ANNO XIV Settembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 05 Aprile 2020 08:43

Medici in trincea, come alla grande guerra

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80 morti tra medici e 25 infermieri questo è il tributo dato finora dai medici e dai paramedici in prima linea, quella trincea ultimo avamposto, dove il nemico è proprio di fronte con la sua artiglieria di spore, di gocce di saliva, dove il presidio di difesa talvolta è pieno di falla, ma non possono tirarsi indietro, c’è da salvare il mondo alle loro spalle.

Tutti i medici che arrivano, da Cuba, dall’Europa, dalla Cina, sono i benvenuti, gli eserciti sono schierati, il nemico vacilla ma non demorde, sta ancora là.

Non serve Monicelli per spiegare questa battaglia che riempirà i libri di storia, “come il mondo si liberò dal virus del terzo millennio”. Mancava ai ragazzi di questo secolo di conoscere il clima della grande guerra letta nel cinema o a scuola. Perché il clima è proprio questo, la fila per comprare il pane - in alcune città si va con la tessera di identità, i pari nei giorni pari e dispari nel giorni dispari per evitare affollamento -.

 

Scarseggiano i viveri e in tutti i supermercati ci sono i carrelli per la spesa sospesa per i nuovi poveri, da quelli che si inventavano il lavoro in nero – mancano oggi le palme intrecciate con i fiori – a quei commercianti che hanno esaurito le risorse, a quelli che sbarcavano in lunario in qualsiasi modo. In Spagna sono 4000 gli operatori sanitari contagiati. A dimostrazione della virulenza del virus, per chi non ha colto che davvero siamo di fronte a qualcosa di diverso dalle altre pandemie.

 

E se da un lato diamo linfa alla speranza, cogliendo i lievi cedimento del nemico – ieri, per la prima volta cala il numero dei malati in terapia intensiva – dall’altro dobbiamo credere in un impegno lungo e vittorioso.

In un'immagine che posto, si nota come aumenti il divario tra le regioni più colpite e il resto di Italia, segno che sta davvero funzionando il confinamento in casa e già si vedono i risultati, mentre ancora alti sono i dati del Nord colpito meno vistoso è la diffusione del virus altrove. Dice Lo Palco, lo scienziato che cura la Puglia, "se non ci fosse stato il confinamento ci sarebbe stata la stessa situazione Lombarda".

 

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