ANNO XI  Ottobre 2017.  Direttore Umberto Calabrese

Riceviamo e pubblichiamo integralmente comunicato stampa pervenuto da Gianni Liviano sulla vicenda Ilva e sulla richiesta di convocazione del consiglio comunale già trattato a livello di notizia nazionale come riportato nella edizione di ieri, con l'aggiunta di materiale formale consegnato in data odierna.

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La crisi dell’acciaio investe l’Italia e imbarazza il Governo, Genova e Taranto accumunate da migliaia di licenziamenti, Gianni Liviano consigliere regionale della Puglia lancia una proposta.

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"Permettetemi una considerazione amara". Sono state le parole che la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani ha pronunciato nell'aula del Consiglio regionale, prima che la commozione la costringesse a interrompersi per una dozzina di secondi, mentre rispondeva alle contestazioni dell’opposizione che la incalzavano sulle eventuali scelte che avrebbe fatto nel caso di elezioni nazionali anticipate.

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Si parlerà di via Francigena sabato 5 novembre. Alle ore 11.30, nella sede di via Fiume 12, il consigliere regionale Gianni Liviano illustrerà la mozione, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale nella seduta dello scorso 25 ottobre, che inserisce, di fatto, anche Taranto e la sua provincia nel percorso delle vie Francigene dal quale l’area jonica ne è rimasta esclusa in un primo momento.

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"Invece di diffondere falsità su fantomatiche 'teorie gender' che non fanno parte della riforma"

Everardo Dal Maso, consigliere comunale delegato alle pari opportunità, commenta così la mozione del consigliere Sergio Berlato denominata “anti-gender”, approvata a larga maggioranza dal consiglio regionale del Veneto: “Risulta incomprensibile che il consiglio regionale si occupi di cosa si debba o non si debba insegnare nelle scuole. E' infatti compito delle istituzioni scolastiche, nella loro piena autonomia (collegi dei docenti, consigli di istituto), valutare i contenuti dei programmi, in particolar modo in relazione a temi delicati quali l'educazione alla sessualità e all'affettività. In ogni caso a Vicenza non risulta che siano state introdotte fantomatiche "teorie del gender" nelle scuole, teorie che appaiono invece il frutto di allarmismi diffusi da movimenti ideologici. Da mesi alcune forze politiche parlano con sempre più insistenza di questa (inesistente) teoria gender in termini apocalittici e del tutto mistificatòri, minando così il grande lavoro portato avanti riguardo alle tematiche di pari opportunità, uguaglianza e lotta alla violenza di genere. Infatti il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei principi di pari opportunità, promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni. In sostanza vengono sventolati spauracchi che nessuno ha mai proposto o vuole proporre, quali masturbazioni infantili o travestitismi, per bloccare un sistema educativo che è incentrato sull’uguaglianza dei diritti tra uomo e donna e reali pari opportunità. Uguaglianza che deve essere di conseguenza estesa a tutti i soggetti, a prescindere dal loro sesso. Mi auguro quindi che la Regione Veneto non abbandoni quell'azione tesa a contrastare le discriminazioni e le violenze, nei confronti delle donne ma non solo, che hanno portato all'approvazione della legge del 2013, che prevede 'l’educazione alla pari dignità delle persone', oltre al sostegno ai centri anti-violenza. Non vorrei infatti che dietro a questa mozione antigender si nascondessero volontà diverse, tese ad impedire che si proceda a rimuovere ogni ostacolo alla pari dignità: pari dignità nel mondo del lavoro, della politica, delle professioni, dei diritti civili, a partire dalle norme che regolano la civile convivenza”.

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