ANNO XI  Settembre 2017.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 20 Aprile 2017 00:00

Capriulo: «Taranto necessita di una programmazione strategica diversificata. Vogliamo fare nostro l’esempio di Torino»

Written by  Roberto Missiani
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Ospitiamo nella nostra intervista quella fatta dal nostro amico e collega Roberto Missiani al candidato Sindaco Dante Capriulo, invitato negli studi della trasmissione “Programma Politico” in onda sulla piattaforma web “Canale 189”,  dove ha parlato di sé e della sua idea progettuale, rispondendo alle domande

Missiani: “Chi è Dante Capriulo?”.

Capriulo: «Ho 52 anni, e da quando sono nato vivo nella città di Taranto con la mia famiglia. Nonostante venga definito tra i “politici”, ho il mio lavoro, ho la mia professione. Mi sono avvicinato alla politica come impegno sociale quando ero ragazzo perché mi piaceva seguire le tematiche sociali rispetto alla mia esperienza da giovane. Ho avuto al fortuna di avere delle persone che mi hanno aiutato nella fase iniziale, visto che per un giovane non è facile essere eletto. Sono stato sempre eletto, prima nell’allora consiglio di quartiere di Talsano, poi, dal 2000 fino ad oggi, ripeto sempre eletto dai cittadini e, tra l’altro, fra i più votati nel campo del centro-sinistra. Ho fatto, per un certo periodo, quando facemmo l’accordo con l’allora nonché attuale Sindaco Stefàno, ho fatto anche per circa un anno e mezzo l’assessore; prima al Bilancio ed alla Programmazione Finanziaria, poi al Patrimonio».

Dante Capriulo racconta successivamente di sé alcuni aneddoti della sua vita privata. “Per quanto riguarda la vita professionale, io sono un dipendente della Tim, dove lavoro da quasi 30 anni. Questo mi ha consentito di avere anche delle esperienze diverse. Tra l’altro ho insegnato ed in parte insegno, in alcuni istituti professionali, sia privati che pubblici. La mia passione è sempre stata lo sport; oltre ad aver giocato a calcio a livello agonistico, attualmente sono introdotto nel mondo dello sport sia come dirigente che come organizzatore di eventi sportivi e mi occupo del sociale, più in generale. Quando posso, faccio anche attività di volontariato”.

Missiani: “Te lo devo riconoscere, sei una delle persone più discrete che io conosca. La discrezione è una tua cifra…”.

Capriulo: “È un tratto del mio carattere. Da ragazzo, quando ho fatto attività di volontariato, mi hanno sempre insegnato, avendo fatto parte dell’Azione Cattolica all’epoca, che il volontariato va fatto in silenzio e non sbandierato. Questa caratteristica me la porto dietro e tutto ciò che faccio nel sociale in effetti lo faccio in assoluto silenzio. Credo che aiutare il prossimo sia una delle cose più belle che uno possa fare  però dovrebbe evitare di utilizzarlo, soprattutto chi fa politica,  per propaganda personale utilizzando interventi di carattere sociale».

La candidatura a Sindaco di Capriulo è sostenuta da tre liste civiche: “Le città che vogliamo”, “PER (acronimo di: Passione, Etica e Responsabilità), “Lavoro è Dignità” sottolinea ciò che contraddistingue la sua proposta progettuale. Vi sarebbe una quarta lista, non ancora ufficializzata. “Siamo in ore febbrili di trattative – ha dichiarato ironicamente Capriulo -. Fare una lista non è semplice perché per ogni lista bisogna raccogliere – ha puntualizzato – tra le 400 e le 700 firme”.

Entrando nel merito del programma politico, Capriulo ha specificato quanto segue: “La nostra forza è proprio quella di avere le idee chiare, che nascono dal lavoro che abbiamo fatto ogni giorno percorrendo le strade, incontrando le persone, ascoltando i loro problemi. In questi anni abbiamo sempre avuto un rapporto diretto con le persone, cercando di focalizzare l’attenzione sui problemi liberi da condizionamenti”.

A tal proposito, Capriulo ha dedicato un passaggio del suo intervento alle carenze da lui evidenziate dal sistema politico italiano, avendo militato, fino alla fine del 2010, nel Pd (in passato P.C.I. e P.D.S.) salvo poi abbandonare la segreteria provinciale denunciandone, in tempi non sospetti, la sua struttura interna . «Io sei anni fa ho lasciato il mio partito di allora proprio perché notavo, e credo che i problemi siano ancora quelli, che i partiti erano diventati delle macchine per gestire consenso e potere, come disse già Berlinguer negli anni ‘70”.

Muovendo dai “piccoli problemi”, quali: decoro urbano, abusivismo, mancanza servizi primari, pulizia ecc. l’obiettivo del candidato Sindaco Capriulo è quello di far fronte ai “grandi problemi”, per i quali la città necessita di una svolta. “Penso al rapporto lavoro-salute-ambiente, penso all’utilizzo delle straordinarie potenzialità quali l’affaccio a mare di Taranto, l’isola amministrativa, le coste (ed annessa ultimazione del Piano delle coste), le potenzialità turistiche di una città che ha una storia millenaria”.

Capriulo rivendica la buona Politica come mezzo per invertire la rotta della città di Taranto. A tal proposito, a domanda di Missiani sulla fine delle grandi ideologie e sull’assenza dei partiti nazionali (con i loro simboli), nell’agone politico cittadino, Capriulo ha evidenziato i limiti della partitocrazia, in crisi di legittimazione popolare. “Avevamo conosciuto i partiti come delle strutture dove ci si poteva formare. Si faceva attività di partito, negli anni ’80, si andava sui problemi, per strada, ti facevano conoscere gli uffici. Poi ti mettevano nei consigli di quartiere, facendoti crescere. Dopo ti individuavano come persona che avrebbe potuto fare il consigliere comunale ma dopo che avevi avuto una formazione e soprattutto sulla base di valori morali chiari, di onestà e correttezza. Oggi i partiti sono dei comitati elettorali in cui si organizzano per eleggere quel parlamentare, quel consigliere regionale, quel consigliere comunale o si individua un candidato sindaco e lo si vuole imporre agli altri. Se tutti i cittadini non si rivolgono più ai partiti forse questi ultimi qualche domanda dovrebbero farsela. Evidentemente non sono più quello strumento, previsto dalla Costituzione, in cui si formavano le idee, le persone e i progetti”.

Missiani: “Qual è il cavallo di battaglia nel tuo programma politico da realizzare il prima possibile?

Capriulo: “Taranto è una città complessa. Se noi non capiamo qual è la sfida rischiamo di avere candidati sindaci disorientati dinanzi alle innumerevoli problematiche. Questa città deve cambiare radicalmente il suo futuro, diversificando la sua economia. Per fare ciò dobbiamo avere un orizzonte strategico. Sicuramente la prima cosa che farò è quella di attuare una programmazione strategica per questa città. Ciò significa avere un canovaccio di idee di cambiamento forte, codificate, su cui poi si dovrà muovere tutta l’amministrazione, dal primo all’ultimo. Ed è un processo che si fa in maniera condivisa, partecipata, mettendo assieme tutte le persone che hanno le competenze. Noi, assieme al consigliere regionale Liviano, abbiamo studiato il modello di Torino, città che nel 1998, con il Sindaco Castellani, decise di invertire il proprio asse strategico, da capitale dell’auto a capitale multisettoriale. Ed è questa la mia idea di sviluppo – ha concluso Capriulo -  una città che riesca a diversificare il proprio sviluppo”.

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