ANNO XIII Novembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 29 Settembre 2019 08:14

Taranto – Convegno Alzheimer di Falanthra, «la rivoluzione della gentilezza»

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Finale col botto delle tre giornate per celebrare la Giornata Mondiale su Alzheimer; convegno di spessore, qualificato, interessante, emozionante, queste le parole che serpeggiavano tra le maestose sedie della sala del Castello Aragonese, che per la serata - come si vede in foto con parte dei relatori e soci di Falantrha -, il Comune ha tinto di viola, il colore dell’Alzheimer.

Il titolo richiama gli interventi finali, quasi un tam tam festoso delle associazioni direttamente coinvolte, gli stakeholder della demenza che col grido: «dementia friendly community» hanno posto i tasselli per costruire, a partire dal Comune, un percorso per portare la città a mostrarsi gentile con i malati persi nel vuoto della memoria. Un Comune che ora c’è, come hanno ribadito Gabriella Ficocelli e Deborah Cinquepalmi, la prima responsabile, fra l’altro di Welfare e Salute e la seconda che si occupa anche di Volontariato e associazionismo. Volontariato descritto da Riondino nel suo intervento al convegno "Prospettive psicosociali per le persone con demenza, per i loro familiari e per la comunità",  presentato da Matteo Schinaia e Silvana Tarantini.

A portare il convegno dalla scienza medica alla dimensione etica ci ha pensato il dottor Vincenzo Costigliola, presidente dei medici Europei, venuto da Bruxelles senza slides, con la borsa piena di buone intenzioni per i bandi europei da utilizzare per il settore. I tasselli sono questi: pazienti, caregiver, diagnosi, famiglia, per una malattia difficile da riconoscere se non postmortem, soprattutto dai comportamenti più che dagli esami, in uno scenario dove in prima linea c’è una famiglia che soffre, che scarica – più in Belgio che in Italia – i malati nelle case di riposo “veri lager” Del resto il problema verrà sempre più scaricato sulla società, se non si costruisce un network attorno con la creazione di centri di accoglienza, come quelli che ci sono i Danimarca. Tutto questo per dare dignità alla persona col nuovo ruolo dei medici di base – che ieri hanno disertato l’incontro - Ecco il monito, posto anche dopo, nel suo intervento dal dottor Andrea Fabbo “sulle demenze il 62% del medici di base non conosce il problema e dice che tutto questo è naturalmente legato all’invecchiamento”. A seguito di questo intervento, peraltro richiamata dal dottor che vive in Belgio, la fotografa Tiziana Ruggero che con la sua associazione collabora con Falantrha ha proposto nel suo intervento, di fare un percorso domestico di fotografie, per rappresentare il volto di Alzheimer a partire dalle famiglie. 

Particolarmente significativi gli interventi dei dottor tarantini, Il dottor Pizzulli, neurologo dell’Asl di Castellaneta, nel tratteggiare il decorso della malattia ha parlato di demenze in generale, senza fare inutili distinzioni tra loro, tranne una particolarità che l’Alzheimer può prendere anche prima dei 65 anni. La dottoressa Gabriella Orlando, neurologo di Grottaglie e dirigente dell’unico centro Uva della provincia – (Emiliano dove sei?!) – ha parlato dei vari stadi delle demenze e il Dottor Mercinelli neo responsabile neurologo della Cittadella della Carità, ha posto il dito sulla settima causa di morte nel mondo e posto in chiaro tutte le cose da fare per rallentare il degrado della mente nella quale, lui ne è convinto, le emozioni restano intatte.

Sic parvis magna ecco l’Asl di Modena con il globettor Andrea Fabbo che ha parlato del Rapporto demenze in Emilia, una regione che spende 600 milioni di euro nel settore - (Emiliano dove sei?!) – mentre c’è un Piano Nazionale senza risorse. Il dottor Fabbo che abbiamo ascoltato diverse volte, nel Novembre del 2018 ad Alberobello e nell’articolo Alberobello - Alzheimer, prima la persona, solo dopo, ma molto dopo, la malattia – potete ritrovare nell’esposizione del sistema Modena sulle demenze. E anche nel convegno nazionale di Altamura.

Modena è da imitare, da seguire, da legare col nodo al fazzoletto, perché la struttura e il raccordo tra Asl – demenze – associazioni è ben rappresentato e c’è soprattutto per le situazioni iniziali della malattia, con deficit moderato, per rassicurare le famiglie. Nella pagina Modena per l’Alzheimer è possibile conoscere le iniziative di un Asl davvero presente. Buone prassi da ribaltare in una pressione che parti dal basso e che i medici tarantini devono ascoltare e amplificare nelle sedi più alte. Questo è il vero grido che occorre e che riprendiamo dagli interventi finali del musico terapeuta De Vincentis, della Psicologa Aida Andrisani che ha parlato del suo ingresso tra malati e caregiver e dagli interventi di Katia Pinto (Alzheimer Italia), Patrizia Bruno (Demenzia Napoli) e Laura Guidi (Giovani nel tempo Bologna). Le ultime tre battagliere della dementia friendly community hanno detto davvero tutto, hanno colorato il percorso di viola, quel colore che è legato al pensiero d’amore, amore sparso in petali di commozione da Cesare e Daniela, che sono stati cuore a anima dell’evento dall’inizio alla fine.

Che dire di più senza venir meno alla captatio benevolentiae del lettore su un convegno medico scientifico. La sua conclusione può essere quella rivoluzione della gentilezza proposta nel titolo, perché le Anna, le Letizia, i Giuseppe, con la loro dignità, nel residuo volgere del sorriso alla loro vita, trovino una città amica, gentile, attenta che tenda loro la mano. Noi ci siamo e voi?

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