ANNO XIII Dicembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 23 Giugno 2019 00:00

Taranto - Valentini scrive a Sindaco e alla Provincia per il museo di scienze naturali

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Pubblichiamo volentieri la lettera che il dott Valentini entomologo, avvocato, già giudice di pace, ha inviato alle istituzioni e ora ai cittadini con la ipotesi di una raccolta di firme per la realizzazione del Museo di Scienze naturali. Quel mondo nascosto che ci dà la vita in silenzio e che dobbiamo conoscere. 

Carissimi concittadini, come correttamente scrive l'ecologo E.P.Odum lo studio e la conoscenza dell' AMBIENTE, anche per sommi capi, oggi devono essere considerati addirittura "UNA NECESSITA' VITALE", per la semplice ragione che "la possibilità e la volontà dell'uomo di modificare l'ambiente in cui pur vive e lavora si sono sviluppate molto, molto più in fretta della sua capacità di comprenderne la natura".

Le prospettive e l'aumento poi - prosegue Odum - della popolazione umana e dei problemi ambientali che questo presuppone oggi devono convincere tutti, politici, economisti, sociologi, uomini di cultura ma soprattutto semplici cittadini, che ogni individuo venga messo nella condizione di conoscere, anche sommariamente, quei processi e quelle condizioni generali dell'ambiente che rendano possibile la sopravvivenza - non diciamo la prosperità - di singoli organismi quali noi siamo.

Quanto appena detto si può fare ANCHE attraverso l'istituzione di un moderno Museo di Scienze Naturali ed Ambientali che parli a tutti i cittadini di Taranto della struttura e delle funzioni della natura e di come piante ed  animali interagiscano tra loro e l'ambiente fisico per generare VITA sulla Terra. 
Dopo aver spedito proposta+progetto in questo senso a sindaco e presidente della provincia,convinto come sono della necessità di offrire tale presidio culturale alla mia Città e ai miei concittadini, mi sono messo in testa di operare una "RACCOLTA DI FIRME" pro Museo di Scienze Naturali ed Ambientali a Taranto, un istituto di didattica ambientale che una volta portato a compimento volentieri lascerei alla  direzione e gestione economica di giovani laureati in biologia, scienze naturali e forestali, agrarie, ecc. La mia proposta, forse la domenica prossima, sarei " in piazza" (della Vittoria o Maria Immacolata...) con tanto di banchetto per apporre le firme : c'è qualcuno lì tra Voi, concittadini carissimi, che desidera unirsi al sottoscritto in tale "titanica" impresa? ( avviso che se pur non ci fosse nessuno...lo farò "uguale"...).
In tale attesa, invio i miei saluti...i più cordiali che si può ! Seguono le lettere inviate. 
 
Preg.mo Dottor  Giovanni Gugliotti Presidente della Provincia di Taranto  SEDE

                 

Oggetto: proposta d'istituzione del Museo Provinciale di Scienze Naturali e Ambientali di Taranto

Pregiatissimo Sig. Presidente,

un Museo è “un’istituzione permanente al servizio della società e del suo sviluppo. E’ aperto al pubblico ed ha le funzioni di ricerca, conservazione e valorizzazione di un insieme di beni naturali e culturali che acquisisce, conserva e soprattutto espone ai fini di studio, educazione e diletto. Per quanto precede, può servire ad integrare la scuola e la famiglia nell’orientare i ragazzi verso scelte consapevoli”. Un Museo di Scienze Naturali ed Ambientali moderno, inoltre, per essere tale, oltre che parlare di piante ed animali deve allargarsi ai processi ecologici, cioè alla fittissima trame di interazioni tra quelle specie e l’ambienta fisico.

Sono convinto, perciò, che possa aver credito un progetto museale moderno e coraggioso, incentrato sulla “Fauna minore”, ( “minore” perché più piccola, non perché meno importante...),sulla flora, sulla fauna vertebrata, con cenni sulla struttura e sulle funzioni degli ecosistemi naturali ( Ecologia), mixando, mi si consenta l’espressione, il dato scientifico, freddo e fermo per sua natura, con quello umanistico-letterario, artistico, filosofico, poetico ed anche religioso, tale da farne un luogo di cultura unico nel suo genere in Italia e veramente esclusivo.

