ANNO XIV Novembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 19 Giugno 2020 21:11

Elezioni, sì del Senato alla fiducia sul decreto

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Nuovo voto dopo l'errore tecnico che ha portato al mancato raggiungimento del numero legale. Sono 158 i favorevoli su altrettanti votanti, 162 presenti. Assenti i senatori del centrodestra. Fonti, Conte alla maggioranza: "Mission impossible ma ce l'avete fatta, chapeau". Casellati: "Non accetto lezioni su conduzione Aula". Lite Taverna-La Russa, poi le scuse e la pace.

Passa la fiducia al Senato sul decreto legge per le prossime elezioni suppletive, regionali e comunali con election day per il referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari, con il voto ripetuto dopo che era stato accertato che ieri era mancato il numero legale. Sono 158 i favorevoli su altrettanti votanti su 162 presenti. Assenti i senatori del centrodestra. Ora il provvedimento, che andava convertito entro oggi pena la decadenza, può entrare in vigore. "Nella seduta di ieri, a seguito di un errore nel tabulato prodotto dal sistema di calcolo automatico dei congedi sulla base delle votazioni elettroniche precedenti, non sono stati scomputati -ha spiegato il presidente del Senato, Elisabetta Casellati- due senatori che avevano preso parte alla votazione della questione pregiudiziale, cosicché, a seguito delle verifiche effettuate, il Senato non era in numero legale al momento della chiusura della chiama".

Bagarre al Senato in avvio della seduta per la ripetizione del voto. Alcuni senatori sono infatti intervenuti per segnalare che ieri avevano chiesto la parola, ma che non l'avevano ottenuta anche per le difficoltà di essere visti dalle postazioni situate nelle tribune, oltre alle difficoltà di utilizzo dei tablet.

 

Si sono registrati momenti di tensione, con l'intervento di Casellati su quanto accaduto ieri e una polemica a distanza anche con la vicepresidente Paola Taverna, del Movimento 5 stelle. Quindi il processo verbale è stato approvato, con le modificazioni richieste da vari senatori.

"Faccio presente -ha spiegato Casellati- che quando uno chiede di parlare, siccome il presidente non ha lo sguardo a trecentosessanta gradi, ho messo davanti a me, proprio per garantire che tutti possano parlare, un assistente parlamentare, così come ci sono i senatori segretari che devono segnalare, oltre alla segreteria generale. Quindi, quando qualcuno mi segnala, do la parola; siccome talvolta leggo e non posso avere il terzo occhio per guardare mentre leggo, non posso vedere contemporaneamente tutta l'Aula".

"I senatori segretari, gli assistenti e la segreteria generale dovrebbero segnalarmelo. Io non ho mai negato ad alcuno la parola, questo perché sia precisato". Spazio poi a un duro botta e risposta con il senatore M5S Primo Di Nicola. "Quello che lei deciderà questa mattina -ha detto rivolgendosi al presidente- rimarrà negli annali parlamentari e costituirà un precedente pericoloso se non verremo tutti messi nelle necessarie garanzie di poter esercitare i diritti di parlamentari che i cittadini ci hanno consegnato".

"Mi permetto di dire che forse la parola pericoloso se la poteva risparmiare -ha replicato Casellati- Penso che ci voglia sempre rispetto delle Istituzioni perché lei non è certamente portatore di una verità. 'Pericoloso' lei non se lo può permettere. Non se lo permetta e si sieda".

Lite Taverna-La Russa, poi le scuse e la pace

Scontro tra i vicepresidenti del Senato Paola Taverna, del Movimento 5 stelle, e Ignazio La Russa, di Fratelli d'Italia, con richiesta di scuse di quest'ultimo, poi presentate. Oggetto del contendere la votazione di ieri sulla fiducia, poi annullata, con critiche da parte del centrodestra, in particolare da Maurizio Gasparri, di Forza Italia, a Taverna che in quel momento presiedeva.

"Ieri presiedevo, in sostituzione del collega La Russa, che coscientemente, sapeva quello che sarebbe successo in quest'Aula, ossia la volontà di far mancare il numero legale", ha sottolineato l'esponente M5S. "E' pacifico, come gli uffici potranno testimoniare -ha replicato La Russa- che avevo chiesto la sostituzione due giorni prima. In ogni caso non sarebbe stato molto elegante un tuo intervento nei confronti di un altro vicepresidente, ma l'eleganza non è un obbligo, la verità sì. Io le chiedo delle pubbliche scuse, se lei ritiene di non dovermele dare chiedo, secondo quanto prevede il regolamento, un giurì d'onore".

"Ho tirato in ballo il senatore La Russa nella discussione -ha spiegato Taverna- quando sono stata chiamata a rispondere, ovviamente di cose che non potevano essere attribuite alla presidenza, perché ero in sostituzione del senatore La Russa. Laddove la sostituzione non fosse una volontà ma un'esigenza, questo non potevo saperlo, e mi scuso a posteriori se ho attribuito un'intenzione che così non era. Vero è che il Gruppo del senatore La Russa si è assentato, come si sono assentate le opposizioni nella loro legittima azione di opposizione. Il problema nasce dalle dichiarazioni del senatore Gasparri". Adnkronos

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