ANNO XVI Giugno 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 01 Maggio 2022 09:45

Roma-Kiev: il dl Energia, le armi all'Ucraina e il distinguo tra partiti

Written by  Marvin Ceccato
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Il dibattito politico si avvia ad affrontare una nuova tappa, legata al bilaterale che il premier, Mario Draghi, dovrebbe avere, il prossimo 10 maggio, con il presidente degli Usa Joe Biden. 

 Il decreto Energia, per calmierare i prezzi, che dovrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri lunedì; il lavoro del governo, in sintonia con la Ue, perché si raggiunga l'indipendenza dal gas russo. Ma anche i distinguo fra le forze politiche sull'invio delle armi e la richiesta del Movimento 5 stelle affinché Draghi venga a riferire alle Camere per un confronto che si concluda con un voto del Parlamento. E' ancora la guerra in Ucraina a tenere banco nel dibattito politico che si avvia ad affrontare una nuova tappa, legata al bilaterale che il premier, Mario Draghi, dovrebbe avere, il prossimo 10 maggio, con il presidente degli Usa Joe Biden.

Il tutto mentre sale la tensione Usa-Russia e il segretario di Stato Vaticano, Sergio Parolin, in un'intervista a 'La Stampa', fra l'altro, ammonisce: "Non si puo' arrivare alla pace attraverso le armi, al contrario ci si puo' arrivare solo rinunciando alle armi". Dalle pagine del 'Fatto quotidiano' e del'Corriere della serà, è il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, a sottolineare: "Sarà importante che il premier chiarisca l'indirizzo politico che intende far valere nei contesti internazionali, e che questo sia vagliato e approvato dalla Parlamento".

"Il M5s - ha dichiarato Conte a margine di un convegno - si oppone convintamente all'invio di armi sempre più pesanti e letali". Poi, nell'intervista spiega: la distinzione fra le armi offensive e difensive "non è affatto vaga. La mia maggiore preoccupazione è che rimanga vago l'obiettivo politico che vogliamo perseguire. Offriamo sostegno all'Ucraina per difendersi oppure ci prefiggiamo di rovesciare il regime di Putin e di innalzare lo scontro armato portandolo a un livello planetario?".

"Siamo favorevoli a sostenere l'Ucraina ai fini di una legittima difesa nel perimetro dell'articolo 51 dell'Onu, ma non siamo disponibili a inviare armi sempre più letali, sempre più pesanti, abbracciando una spirale di progressiva escalation militare che puo' solo portare a maggiori sofferenze per la popolazione e distruzioni", precisa.

Dal palco della conferenza programmatica del partito, il presidente di FdI, Giorgia Meloni, ha mandato nelle scorse ore il warning che sale dall'opposizione: "Noi vogliamo chiedere ai nostri alleati di essere leali con l'Italia. Noi continuiamo a chiedere con forza un fondo di compensazione per le nazioni che saranno più colpite dalle sanzioni. Il presidente degli Usa Biden dice che gli impatti delle sanzioni in America saranno minime? Da noi saranno massime. Non saremo i muli da soma dell'Occidente". 

E in un altro passaggio del suo intervento, Giorgia Meloni ha aggiunto: "Ora in Ucraina si decide il nostro futuro, i nostri equilibri". "Non è sorprendente che chi si batte contro il giogo comunista, chi ama la sua patria sia disposto a combattere per quella patria", ha continuato. "Mi sono chiesta perchè le madri ucraine hanno messo in salvo i figli nei corridoi umanitari e sono tornate indietro a combattere. Ma perchè voler far crescere i propri figli orfani? Perchè la patria è la prima delle madri, per questo la chiamiamo madrepatria. E quei figli sarebbero stati comunque orfani. Questo un patriota lo capisce, per noi è normale. Invece è normale che non lo capisca la sinistra, chi non crede nella parola patria". AGI

Il dibattito politico si avvia ad affrontare una nuova tappa, legata al bilaterale che il premier, Mario Draghi, dovrebbe avere, il prossimo 10 maggio, con il presidente degli Usa Joe Biden.

Il decreto Energia, per calmierare i prezzi, che dovrebbe approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri lunedì; il lavoro del governo, in sintonia con la Ue, perché si raggiunga l'indipendenza dal gas russo. Ma anche i distinguo fra le forze politiche sull'invio delle armi e la richiesta del Movimento 5 stelle affinché Draghi venga a riferire alle Camere per un confronto che si concluda con un voto del Parlamento. E' ancora la guerra in Ucraina a tenere banco nel dibattito politico che si avvia ad affrontare una nuova tappa, legata al bilaterale che il premier, Mario Draghi, dovrebbe avere, il prossimo 10 maggio, con il presidente degli Usa Joe Biden.

Il tutto mentre sale la tensione Usa-Russia e il segretario di Stato Vaticano, Sergio Parolin, in un'intervista a 'La Stampa', fra l'altro, ammonisce: "Non si puo' arrivare alla pace attraverso le armi, al contrario ci si puo' arrivare solo rinunciando alle armi". Dalle pagine del 'Fatto quotidiano' e del'Corriere della serà, è il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, a sottolineare: "Sarà importante che il premier chiarisca l'indirizzo politico che intende far valere nei contesti internazionali, e che questo sia vagliato e approvato dalla Parlamento".

"Il M5s - ha dichiarato Conte a margine di un convegno - si oppone convintamente all'invio di armi sempre più pesanti e letali". Poi, nell'intervista spiega: la distinzione fra le armi offensive e difensive "non è affatto vaga. La mia maggiore preoccupazione è che rimanga vago l'obiettivo politico che vogliamo perseguire. Offriamo sostegno all'Ucraina per difendersi oppure ci prefiggiamo di rovesciare il regime di Putin e di innalzare lo scontro armato portandolo a un livello planetario?".

"Siamo favorevoli a sostenere l'Ucraina ai fini di una legittima difesa nel perimetro dell'articolo 51 dell'Onu, ma non siamo disponibili a inviare armi sempre più letali, sempre più pesanti, abbracciando una spirale di progressiva escalation militare che puo' solo portare a maggiori sofferenze per la popolazione e distruzioni", precisa.

Dal palco della conferenza programmatica del partito, il presidente di FdI, Giorgia Meloni, ha mandato nelle scorse ore il warning che sale dall'opposizione: "Noi vogliamo chiedere ai nostri alleati di essere leali con l'Italia. Noi continuiamo a chiedere con forza un fondo di compensazione per le nazioni che saranno più colpite dalle sanzioni. Il presidente degli Usa Biden dice che gli impatti delle sanzioni in America saranno minime? Da noi saranno massime. Non saremo i muli da soma dell'Occidente". 

E in un altro passaggio del suo intervento, Giorgia Meloni ha aggiunto: "Ora in Ucraina si decide il nostro futuro, i nostri equilibri". "Non è sorprendente che chi si batte contro il giogo comunista, chi ama la sua patria sia disposto a combattere per quella patria", ha continuato. "Mi sono chiesta perchè le madri ucraine hanno messo in salvo i figli nei corridoi umanitari e sono tornate indietro a combattere. Ma perchè voler far crescere i propri figli orfani? Perchè la patria è la prima delle madri, per questo la chiamiamo madrepatria. E quei figli sarebbero stati comunque orfani. Questo un patriota lo capisce, per noi è normale. Invece è normale che non lo capisca la sinistra, chi non crede nella parola patria". AGI

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