ANNO XIV Gennaio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 26 Novembre 2019 04:56

E’ volato via il poeta degli ultimi, Fabio Amato

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Fabio Amato, il poeta milanese, doveva essere da noi il settembre scorso, in un’iniziativa della nostra associazione Falanthra ODV.

Come definirlo il male che l’ha portato via? Un incomodo, un intralcio che ha frettolosamente consegnato a noi il suo spirito. Perché ora abbiamo i suoi libri, le sue poesie. Diceva Jung che quando nasciamo abbiamo due cervelli, uno quello che ci fa subito poppare e l’altro, il subconscio, sul quale pesa passato e futuro, che ci fa dire che un posto l’abbiamo già visto, una persona l’abbiamo già conosciuta. Ecco, questa premessa per parlare di Fabio. “NEL SILENZIO – Nel silenzio della notte / tornano/le voci del passato / a ricordare i legami,/ che superano le barriere del tempo.”

L’abbiamo conosciuto di persona, poi siamo diventati amici, ci ha legato l’amore per la poesia, quelle parole intrise di mistero che ci collegano al secondo cervello di Jung.

In Viaggio con la Poesia di Fabio Amato è un libro che abbiamo presentato nel 2017 e in questo articolo il resoconto di quella esperienza; nello stesso pezzo trovate la festa al caffè Bernardi di Taranto nel 2016

Chi era ed è e sarà per sempre Fabio Amato? E’ un milanese che vede la luce 14 marzo 1964. Nel 1989 la laurea in Pedagogia alla Cattolica di Milano. Dal 1991 vince il concorso presso la Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone (MI) e diventa educatore di professione. Sì, proprio nella struttura dove per quattro anni passò il volontario forzato ex premier.

Qui a Cesano Boscone Fabio si occupa di educare persone con disabilità psichica, creando occasioni occupazionali e integrazione sociale. Nel 2009 diventa responsabile delle politiche ambientali della Fondazione. Nel 2011 consegue il master in sociologia sui disabili presso la Cattolica. Il suo rapporto con Taranto nasce con la comune esperienza con i malati di Alzheimer.

Del suo rapporto con la malattia della mente parla la sua poesia: “ IO – Amarsi Quanto è difficile / accudire il proprio io, / senza violentarlo, / limitandone gli spazi / chiudendolo / in gabbie insonorizzate / incapaci / di sentirne le vibrazioni / che diventano ansie / riaffiorano.”

In un’altra poesia c’è tutta la questione del pregiudizio verso la disabilità, il retaggio della nave dei folli di Erasmo: “NORMALI – Ecco/ la processione / dei normali / legati / da invisibili catene, / vestiti uguali / con uguali pensieri, / senza emozioni, / pronti a giudicare. / ma non c’è / peggior folle / di chi si ritiene normale.”

Della sua particolare dedizione alla malattia dell’Alzheimer c’è tutta la tensione del “riannodare del tempo”.

Ecco il tempo che abbiamo voluto dedicare a Fabio. In una collaborazione stretta con il nostro sito, abbiamo creato una sezione di cultura tutta sua denominata le Mie Orchidee,

Ne sono presenti tre, tutte realizzate nel formidabile anno 2016 e sono recensioni di libri e poeti che ci fanno conoscere il nostro Fabio scrittore e affabulatore del lettore. Lettore al quale consegniamo l’emozione di aver conosciuto un delicato poeta che guardando gli ultimi è riuscito a trovare il nesso casuale che ci tiene in vita. Grazie Fabio, tvb.

 

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