ANNO XVI Settembre 2022.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 01 Agosto 2016 14:17

Da Milano a Palermo cristiani e musulmani pregano insieme nelle chiese

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Da Roma a Milano, da Napoli a Palermo, da Torino a Bari, oggi cristiani e musulmani hanno pregato insieme contro il terrorismo. Anche in Italia, come in Francia, in tante chiese si è toccata con mano la volontà della comunità cristiana e di quella islamica di fare argine contro il terrorismo, dopo la barbara uccisione, martedì scorso a Rouen, di padre Hamel, sgozzato mentre celebrava la messa.

Delegazioni di associazioni islamiche e imam, cittadini di religione musulmana ed esponenti dei centri islamici si sono seduti così tra i banchi delle chiese nella giornata dedicata alle celebrazioni cristiane. A loro si è rivolto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, commentando l'iniziativa con un tweet. "Grazie a tutti quegli italiani di religione islamica che indicano alle loro comunità la via del coraggio contro il fondamentalismo", ha scritto.

"Abbiamo superato le 23mila adesioni all'appello a recarsi oggi in chiesa" ha detto all'Adnkronos Foad Aodi, presidente delle Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai), che oggi ha partecipato alla messa nella chiesa di San Giuseppe a Cesenatico. "E' stato emozionante vedere la chiesa gremita - ha aggiunto - La gente ha apprezzato il gesto di coraggio dei musulmani".

"Non ce la faranno gli assassini della libertà, della democrazia e della religione a dividere i musulmani dai cristiani, dagli ebrei e dai laici - ha proseguito - L'unica risposta deve essere unanime: tutti uniti contro il terrorismo.

Il nostro slogan è 'preghiamo tutti insieme'". Nel suo intervento Aodi ha ringraziato Papa Francesco, "che per noi resta un idolo. Speriamo che nel mondo musulmano si possa trovare una figura così incisiva per poter parlare con un'unica voce con gli interlocutori delle altre religioni"informa Adnkronos.

A Roma tre imam e una delegazione della comunità islamica hanno assistito alla celebrazione della messa domenicale nella chiesa di Santa Maria in Trastevere.

SANT'EGIDIO - "Una iniziativa a 'doppio senso di marcia', sia per le comunità islamiche che per le nostre comunità occidentali, che serve ad abbattere i reciproci pregiudizi, di chi descrive i cristiani come infedeli o i musulmani come terroristi" ha commentato all'Adnkronos il presidente della Comunità di Sant'Egidio Marco Impagliazzo.

Sottolinea Impagliazzo: "Una iniziativa del genere non si improvvisa, al di là del fatto che sia stata sollecitata dall'urgenza del momento. E' il segno di un cammino di unità percorso dalle comunità cristiane e musulmane nelle città, perché siano luoghi di convivenza e di pace, contro l'isolamento che è il terreno di coltura di tante follie. Un cammino lento, come quello di chi pianta un albero per trovare dopo qualche anno l'ombra".

Per Impagliazzo, "si è realizzata la profezia di Papa Giovanni Paolo II che esattamente 30 anni fa volle unire ad Assisi tutte le religioni per la pace. Nello 'spirito di Assisi', di cui la comunità di Sant'Egidio è uno dei più grandi interpreti a livello internazionale, oggi salutiamo una delle manifestazioni più belle nel segno del dialogo e dell'incontro delle religioni per la pace, frutto di un cammino che si sta realizzando non solo a livello di alti esponenti religiosi ma anche di comunità di base locali".

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