ANNO XIV Luglio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 02 Giugno 2020 01:23

Italiani in Venezuela portatori di una vita migliore dal 1805 - 74° anniversario della Repubblica Italiana

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Il 2 Giugno del 2020 ricorre il 74° anniversario della Repubblica Italiana e nel rispetto delle perdite subite a causa della pandemia e per preservare la salute di tutti i Connazionali, le celebrazioni saranno sommesse e ossequiose.

La Festa della Repubblica è una giornata celebrativa nazionale italiana. Si festeggia ogni anno il 2 giugno, data del referendum istituzionale del 1946 in cui gli italiani furono chiamati a scegliere tra Monarchia e, appunto, Repubblica. Furono oltre 12 milioni gli elettori, uomini e, soprattutto, donne, che per la prima volta furono chiamate alle urne, a propendere per quest’ultima, decretando l’abolizione della Monarchia dopo 85 anni di regno della dinastia Savoia. Il voto mise in risalto lo spaccato socio-territoriale dell’epoca: al Nord vinse nettamente la Repubblica, mentre al Sud e nei centri rurali prevalse la Monarchia.

Un forte anelito di libertà uscì dalle urne, segno di una rinascita basata sui valori di democrazia, uguaglianza e solidarietà finalizzati ad assicurare l’unità della nazione dopo un lungo e buio periodo di limitazioni civili e individuali.

I ritrovati valori di libertà, democrazia e solidarietà su cui si fondava la neonata Repubblica furono sanciti nella Costituzione italiana, testamento di fraternità e unità del nostro Paese.

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Umberto Calabrese e Nunzia Auletta editori di Agorà Magazine e Piazza Italia el periodico de los italovenezolanos
 

Per noi Italiani del Venezuela sarà la prima volta dal 1946 che non saremo nelle Case d'Italia del Venezuela , ne nella Residenza dell'Ambasciatore, ne nei Club Italo a festeggiare. Questa Pandemia Coronavirus, questo virus cinese che vede oltre 32 mila morti in Italia e 325.556 nel mondo, ci priva quest'anno di abbracciarci uniti all'Inno Nazionale, ma non ci limita a festeggiare la nostra Festa degli Italiani virtualmente, consapevoli, che sapremo presto ricominciare, ricostruire le nostre attività qui in Venezuela. Noi italiani del Venezuela, dal 1805 siamo in questa “Terra di Grazia” come la chiamò Cristoforo Colombo, che deve il suo nome “Piccola Venezia” in spagnolo Venezuela al nostro compatriota Amerigo Vespucci. Quando seguimmo Simon Bolivar il 15 agosto 1805 dal quartiere Montesacro di Roma dove il Libertador giuro che avrebbe liberato il Venezuela, e un migliaio di italiani giunserò al suo seguito, come ufficiali, soldati dell'esercito di liberazione, lottammo per il progresso di questo Paese, due ( Francisco Isnardi e Juan Germán Roscio) su sette firmatari dell'Atto d'Indipendenza sono italiani. All'inizio del '900 era una piccola Comunità di 5 mila persone, ma eravamo la classe dirigente del Venezuela, che costruivano strade (la Famiglia Castelli), industrie agrarie (i Baretto e i Milani), disegnavamo le sue mappe (Agostin Codazzi) eravamo gli alti ufficiali del suo esercito (i Lupi) solo per citare i più noti, ma il nostro contributo fù in tutti i campi dalla Musica, all'Arte, all'Industria. Questo piccolo drappello italiano di cultura e tradizione acolsero nel Secondo Dopo Guerra 1946-1960 gli oltre 350 mila italiani, che risposero al Bando Internazionale del Governo Venezuelano. E ci trasformammo nella maggiore Comunità Europea in Venezuela. Trasformando il Venezuela in una grande Democrazia economica ed industriale, il nostro contributo allo sviluppo di questa “Terra di Grazia” attraverso il notro lavoro ha prodotto 2 Presidenti della Repubblica del Venezuela (Leoni e Lusinchi) e a tutt'oggi: Deputati, Governatori, Sindaci, Industriali, Imprenditori, Manager pubblici e privati, Docenti Universitari, Artisti, Musicisti. La nostra Comunità Italiani del Venezuela, non si è mai scordata della Madre Patria quell'Italia a cui con le nostre rimesse economiche, l'importazione qui del Made Italy, la ristrutturazione e costruzione di immobili ed attivita economiche in Italia, contribui al Boom Economico anni '60-'70 del Bel Paese. Questa nostra Storia ci insegna che sapremo rimboccarci le maniche e al termine di questa Pandemia, saremo ancora una volta i protagonisti del Progresso e Sviluppo del Venezuela, perché è nella nostra tradizione plurisecolare dove c'è un italiano c'è lavoro, e c'è una vita migliore, e noi veramente da italiani siamo i portatori di una vita migliore. Ed è una vita migliore che vi auguro cari compatrioti, ringraziando l'Ambasciatore Placido Vigo e tramite lui tutto il corpo diplomatico italiano in Venezuela, che condividono con noi questa pagina oscura del Venezuela.

Umberto Calabrese editore e direttore Agorà Magazine e Piazza Italia el periodico de los italo- venezolanos

Pubblicato Newsletter Italia con te – Ambasciata d'Italia in Venezuela pag. 20

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