ANNO XIV Gennaio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 13 Dicembre 2019 23:06

Sul rinnovo COMITES risposte vaghe dal Governo!

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Ieri, il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, ha risposto alla mia interrogazione in cui chiedevo certezza sulla data delle elezioni dei Comites che normalmente dovrebbe essere, a scadenza naturale, il 17 aprile 2020.

Il sottosegretario nella sua risposta non ha dato alcuna certezza, anzi ha evidenziato che le elezioni sono 'strettamente condizionate dalla disponibilità di adeguate risorse finanziarie, rispetto alle quali potrà essere decisiva la manovra di bilancio in corso di esame da parte delle Camere'.

Una risposta INACCETTABILE per un Paese democratico!

Infatti, non dovrebbe essere il Governo stesso ad assicurare il minimo budget per il funzionamento della democrazia?

Immaginate se ad un Comune italiano si dice che il rinnovo del Consiglio comunale è subordinato alla legge di bilancio!?

Insomma, se vogliono emarginare gli italiani all'estero dai loro diritti politici lo dicano chiaramente!

VOTARE NO MA LE TASSE SI!

Beh questo sinceramente mi lascia senza parole, spero che il Governo, invece, trovi presto le parole adatte per indicare un cambiamento di rotta, un ravvedimento che lo porti a rispettare i connazionali che vivono all'estero e che, spesso, hanno dato lustro a quell'Italia che hanno dovuto lasciare per mancanza di lavoro!"

Con una mia interrogazione ho chiesto al Governo se sarà confermata la data delle elezioni dei Comites previste per il prossimo 17 aprile 2020.

Da quando sono deputata, cioè dal 2013, ho sentito troppo spesso parlare di riforma della rappresentanza e di nuove regole per eleggerla: si tratta di Comites, CGIE e Parlamentari eletti nella Circoscrizione estera.

Per quanto riguarda i parlamentari, l’unica cosa fatta è stata quella di ridurli tanto da rendere la rappresentanza a Montecitorio e a Palazzo Madama al limite della visibilità e quindi con maggiori difficoltà operative.

A questa riduzione a mio parere dovrebbe corrispondere un potenziamento dei Comites e del CGIE, un potenziamento che passa sia attraverso maggiori risorse da assegnare che la legittimazione democratica.

Ora, sappiamo che i Comites sono a fine mandato e che si dovrebbe votare ad aprile 2020, ma non ci sono segnali istituzionali che lasciano presagire la preparazione delle elezioni che avvengono in ogni Consolato che conta almeno tremila cittadini italiani iscritti nel Registro Aire. Inoltre, alcune recenti affermazioni, del Presidente della Commissione esteri del Senato su un rinvio delle elezioni per mancanza di fondi lasciano molto perplessi e manifestano una scarsa considerazione per il diritto degli italiani all’estero di scegliere democraticamente i propri rappresentanti anche se a livello di circoscrizione consolare.

Vista la situazione, allora, ho ritenuto importante presentare una interrogazione parlamentare al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in maniera da fare chiarezza sulle intenzioni del Governo se intende rispettare o meno la data del voto e le sue modalità.

Non vorrei che si ripetesse quanto avvenuto in passato con il rinvio continuo delle elezioni che ha prolungato di ben 5 anni la scadenza naturale di tale organismo.

Immaginate voi che si dica ai cittadini di un comune italiano che le elezioni si rinviano per mancanza di copertura finanziaria? E per ben 5 anni! Sarebbe inconcepibile sul piano della democrazia. Ecco, io non vorrei che il rinnovo dei 101 Comites presenti nel mondo previsto per il 2020 venga rimandato a data da definire!

Dobbiamo delle risposte ai nostri connazionali all’estero ed a anche a chi intende prepararsi a svolgere un servizio per la Comunità e chiedo che il Governo risponda in maniera chiara.

I Comites hanno il duplice obiettivo di “favorire l'integrazione dei cittadini italiani nella società locale e di mantenere i loro legami con la realtà politica e culturale italiana” (art. 1, c. 4 della legge del 2003), sancito già nella legge istitutiva del 1985.

Un obiettivo importante che richiede un funzionamento adeguato ed una vera e propria partecipazione democratica degli italiani residenti in loco.

Per fare questo è necessario anche apportare delle innovazioni nel meccanismo di voto.

Nelle elezioni del 2015 si è scelto di permettere di esercitare il diritto di voto per corrispondenza solo agli elettori, in possesso dei requisiti di legge, che facciano espressa richiesta all'Ufficio consolare di riferimento di iscrizione in un apposito elenco elettorale. Ad oggi non sappiamo se si ripeterà tale procedura con la formazione di una lista di elettori iscritti in un apposito albo e vorrei che il Governo lo chiarisse sin da ora; inoltre sarebbe opportuno l’introduzione di forme di votazione elettronica, ma sono cose che vanno previste ed organizzate!

Abbiamo bisogno di sperimentare nuove modalità di voto da applicare anche per il voto parlamentare e credo che l’occasione delle elezioni dei Comites sia quella buona per inserire un po' di innovazione con il duplice obiettivo di snellire le procedure elettorali e renderle più sicure!

Il mio auspicio è che non si perda questa opportunità ma soprattutto che si rispettino i diritti politici degli italiani all’estero dando loro la possibilità di esercitare il loro diritto di voto per rinnovare i propri rappresentanti locali secondo la scadenza naturale prevista dalla legge!

Le recenti notizie dall’Argentina sui brogli elettorali nel voto per la Circoscrizione Estera e quelle meno recenti sui brogli in Canada ci devono spingere a mettere in sicurezza il voto all’estero anche per garantire l’effettività del diritto al voto, come sancito dalla Costituzione, a tutti i connazionali all’estero e l’introduzione di sistemi telematici possono aiutare in questo processo.

Sentir parlare continuamente di brogli per quanto riguarda il voto all’estero fa male all’Italia, alla nostra immagine come Paese e offende la dignità degli elettori. Per questo ritengo che è doveroso affrontare la questione per evitare che un manipolo di imbroglioni metta a rischio un grande progetto e cioè quello della Circoscrizione Estera con la conseguente possibilità, per chi vive fuori dai confini nazionali, di far sentire la sua Voce a Roma.

Il voto dei Comites, allora, diventa, oltre che esercizio democratico, anche un primo test per capire se siamo capaci di emarginare chi delinque e organizzare una elezione libera e sicura !

On. Fucsia Nizzoli deputata eletta in America del Nord e Centro - Forza Italia

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