Un museo che si occupi in primis di Artropodi e Insetti, chiudendo con le Farfalle Diurne (= Rhopalocera), alate creature queste che allietano la vista e si sottraggono al senso generale di repulsione che ispirano molti altri piccoli animali, perché non mordono, non pungono, non trasmettono malattie; un luogo del sapere atto a mettere in evidenza quel valore, non monetizzabile per eccellenza, rappresentato dalla biodiversità, la cui definizione va ben oltre il semplice elenco delle specie presenti in un dato territorio (Sistematica), ma include, come già accennato prima, anche e soprattutto i processi ecologici garantiti da quelle specie e dalle interazioni tra loro e l’ambiente fisico; un’ istituzione permanente a base scientifica ma dotata anche di luci, colori, di fantasia e bellezza, soprattutto al servizio delle nostre Comunità, affinché l’offerta turistica si attivi anche attraverso l'ampliamento dei nostri orizzonti culturali (oggi orientati quasi esclusivamente al “demoetnoantropologico”, nel nostro Paese per “museo” s’intende soprattutto quello d' arte o archeologico, e tra i più “gettonati” spesso vediamo piazze, santuari, torri e castelli, casali, chiese, necropoli, statue, anfiteatri”,ecc.).

Tale museo, oltre ad essere dotato di una interessantissima ma breve rassegna (= collezione) di lepidotteri diurni, conservati in speciali teche entomologiche, si articola in altre ripartizioni, quali : le “Biografie dei Grandi Naturalisti”, “Paleontologia degli Invertebrati”, gli “Artropodi”, gli “Insetti e loro Classificazione, Morfologia, Fisiologia e Caratteristiche Fondamentali”, “Classificazione, Morfologia e Ciclo Biologico delle Farfalle Diurne”, “Distribuzione e Habitat”, “Gli Ambienti”, “I Nemici”, “Le Strategie di Difesa”, “Alimentazione e Piante Nutrici”; rassegna cui si affianca la “Vetrina del Giovane Entomologo” dedicata all’esposizione dei materiali e dei metodi per la raccolta, la preparazione, lo studio e la conservazione della piccola fauna a lepidotteri e coleotteri, con possibilità d’estendere quanto esposto anche ad altri Ordini di Esapodi ( = Neurotteri, Ortotteri, Imenotteri, ecc.) ; dulcis in fundo, poi, la realizzazione di due (o più...) vetrine dedicate al tema “Le Farfalle e l'Uomo”, esposizione che a San Severino Lucano ha sortito esiti e giudizi molto positivi, se non entusiastici, un' assoluta “golosità culturale” che lo rende addirittura unico nell'ambito dei musei naturalistici italiani. Indispensabile, inoltre, la realizzazione di anche di un piccolo laboratorio microfaunistico, in cui si faccia ricerca floro- faunistica sul territorio, ma anche utile didattica per scuole e studenti, in uno ad una piccola ma indispensabile biblioteca.

Tale museo necessiterebbe possibilmente di alcune stanze, dotate di vetrine perimetrali e di una serie di vetrine centrali per la visione diretta, quasi ad altezza d’uomo, delle collezioni microfaunistiche collocate dentro speciali teche o cassette entomologiche; per completezza, sarebbe preferibile dotare il museo anche di un locale d'ingresso-biglietteria con relativa vendita di gadget naturalistici ( è presente in ogni museo di storia naturale che si rispetti...) e, se possibile, una saletta multimediale per incontri e conferenze e la visione di filmati naturalistici e storici.

Una delle novità che intenderei realizzare per il museo che propongo, consisterebbe in una serie di modelli di artropodi in scala ( es. grandi modelli di ragni con relativa tela, ma anche ortotteri, ecc.) da esporre nelle sale del museo medesimo ( tese tra gli angoli del soffitto, per es.), che sarebbero capaci di sortire nei visitatori quell’“effetto di stupefazione” di cui scrivono autorevoli autori della museologia naturalistica più recente ( v. allegata foto mantide).

Col Comune di San Severino Lucano abbiamo già realizzato- con successo, direi – il Museo Laboratorio della Fauna Minore, stilando un regolare contratto che comporta da parte mia la   direzione del Museo-Laboratorio e l'impegno ad istruire giovani diplomati e laureati nelle discipline scientifiche di pertinenza da proporre alla sua successiva gestione, il tutto servendoci magari anche di “sponsor” ( la Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia s’è detta già disponibile a finanziare, naturalmente su richiesta dell’Ente Provincia…) con elaborati fatti rigorosamente “a mano” e in stretta economia, costruendo personalmente i diorami e avvalendomi di disegnatori e modellisti locali e di provata competenza.

