ANNO XVIII Luglio 2024.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 27 Aprile 2017 00:12

Venezuela: 30 morti nelle proteste, Procura generale denuncia arresti irregolari

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Degenera nel sangue la crisi politica che sta attraversando il Venezuela, dove sono almeno 30 le vittime di tre settimane di proteste contro il governo di Nicolas Maduro.

A Merida, gruppi armati chavisti hanno attaccato un raduno dell’opposizione. Mentre il Presidente continua ad accusare i suoi nemici, la procuratrice generale, Luisa Ortega Diaz, denuncia molti casi di arresti irregolari e invita le forze dell’ordine al rispetto delle procedure.

“Nessuno desidera per il nostro paese, e io ancor meno, uno scontro armato, una guerra civile e tantomeno un’interferenza straniera – ha detto Luisa Ortega Diaz – Questo sarebbe un passo indietro che io rifiuto e rigetto. La pace non si decreta, si costruisce con le azioni, con l’esempio”.

A Caracas la repressione si è triplicata, la Guardia Nazionale ormai spara lacrimogeni ad altezza d'uomo, ed proprio un lacrimogeno colpice alla testa il ventenne Juan Pablo Pernalete Llovera che muore nelle adiacenze di Piazza Altamira nel municipio di Chacao , sono decine i feriti fra cui anche due girnalisti uno del quotidiano venezuelano El Nacional e altro della testata radiofonica colombiana Caracol.

L’Organizzazione degli Stati Americani ha convocato una riunione straordinaria, provocando la reazione di Caracas che minaccia di uscire dall’Osa.

Con un totale di 19 voti a favore, 10 contrari e 4 satenuti e un assente.

Votarono a favore: Guyana, Bahamas, Santa Lucía, Argentina, Barbados, Brasil, Canadá, Chile, Colombia, Costa Rica, Estados Unidos, Honduras, Guatemala, Jamaica, México, Panamá, Paraguay, Perú e Uruguay.

Venezuela ha minacciato di uscire dall'OSA (OEA in spagnolo) se si celebrava questa riunione dei Ministri degli Esteri, durante la riunione è stato ricordato al Venezuela che dalla richiesta di uscita devono passare due anni e pagare pagare le penali che ammontano a 8,7 millioni di dolari, secondo l'atto di fondazione articolo 143 della Costituzione dell'OSA , e che il  documento fondante è del 1948.

Maduro continua a mostrare di avere il pieno controllo del Paese e si fa inquadrare mentre gioca a baseball e promette: “le belle sorprese arriveranno presto. Poi non ditemi che non vi avevo avvisato”, ed invita in diretta televisiva a reti unificate ai giovani di andare a ballare seguendo il suo esempio, mentre balla con la moglie la salsa.

Intanto, dopo Cuba, anche il Vaticano potrebbe essere coinvolto in in un tentativo di mediazione, ma la Santa Sede avverte solo se saranno accettate le richieste della Segreteria di Stato, finora rifiutate dal Governo Maduro.

Il Venezuela è sul punto di una guerra civile, attraversa una catastrofe umanitaria senza precedenti ed i mass-media Italiani ne parlano poco o nulla, perché? Non voglio credere che sia questo il giornalismo italiano, nell’era incombente trash Tv?

Il paese sudamericano sotto il “Regime” di Nicolas Maduro ed il suo cosiddetto “ Socialismo del XXI secolo” teorizzato da Hugo Chavez su una economia pianificata unicamente sostenuta dalla vendita del greggio (il Venezuela è uno dei paesi con le maggiori riserve del mondo) e sbriciolatosi con il crollo dei prezzi del petrolio è ormai sull’orlo del baratro, come hanno intitolato, nei giorni scorsi diversi telegiornali nel mondo.

La Crisi sanitaria in Venezuela, la carenza di farmaci raggiunge livelli e cifre allarmanti da crisi umanitaria, ma il governo si ostina a bloccare l’apertura di un canale umanitario.

La violenta crisi economica con un inflazione annua del circa il 700%, mette in ginocchio un paese ed un intera popolazione, inchiodandola alla miseria.

