ANNO XIV Settembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 18 Agosto 2016 20:47

L'orrore della guerra in Siria nel volto del piccolo Omran Onu, da un mese nessun convoglio umanitario nelle zone assediate

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E' un'immagine simbolica, che nessuno vorrebbe mai guardare, come quella del piccolo Aylan trovato morto sulla spiaggia di Bodrum l'anno scorso, ma che in un fotogramma è capace di racchiudere tutto l'orrore della guerra che da cinque anni sta devastando la Siria.

Sta facendo il giro del mondo il video diffuso da Aleppo Media Centre, che mostra le immagini strazianti del piccolo Omran, un bambino siriano di cinque anni, mentre scalzo e ricoperto di polvere e sangue, siede nel retro dell'ambulanza che lo ha tratto in salvo.

Tirato fuori dalle macerie da uno dei palazzi colpiti dalle bombe, il bambino non piange, si guarda attorno stupito, lo sguardo carico di spavento. Prima si mette una mano sul viso ricoperto di sangue e poi accarezza il sedile lindo dell'ambulanza. Così come il video choc, anche l'eloquente fermo immagine, condiviso centinaia di volte sui social media, cattura solo un frammento degli orrori di Aleppo, piegata in due dai bombardamenti.

Omran, scrive il giornalista del Telegraph, Raf Sanchez, era tra i feriti salvati dai volontari della protezione civile mercoledì nel quartiere di Qaterji, ad Aleppo, tra cui altri quattro bambini, una donna e due ragazzi, secondo quanto ha riferito un medico, in seguito ai bombardamenti del regime di Assad o dei russi.

Omran è stato portato nell'ospedale M10, colpito più volte dagli attacchi aerei. I medici gli hanno curato la ferita alla testa e rimosso la polvere che gli incrostava capelli, occhi e vestiti. Nella stessa giornata, secondo quanto hanno riferito i medici dell'ospedale, altri 12 bambini, tutti di età inferiore ai 15 anni, sarebbero stati soccorsi e curati. Si stima che siamo più di 300.000 i siriani rimasti uccisi nella guerra civile che dal 2011 imperversa nel paese ed è impossibile quantificare il numero dei civili morti negli attacchi aerei ad Aleppo nelle ultime settimane.

Onu, da un mese nessun convoglio umanitario nelle zone assediate

Un’immagine esprime con forza tutta l’atrocità della guerra: nei bombardamenti governativi su un quartiere controllato dai ribelli nella città siriana di Aleppo viene salvato il piccolo Omran.

Omran, che a cinque anni ha conosciuto soltanto la guerra,nell’ambulanza pulisce il viso intriso di sangue. Ad Aleppo e in altre 16 zone assediate, per lo più dai soldati di Assad, da un mese non riescono ad arrivare i convogli umanitari, denuncia l’Onu.

“Ho sospeso la riunione della task force umanitaria – ha affermato l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, Staffan De Mistura – in segno di profonda preoccupazione e di rispetto nei confronti della Giornata Mondiale Umanitaria di venerdì. L’ho fatto anche per esprimere profondo malcontento per la mancanza di una tregua, per il fatto che non si riesca a consegnare gli aiuti umanitari in Siria, a parte Deir al-Zor, e perché la parte orientale di Aleppo è ancora assediata mentre quella occidentale rischia di finire assediata”.

De Mistura ha reiterato l’appello a Stati Uniti e Russia per una tregua di 48 ore ad Aleppo dove mancano acqua e cibo e dove, come ha detto il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon, si rischia una” catastrofe umanitaria senza precedenti” che minaccia anche 130.000 bambini secondo dati dell’Unicef.

Ad Aleppo e Idlib sono sempre più frequenti gli attacchi contro le scuole e i bambini, ha denunciato Save The Children.

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