ANNO XIV Gennaio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 12 Novembre 2019 08:51

Klaus Patzwall è il sogno dell’abbattimento del muro che lui non vide realizzarsi

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Ora che la Germania, l’Europa, il mondo celebra, in questi giorni il trentennale 1989-2019, questo evento grandioso dell’abbattimento del muro vorrei ricordare un grande amico mio scomparso a soli 39 anni.

Quelle brevi vite chimere che incontri e che per la loro essenza restano ancorate alla gioventù. Non le ritrovi in altre età, restano il simbolo di un tempo e in quel tempo ho vissuto con lui, incontrandolo più volte, quello spirito amichevole vero fatto di condivisioni, di ideali. Klaus era un berlinese con la voglia di una Germania unità. Quel sogno che la nostra generazione, figlia del dopoguerra voleva realizzarsi, perché il mondo cambiava, decenni di Pacem in terris, il boom economico e la utilitaria che sostituisce la bicicletta, tutte cose che si voleva condividere col mondo e soprattutto chi era tedesco e giovane non sopportava l’idea della cortina di ferro che divideva lo stesso popolo che lui non aveva visto unito.

Quando in un campeggio internazionale, che insieme organizzammo a Berlino Ovest, in un parco urbano artificiale creato ai margini nell’isola politica dell’occidente, andavamo a fumare lungo la Sprea il fiume di Berlino; sulla sponda opposta i Vopos della DDR passeggiavano insieme a noi per controllarci. Klaus sentiva che il sogno si stava realizzando e fece una cosa straordinaria.

Lavorava come tassista a Berlino e metteva marchi da parte. Con Helene sua compagna realizzò, nella Bassa Sassonia, al confine con la DDR, un ostello della gioventù facendo scambi anche con l’Italia. Non conto, ma furono tanti, i tarantini che sono andati da lui. Gratis unico dovere la condivisione della pulizia e del cucinare. Lo ricontrai a Taranto, a Massafra quando porto dalla Sassonia un circo di genitori e figli, tanta allegria e senza animali. Nel frattempo Helene era diventata Borgomastro (Sindaco) di quel comune e pareva che dovesse andare tutto bene, purtroppo un arresto cardiaco fermò Klaus ancora giovane.

Io ho già celebrato questa amicizia nel 2016 con un articolo superstite dagli attacchi informatici e che potete leggere col titolo Klaus Patzwall sperava nell’Europa Unita, il mio ricordo per lui

Klaus si era speso troppo per una grande cosa realizzata in poco tempo, lui stesso mi aveva detto in una telefonata che si sentiva stanco. Ecco ora che il muro è caduto da trent’anni mi rendo conto che a lui sarebbe bastato poco per godere di questo sogno. Ho voluto ricordarlo qui, sapendo che ora il suo nome ritornerà nelle ricerche online, quasi a testimonianza di una bella gioventù di quest’Europa sana, che attraverso l’amicizia costruiva il futuro in una stupenda visione comunitaria e non sovranista.

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