ANNO XIV Giugno 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 07 Aprile 2020 17:30

La pandemia lombarda e le inefficienze leghiste al governo regionale da otto anni

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Scalfari lo scrisse nel febbraio di 12 anni fa: “Un sistema di potere come quello di Formigoni, CL, Compagnia delle opere, non esiste in alcun punto del Paese, nemmeno la mafia a Palermo ha tanto potere “.

Nel 2010 arriva il libro di Ferruccio Pinotti dal titolo “La lobby di Dio”. Lo slogan di CL? «Meno Stato, meno mercato» e «più società, meno Stato». I veri atti concreti? Scrive Pinotti, anziché «privatizzare il pubblico, si statalizza il privato, centralizzandone il controllo».

La foglia di fico? Un concetto nobilissimo, il principio di Sussidiarietà al quale si richiamava quasi 90 anni fa Pio XI nella enciclica “Quadragesimo annoe che CL ha tradotto in sempre più funzioni…a se stessa. Meccanismo che, in campo sanitario lombardo, ha significato spostare le prestazioni dalla sanità pubblica a quella privata. E piazzare nei posti di dirigenza degli ospedali uomini di CL e la maggioranza di strutture sanitarie private aderisce alla Compagnia delle Opere legata a CL.

Costruzione e ristrutturazione ospedali, mense, pulizia, fornitura di farmaci? Aziende vicine alla Compagnia delle Opere. Aziende nate come funghi e finanziate dalla regione. Questa premessa, per fare alcune considerazioni sul disastro e il dramma della pandemia prodotta oggi in Lombardia.

Esisteva un piano per la gestione delle pandemie elaborato, in attuazione dell’Accordo ai sensi dell’art 4 Dlgs 281 del 1997: “Piano Nazionale di Preparazione e Risposta per una pandemia influenzale secondo le direttive del ministero della salute.

Era il 2 ottobre del 2006. Questo Piano e le inadempienze mostrate sono state valutate con delibera di giunta regionale del 22 dicembre 2010, rivisto nel 2011 e mai più vagliato Totale disinteresse della Lega che con Maroni assume il governo regionale nel 2012. D’inefficienze quel piano ne aveva dimostrato! Inefficienze che oggi, con questa pandemia si sono dimostrate altamente letali. La struttura di quel piano poggiava su Asl e medici di famiglia smantellati dalle riforme regionali. Era Formigoni e tutto concentrato sugli ospedali. Il Prof. Palù, già docente di virologia alla Università di Padova, classifica come nosocomiale la diffusione della infezione da coronavirus. Le inefficienze emerse, in quella valutazione non sono mai state oggetto d’intervento da parte del governo leghista che da 8 anni amministra la Regione. Piano che prevedeva anche la Costituzione del Comitato Pandemico Regionale. Le inefficienze, che più hanno rilevato i loro nefasti effetti, valutati nel 2009, approvati con DGR nel 2010 e ancora rivisti nel 2011 NON SONO STATE MAI RIMOSSE! Non aggiornati i piani ospedalieri, quelli delle Asl, non censiti i posti letti. Il contenimento della diffusione dell’infezione da parte di Veneto e ancor più Emilia Romagna si basa proprio sull’assistenza domiciliare integrata, proprio quella smantellata ma oggetto della valutazione che evidenziava la necessità dell’adattamento del Piano, in cui si chiedeva il come aumentare: ‘assistenza domiciliare integrata’ nella quale si riscontravano una “ assenza di specifiche azioni”.

E cosa dire dell’evidenziata mancanza di rapporto con le RSA (residenze sanitarie assistenziali) ovvero le case di riposo dove si contano numerosi decessi, causa lo stare insieme dei sani con gli infettati da virus? Estensione del contagio anche a medici, infermieri e lavoratori delle RSA! Sono trascorsi 9 anni dal piano, che prevedeva la definizione di un accordo tra Regione e gestori delle RSA, proprio per aumentare la assistenza sanitaria e contenere in tal modo i ricoveri Niente, nulla! Infine la dimostrazione che, chi doveva leggere il piano, nemmeno l’ha mai fatto considerata la polemica su chi doveva fare e cosa. Forse nemmeno ora e se l’ha fatto ha continuato, a polemizzare con soggetti sbagliati quello che era un compito dell’Amministrazione regionale lombarda.

Alla Regione spettava provvedere all’acquisto e distribuzione di guanti, mascherine, camici ovvero i cosiddetti DPI (dispositivi di protezione individuali) e l’ASL avrebbe dovuto quantificare i fabbisogni. Regione che doveva ANCHE individuare i luoghi dove erano custoditi i DPI ed elaborare piano di distribuzione per far pervenire entro 4 ore a chi li richiedeva. Piano del 2006 specifico per una pandemia e con valutazione.. Un solo problema: mai risolte le inefficienze. Un piano che davvero prevedeva tutto. Compresa la definizione di: “un piano di stoccaggio e distribuzione, comprensivo di accordi con farmacie e distributori intermedi per il conferimento celere dei farmaci. Valutazione delle inefficienze fatte nel 2009 e 2011. Mai rimosse! Mai e la Lega con suoi due presidenti governa da otto anni la Lombardia

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