ANNO XV Ottobre 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 10 Settembre 2021 11:57

Biden chiama Xi: "Evitare conflitti". Prima telefonata dopo sette mesi

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Colloquio tra il presidente cinese e il capo della casa Bianca su economia, cambiamento climatico e Covid-19. "La linea di Washington ha creato serie difficoltà, lo scontro comporterebbe disastri", ha detto Xi.

Il presidente cinese, Xi Jinping, ha parlato con il capo della Casa Bianca, Joe Biden, nella loro prima telefonata in sette mesi. Il colloquio, definito "franco e ampio" da entrambe le parti e durato 90 minuti, ha visto i due leader discutere della necessità di evitare che la concorrenza tra le due maggiori economie del mondo si trasformi in un conflitto. Si è trattato della seconda telefonata tra Xi e Biden, da quando quest'ultimo è entrato in carica. La Casa Bianca ha parlato di "discussione ampia e strategica", che ha toccato "campi su cui gli interessi dei due Paesi covergono e campi su cui divergono", con al centro le questioni legate all'economia, il cambiamento climatico e il Covid-19.

"Il presidente Biden ha sottolineato il duraturo interesse degli Stati Uniti per la pace, la stabilità e la prosperità della regione indo-pacifico e del mondo e i due leader hanno discusso la responsabilità di entrambe le nazioni di garantire che la competizione non sfoci in conflitto", ha riferito il comunicato ufficiale. Dal canto suo, il leader di Pechino - hanno reso noto i media di Stato cinesi - ha accusato che la linea di Washington ha creato serie difficoltà e ha ammonito che lo scontro potrebbe provocare "disastri" a livello globale. "La cooperazione sino-statunitense andrà a beneficio di entrambi i Paesi e del mondo", ha dichiarato Xi, citato dall'agenzia Xinhua.

Le relazioni sino-americane sono da tempo tese, caratterizzate da duri scontri su temi di diverso genere, dal commercio, allo spionaggio, passando per i diritti umani e fino alle origini e gestione della pandemia. Il colloquio di oggi rientra in quello che la Casa Bianca ha definito "lo sforzo ininterrotto degli Stati Uniti di gestire in modo responsabile la competizione" tra le due super potenze. L'emittente di Stato cinese Cctv, dal canto suo, ha riferito che la telefonata ha riguardato un'"ampia comunicazione strategica e questioni di interesse reciproco". I due Paesi, è stato l'appello di Xi a Biden, "devono assumersi grandi responsabilità, continuare a guardare avanti, mostrare coraggio strategico e politico e riportare le relazioni sino-statunitensi sulla strada giusta per uno sviluppo stabile il prima possibile".

Un funzionario della Casa Bianca, citato dai media americani, ha spiegato che il colloquio è avvenuto su iniziativa del presidente Usa, "esasperato" dalla riluttanza dei funzionari cinesi di avere colloqui sostanziali con la sua amministrazione. All'inizio di quest'anno, i colloqui ad alto livello tra Washington e Pechino sono stati carichi di tensione, con funzionari di entrambe le parti che si sono scambiati aspre accuse. Gli Usa sostengono che la Cina sia responsabile di genocidio nei confronti degli uighuri in Xinjiang e di violazione dei diritti democratici a Hong Kong. Dal canto suo la Repubblica Popolare ha più volte ammonito gli Stati Uniti di non interferire nei suoi affari interni e ha accusato Washington di "diffamare" il Partito comunista.

Sul fronte commerciale, gli Usa hanno imposto dazi per oltre 360 miliardi di dollari sui prodotti cinesi e la Cina ha risposto in modo simmetrico con dazi per oltre 110 miliardi di dollari sui beni americani. Di recente, tensioni si sono registrate anche sull'Afghanistan, di cui il resoconto ufficiale dei media cinesi sulla telefonata non ha fatto cenno. Nei giorni scorsi, il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, ha duramente criticato il ritiro degli Stati Uniti e i "gravi danni inflitti al popolo afghano". Nonostante divergenze e tensioni tra i due Paesi siano per ora destinate a permanere, la telefonata è stata letta da diversi media anche in Usa come uno spiraglio di distensione. Parlando con il collega americano, il presidente cinese ha citato un poema dell'epoca della dinastia Song meridionale, che ha retto il Celeste Impero tra il 1127 e il 1279, e che secondo alcuni analisti lascia presagire l'auspicio di un miglioramento delle relazioni bilaterali. "Ci sono montagne e fiumi e non c'è via d'uscita, ma poi c'è un villaggio". Il significato dei versi indicherebbe che, proprio quando non si vede via d'uscita dalle difficoltà, inaspettatamente la sorte gira. AGI

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