ANNO XIII Dicembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 11 Novembre 2019 21:17

Dimissioni di Morales: cosa cambia per l'America latina? Il Venezuela sempre più solo

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Bolivia la gente felice festeggia le dimissioni di Evo Morales Bolivia la gente felice festeggia le dimissioni di Evo Morales

Oltre dieci anni dopo l'elezione di Evo Morales a presidente della Bolivia, dei leader della cosiddetta "marea rosa" o "svolta a sinistra" in America Latina - così era stato definito il blocco di democrazie sudamericane che avevano eletto leader di sinistra - non rimane quasi più nessuno.

L'ex presidente brasiliano Lula Da Silva è stato spettatore dal carcere della vittoria nelle urne dell'ultra-destra di Jair Bolsonaro, mentre in Argentina la saga dei Kirchner ha lasciato il posto a Mauricio Macri, anche se Cristina Fernández è recentemente tornata al potere come vicepresidente nelle ultime elezioni, e la Colombia è ora governata dalla destra di Iván Duque.

Il 10 novembre il presidente della Bolivia, Evo Morales, pressato dagli ammutinamenti delle forze di polizia, ha annunciato le proprie dimissioni dopo quasi 14 anni di potere. Quali ripercussioni potrebbe avere lo sconvolgimento politico boliviano su tutto lo scacchiere dell'America latina?

Il Venezuela sempre più solo

Dopo la svolta politica di governi di sinistra come quello ecuadoriano di Lenín Moreno che ha tolto il suo esplicito sostegno al governo chavista, Nicolás Maduro è più solo che mai tra i suoi vicini.

In questo scenario, Morales è l'unico presidente che si è sempre battuto in sua difesa. Un esempio tra tutti, lo scorso settembre i leader latinoamericani di tutti i paesi amazzonici si sono incontrati a Leticia, in Colombia, per coordinare le azioni di fronte alla crisi degli incendi. Ma l'unico a non ricevere l'invito è stato Maduro, mentre l'unico a protestare per il suo mancato invito è stato proprio Morales.

"Il mondo sa che il presidente Maduro è sopravvissuto a un colpo di stato, a un intervento militare americano, e deve affrontare un blocco economico", aveva dichiarato il presidente boliviano alla fine del suo intervento, protestando per la mancata presenza di Maduro e ricordando come "al di sopra delle differenze ideologiche ci sono i diritti della Madre Terra".

"Se Evo Morales venisse sconfitto, questo sarebbe un colpo decisivo a quella che in origine era la 'marea rosa'", spiega Tim Gill, esperto venezuelano dell'Università della Carolina del Nord a Wilmington. "Morales è stato un fermo sostenitore di Chávez e ora del governo di Maduro. Il presidente boliviano ha criticato gli Stati Uniti e l'UE per le loro sanzioni sostenendo che gli Stati Uniti stanno conducendo una guerra economica contro il governo di Maduro e la Rivoluzione Bolivariana".

Secondo lo studioso "Morales rimane l'unico franco sostenitore del Venezuela in Sud America. Senza Morales, il Venezuela apparirà ancora più debole".

I rapporti commerciali con Cina e Russia

Il mandato di Morales si è caratterizzato anche per le relazioni economiche intessute con paesi come la Cina e la Russia. Nel corso di questi 13 anni ha avviato progetti con le potenze russe e cinesi, di cui molti non ancora completati. Tra questi, nientemeno che la realizzazione di una centrale nucleare da parte di Mosca in territorio boliviano.

Per l'opposizione l'ingerenza russa e cinese è cresciuta negli ultimi anni, fenomeno fortemente contestato perché porterebbe a uno sfruttamento del territorio, che con le sue riserve di litio, tra le più grandi al mondo, farebbe gola ai paesi esteri.

Per ora il principale rivale alle urne, Carlos Mesa, noto per le sue misure neoliberali mentre era presidente, non si è pronunciato su questo tema.

Marcelo Arequipa, esperto di Scienze politiche e professore dell'Università Cattolica Boliviana, dichiara a Euronews di non credere che la sconfitta elettorale di Morales possa alterare particolarmente gli equilibri della regione sudamericana.

"Sarà una notizia forte come quella di Lula che esce dal carcere, ma credo che più che interessare il Sudamerica avrà ricadute solo sulla Bolivia" chiarisce lo studioso, e sui rapporti con Maduro: "Evo si è comportato in modo pragmatico, ha smesso di parlare del Venezuela". 

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