ANNO XIV Ottobre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Mercoledì, 23 Settembre 2020 18:19

Dare a Cesare quello che è di Cesare: Roberto Calderoli  “Taglio Parlamentari. Oggi ho coronato una mia battaglia trentennale. Questa è una vittoria della Lega “

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Nel Programma elettorale del M5S marzo 2018 . C’è di tutto e di più ma non si legge da nessuna parte del loro programma la cancellazione di 345 parlamentari. Mentre nel Programma della Lega marzo 2018, a pagina 21. A metà circa della pagina troverete scritto molto chiaramente, tra i punti elencati per un migliore funzionamento dello Stato “È bene che Camera e Senato vengano ridotti nel numero da 630 a 400 e da 315 a 200.” È tutto lì, nero su bianco!

Il taglio dei parlamentari è una mia vittoria personale e una vittoria di una battaglia storica della Lega, che ha votato tutte e quattro le volte questo provvedimento, a differenza del PD che ci ha ripensato nell’ultima votazione e sappiamo bene il perché.

Il testo approvato a ottobre in quarta lettura era quello scritto dal sottoscritto, portava la mia firma e nei due precedenti passaggi al Senato il relatore ero stato io: perciò diamo a Cesare quel che è di Cesare!

Per me si tratta di una grande vittoria politica, che corona una battaglia che combatto dagli anni ‘Novanta, e finalmente è giunta a conclusione.

E già che ci sono ricordo al Movimento CinqueStelle che quando io cercavo di ridurre il numero dei parlamentari, attraverso una modifica costituzionale approvata in via definitiva dal Parlamento nel 2005 con quattro letture e poi bocciata al referendum confermativo per il ‘’niet’ del centrosinistra, il Movimento Cinque Stelle non era ancora nato.

Questa è stata la battaglia mia e della Lega, questa è la vittoria mia e della Lega. E gli atti parlamentari sono lì nero su bianco a testimoniarlo.

Finalmente, dopo quasi 30 anni di battaglie parlamentari in commissione ai Aula, si realizza questo mio sogno che ho sempre portato avanti con ostinazione in quasi tre decenni, quello di ridurre il numero dei parlamentari per avere un Parlamento più snello, meno costoso e soprattutto più funzionale ed efficace nell’interesse dei cittadini.

Ma ora non si rovini tutto con una legge elettorale proporzionale che ci farebbe tornare alla prima Repubblica, una legge che farebbe governare le solite ammucchiate di partiti che perdono le elezioni e poi governano senza averle vinte.

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