ANNO XIV Aprile 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 04 Gennaio 2020 10:47

Taranto - Befana per i cani al Bar78 di Via Oberdan, un bel successo ma “nessun animalista…” il commento della titolare

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Tirare le somme fa bene, bella affluenza ieri sera, nel Bar78 di Cecilia, nel cuore del Borgo Umbertino, acre odore di olio e pettole fino a cento metri, c’era la Befana: caramelle per i bambini e pappa per i cani da affidare a volontarie amiche dei nostri fedeli compagni a quattro zampe.

Quasi un paio di quintali tra pappa e croccantini, un buon successo per una serata dedicata ai cani abbandonati e senza famiglia. 

Il Bar del quartiere si accende nella stanca via Oberdan che ricorda altri fasti momenti di gran movimento del passato. Il Borgo Umbertino si concentra nelle vie principali oramai, ma sempre col mordi e fuggi delle anime morte di Gogol che vivono nelle periferie dormitorio.

Il Bar78 d’ora in avanti per noi sarà Animal Bar, magari per i cocktail dedicati a loro, per i padroni puliti che raccolgono le deiezioni in modo corretto. Doppio appuntamento a cavallo tra il 2019 e il 2020 nel Bar di Cecilia con Babbo Natale e ora la Befana, magari a Carnevale -, propone un altro commerciante -, un carro allegorico che sosta nel quadrivio potrebbe essere un’idea. Tutte idee che servono a rifare il Borgo, un restyling sociale che parte dal basso, come deve essere concretamente. Perché solo i cittadini sono i veri portatori di interesse, la PA può solo dedicarsi all'ascolto delle varie idee che servono a riaprire le saracinesche.

C’è chi vorrebbe fare una bottega artigianale aperta ad anziani e ragazzi per manipolare argilla e fare piccole ceramiche. Una sorta di Welfare colorato che diventa poi mercatino, raccolta solidale, bellezza.

Il Borgo si risana così guardando ogni cosa nel dettaglio, non solo i cornicioni che crollano e i palazzi abbandonati. Ecco questo il messaggio raccolto in una fredda sera di gennaio, tra pettole fumanti e Befane che sorridono con gli occhi marpioni, ma storcono il muso, perché il mondo bisogna metterlo a posto perché talvolta va all'incontrario.

E qui trova spazio lo sfogo di Cecilia che non ha visto nessuna associazione, né animalista, farsi vivo nella serata. Ma è solo un neo, un ombra negli occhi, un disappunto che sfuma nel sorriso, perché la vita va avanti e il sentiero è tracciato e pieno di luce.

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