La quasi totalità dei farmaci in Venezuela, compresi quelli di uso comune, l’ibuprofene, un semplice analgesico, antipiretico, trattamenti per l’ipertensione o farmaci per il controllo delle nascite, sono attualmente scarsi e praticamente introvabili, secondo quanto riferisce la Federazione farmaceutica venezuelana, un’associazione di lavoratori nell’industria farmaceutica.

Dall’Italia numerose associazioni di volontariato, laico e cattolico si prodigano per inviare migliaia di chili di medicinali all’anno, tramite associazioni venezuelane ed Onlus attive per cercare di alleviare le sofferenze della popolazione.

Davanti a questa crisi così profonda, parecchi pazienti e soprattutto quelli in situazione più critica (vedi malati oncologici) restano per settimane privi di trattamento (le scorte di farmaci chemioterapici sono completamente esaurite) con conseguenze facilmente immaginabili.

Oltre 15.000 pazienti con patologie legate all’apparato renale, con necessità di dialisi, non ricevono dei trattamenti adeguati alle loro condizioni di salute,oltre 45.000 pazienti sieropositivi subiscono la mancanza di farmaci antiretrovirali,circa il 60% delle donne in gravidanza non ricevono adeguata assistenza ed aumentano esponenzialmente i casi di gravidanze tra le adolescenti a causa della scarsità di presidi anticoncezionali.

Questi sono in breve sintesi, i dati presentati presso la Commissione interamericana dei diritti umani, con una lunga lista di cifre scioccanti!

Le strutture ospedaliere sono fatiscenti, le condizioni igienico-sanitarie pessime, mancano addirittura sapone e guanti, ma il dato più allarmante è un altro: il tasso di mortalità infantile  – bambini con meno di un mese – negli ospedali pubblici è aumentato di oltre 100 volte rispetto al 2016 e parimenti la mortalità per le neo-mamme è cresciuta di ben 5 volte.

La spirale inflazionistica del Venezuela è schiacciante, nel 2017 addirittura più del 1642%. Queste cifre esorbitanti, azzerano il potere d’acquisto dei venezuelani, al punto che l’87% dei venezuelani non riesce a soddisfare con il proprio stipendio i bisogni alimentari primari, quindi la gran parte di essi, riesce a consumare a mala pena un pasto al giorno e come se non bastasse gli scaffali dei supermercati sono vuoti, creando così denutrizione nella popolazione per la mancanza dei beni di prima necessità come latte, farina e uova.

Ed i venezuelani residenti all’estero, preoccupati per la sopravvivenza dei propri parenti, sono costretti al continuo invio di generi alimentari per far fronte a questa situazione.

Ed all’interno di questa disperata situazione, c’è il dramma dimenticato di tanti nostri connazionali, una stima approssimata per difetto indica in circa 3.000.000 gli italiani ed i loro discendenti presenti in Venezuela. Gli italiani del Venezuela, subiscono l’acuirsi della crisi tra di essi si contano numerosi morti per la delinquenza comune, l’insicurezza ecc e sono completamente lasciati a loro stessi, senza che nessuna autorità italiana abbia fatto alcunché in loro tutela.

Tra di essi possiamo contare anche diversi detenuti per reati d’opinione, vedi Antonio Ledezma (sindaco di Caracas) e Leopoldo Lopez (leader dell’opposizione in carcere da tre anni) e marito della italianissima Lilian Tintori.

Da anni la Comunità Venezuelana in Italia (sostanzialmente composta di figli di italiani costretti all’esilio a causa della dittatura), insieme ad altri paesi europei, hanno promosso diverse attività per farsi eco della situazione in cui versa il Venezuela.

Sono state inoltrate numerose denunce presso diverse ONG, in ordine alla ripetuta e continua violazione dei diritti umani.

La ONG The World Justice Project, organismo che analizza il Sistema giudiziario di 97 paesi, ha valutato il sistema giudiziario venezuelano come “il peggiore del mondo” addirittura al di sotto dello Zimbabwe e dell’Iran.

 Bisogna sottolineare che attualmente il Venezuela condivide con Siria, Bielorussia ed Iran, il rifiuto alla cooperazione internazionale in materia di diritti umani.

Quindi la domanda è, perché i mass-media italiani parlano poco o nulla di tutto questo? Questo silenzio li rende complici di una dittatura che sta causando la rovina di un intero paese.

 

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