Devo aggiungere che nel contempo il Museo-Laboratorio della Fauna Minore è stato meta di autorevoli studiosi e ricercatori, accademici e non, che si sono vivamente rallegrati per quanto realizzato, considerato che costituisce una “novità” nel panorama dei musei di storia naturale a livello nazionale (lo hanno fatto la Regione Basilicata e il Parco Nazionale del Pollino, l' ENEA /Divisione Ambiente-Roma, l’ISPRA- Roma, la S.E.I. Soc.Entomologica Italiana, l' A.R.D.E. Ass. Romana di Entomologia, la Città della Scienza di Napoli, i direttori dei Musei di Storia Naturale di Roma, Milano, Bergamo e Genova, oltre a numerosi studiosi e appassionati del settore, tra i quali m’ha molto onorato anche l’apprezzamento del Botanico prof. Sandro Pignatti, Professore Emerito dell’Università “La Sapienza” di Roma, Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana e Accademico dei Lincei in Roma).

Altra “novità” la preghiera di Alce Nero descritta nella recensione dell’ENEA ( v. allegato) e posta accanto alla porta d’ingresso, estroversione che, in uno alla descrizione della vita dei piccoli animali realizzata attraverso accostamenti a filosofie orientali e religioni vernacolari, fanno di tale Museo veramente un “unicum” nel panorama dei musei naturalistici italiani.

Nella certezza che tale mia proposta trovi favorevole accoglimento presso la S.V., determinato come sono a portare un mio personale e totalmente gratuito contributo al progresso civile e culturale della mia Città, e dare un apporto capace anche di creare turismo scolastico e non, oltre ad opportunità di lavoro per i nostri giovani laureati e diplomati, spero mi consentirà di segnalarLe i miei dati per eventuali contatti.

Cordiali saluti

Il Direttore

dott. Valentino Valentini

 Lettera a Melucci

Pregiatissimo Sig. Sindaco, la prego vivamente di leggere la presente perché riteniamo che l'iniziativa sia FONDAMENTALE per la nostra Città : la Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia di Bari ci comunica, peraltro, il suo interesse a finanziarla.

Pregiatissimo Sig. Sindaco,

sono già diversi anni che partecipo a convegni, "tavole rotonde", incontri e dibattiti vari a tema "UN' ALTRA IDEA PER TARANTO" (... tipo Bilbao!), ma devo purtroppo lamentare che tali incontri si risolvono tutti in una bella vetrina dei soliti noti che fanno tante chiacchiere e fatti zero! Sciorinano il loro "amore" per la propria città, ma poi, mi si consenta, si ricade quasi sempre nel nulla di fatto, specie in campo culturale e soprattutto ambientale.

Unica nota intonata tra tanto "sconcerto" ce la suona proprio il sindaco di Bilbao, che ha scritto recentemente: "sono convinto che non esìsteranno città economicamente importanti che non siano, nello stesso tempo, culturalmente importanti ".

Per quanto sopra, penso che un Museo di Storia Naturale o di Scienze Naturali e Ambientali che dir si voglia, costituisce oggi un validissimo strumento di cultura, didattica e ricerca, e serve a "risuscitare" anche economie perché produce posti di lavoro per i nostri giovani! Per la nostra Città tale strumento potrebbe costituire il "terzo (in)comodo" rispetto al MarTa e al Castello Aragonese e aprire le nostre menti alle strategie che la Natura ed i Soggetti naturali pongono in essere per affermare la vita sul nostro Pianeta.

Perché innanzitutto la conoscenza? Ma perché l'allargamento dei nostri orizzonti culturali fa uscire la mente dall'isolamento, mette l'individuo in relazione con gli altri e al tempo stesso lo scansa dal trascorrere la vita sulla base di pensieri soggettivi e lo affranca dal dominio dell' "opinione", dei "luoghi comuni" e dei pregiudizi (...quanto a questi ultimi spero mi si consenta di rilevare che nella ns. Comunità ne circolano sin troppi!).

