro del Comites di Caracas ente elettivo di rappresentanza degli italiani all'estero, ma affida ad uno dei maggiori quotidiani on line del Venezuela La Patilla, ormai dovete sapere qui in Venezuela sono tre anni che il Governo non da la carta ai giornali che non siano allineati con il Regime, o semplicemente sono di editori privati non iscritti al partito chavista, come è il nostro caso Piazza Italia giornale per la Comunità Italiana del Venezuela (che non ha finanziamento pubblico italiano per mia scelta), la sua protesta per il non riconoscimento di Guaidó

Vincenzo Di Martino anche lui si era candidato alle ultime politiche per la Camera dei deputati per Unital (Unione Tricolore America Latina) che è risultato il più votato del Venezuela il 4 marzo 2018, dichiara a La Patilla: “È una vergogna che il governo di Giuseppe Conte abbia voltato le spalle a un processo politico senza precedenti nella storia, che mira al ritorno della democrazia e della libertà in Venezuela”. E inoltre - “Il governo italiano è così a suo agio che ha riconosciuto che il Venezuela è la sede della guerra. Ciò significa che la sicurezza dei funzionari diplomatici è ad alto rischio, ma, d'altra parte, i cittadini italiani e venezuelani negano loro i servizi consolari, ostacolano il processo di presentare i loro documenti per far rispettare i loro diritti come cittadini italiani e persino aiuti umanitari.

È un peccato che i miei concittadini non possano aggiornare la loro documentazione. Il cinismo del partito al governo è immenso. Conte afferma che: "non è prudente sostenere una delle parti in conflitto nella crisi in Venezuela".

"Chiedo Conte, a nome della comunità italiana in Venezuela: è saggio di rimanere in silenzio e non contribuire ad un cambiamento da una complessa crisi politica?

Giuseppe Conte, nella sua veste di primo ministro, ha tradito gli ideali libertari che hanno caratterizzato l'Italia.
La posizione del governo italiano è così spietata e indifferente da dimenticare che molti italo-venezuelani sono stati espropriati, rapiti, assassinati e molti soffrono la miseria.

Confermo il mio impegno per la comunità italiana in Venezuela. Riconosco gli sforzi della comunità internazionale per contribuire ad un processo di cambiamento guidato dal presidente del Venezuela Juan Guaidó caricata nel ritorno della democrazia e della libertà.

Chiediamo che il governo italiano si pronunci come ha fatto l'Unione europea e gli è stato chiesto, tra gli altri, da Lucio Malan (Forza Italia) e Ferdinando Casini (lista Civica e Popolare”.

Mancano le dichiarazioni del secondo e terzo posto dei candidati italiani più votati in Venezuela ma conoscendoli erano in Piazza con la bandiera italiana e molto amareggiati che il Maie (Nello Collevecchio) e Lega (Giuseppe Di Cera) siano nel Governo italiano che non riconosce il loro Presidente ad Interim del Venezuela Juan Guaidó.

 

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