Perciò quando si parla di cultura, specie dalle nostre parti, bisogna intendersi meglio: è innegabile che la conoscenza è una ed indivisibile, e non vi è né può esservi contrapposizione tra la cultura umanistico-letteraria e quella scientifica, anche se la prima è certo preponderante specie nelle regioni che affacciano sul Mediterraneo : vallo a dire ai grandissimi del passato, ad Erodoto con l'abbondanza e la puntualità delle sue osservazioni naturalistiche, a Platone per l'importanza fondamentale che dà alla matematica, a Plinio letterato e naturalista (a casa di Pericle si discuteva di medicina e di astronomia...), ad Aristotele che dedicò la sua vita anche allo studio della biologia, e molto più recentemente a Giacomo Leopardi che sapeva bene quanto matematica, astronomia e storia naturale fossero importanti per l'arricchimento culturale anche in campo ambientale! Alla stregua di ciò, in un Museo di Storia Naturale che si rispetti da realizzare nel nostro territorio -territorio che vanta peraltro ancor oggi valenze floro-faunistiche di gran pregio - deve essere proclamata l'unicità della conoscenza che è letteraria e umanistica ma insieme anche scientifica, una cultura "nuova", moderna che dia vita ad una istituzione permanente: intendiamoci, del tutto priva di piante ed animali morti e rinsecchiti di "vittoriana" memoria, ma che diventi un passo importante per avvicinarsi alla Natura in modo corretto ed elegante, ma anche emozionante e divertente. Siffatta istituzione museale diventa il luogo di luci, colori, fondali, diorami e pannelli disegnati e dipinti interamente a mano, supportati da brevi didascalie che diano al visitatore, oltre al mero riconoscimento scientifico, anche il senso dell'accomunamento e della familiarità, e che offrano approfondimenti anche rispetto a culture vernacolari da oriente a occidente del globo, culture che ancor oggi considerano la natura come "teofania", cioè manifestazione della divinità. Un "Museo di Scienze Naturali" ma anche "Ambientali", tale in quanto si forniscono al visitatore, turista o studente che sia, anche gli strumenti per una migliore conoscenza dei concetti legati allo studio dell'ecologia e della biodiversità, concetti che per il pubblico dei visitatori - pur vivendo noi nel territorio più ricco di diversità biologica del Vecchio Continente - rappresentano ancor oggi argomenti piuttosto astratti e difficili da apprendere: la S.V. sa bene quanto me che la nostra Città ne avrebbe oggi un assoluto bisogno !

Giova infine ribadire che, così come in altre realtà della mitteleuropa, un istituto del genere deve servire ad assegnare posti di lavoro per i nostri giovani laureati e diplomati, con un laboratorio per la didattica e la ricerca, ed essere collegato ad altri Musei similari e istituti universitari per scambi e varie iniziative culturali: e non Le nascondo che la sua istituzione sarebbe un ottimo viatico per un proficuo collegamento con le facoltà di Scienze Matematiche,Fisiche e Naturali di Bari e Lecce. Sotto l'egida della Società Entomologica Italiana, dell'Associazione Romana d' Entomologia, dei Civici Musei di Storia Naturale di Roma, Milano, Bergamo e Genova ( nel capoluogo ligure v'è la sede della S.E.I. Soietà Entomologica Italiana...) ne è stato realizzato un prototipo sul Parco Nazionale del Pollino, ottenendo commenti e giudizi positivi e riconoscimenti a livello nazionale (la Regione Basilicata e la Divisione Ambiente dell'ENEA di Roma l'hanno inserito in "Rete Natura 2000" della Comunità Europea e TARDE ha scritto che è "unico" nel suo genere in Italia). Mi si deve dare un motivo, anche uno solo, del perché noi si debba continuare a privare la nostra Città d'un bagaglio culturale tanto utile quanto indispensabile: con una spesa contenuta possiamo fare una gran passo verso l'Europa che, con le sue appropriate "Direttive", segna la strada da percorrere per superare quella improvvida separazione culturale, ancor oggi imperante specie dalle nostre parti, e dare una svolta al ristagno culturale in campo scientifico-naturalistico, come lamentava presso il già sindaco Stefano il Presidente della Società Entomologica Italiana prof. Francesco Pennacchio, Ordinario di Zoologia presso l'Università Federico II di Napoli, scrivendo che : "da sempre le regioni centro-meridionali del nostro Paese sono purtroppo tragicamente prive di musei e strutture culturali di tipo naturalistico, ove svolgere, soprattutto a favore dei ragazzi, quella fondamentale attività divulgativa di avvicinamento alla Natura che potrebbe spingerli, una volta adulti, a non ripetere gli errori commessi contro i beni ambientali dalle generazioni che li hanno preceduti ".

Ricordando infine che il termine "comunità" deriva dall'abbraccio di due parole latine ( cum munus = con dono), e baipassando quella sorta di equazione che recita use una cosa non costa niente, vuol dire che non vale niente V\ quanto al contributo personale del sottoscritto per la mia Città realizzerò quanto sopra a titolo interamente gratuito, proprio come quando si effettui un bel regalo ad una persona cui si vuole del bene; ad opera ultimata lo dirigerò, inoltre, solo per il tempo necessario e sufficiente per istruire i giovani "preposti", laureati nelle varie discipline scientifiche ( importantissima anche l'aggiunta di una sezione di Entomologia Agraria...) i quali dovranno essere perfettamente in grado anche di conservare per le generazioni future le preziosissime collezioni microfaunistiche di cui questo museo verrà dotato, vale a dire una importante rassegna scientifica di esemplari del territorio della murgia tarantina e delle gravine ( ma non solo...) dal valore tecnico-scientifico incalcolabile, tassonomicamente raccolti secondo Ordine, Famiglia, Genere e Specie, e

che attende "con ansia" una sua definitiva, naturale collocazione in un museo di scienze naturali

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