ANNO XIV Febbraio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Venerdì, 25 Maggio 2018 16:33

Governo, Conte vede Salvini e Di Maio: "La squadra è pronta" tempi più lunghi

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Concluso il vertice alla Camera tra Conte, Salvini e Di Maio. Quest'ultimo: lista ministri pronta. Salvini: nessuno deve avere paura del cambiamento. Tra gli ultimi nodi da sciogliere, Savona all'economia. Il Professore: "Veti su di me? Penso proprio di sì". Il premier incaricato in mattinata ha visto Visco a Palazzo Koch

Sembra tramontata l'ipotesi che Giuseppe Conte salga al Quirinale oggi. È quanto riferiscono fonti autorevoli del Movimento 5 stelle. Più probabile che il presidente del Consiglio incaricato torni ad incontrare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella domani mattina. Al momento non sono previsti nuovi vertici tra Giuseppe Conte, Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Stamane, come documentato dai post sui social network di Giuseppe Conte, riunione tra i leader di M5s, Lega e il capo del futuro esecutivo.

 

Il post su Fb con la foto dell'incontro "Mattinata di lavoro molto proficua. Stiamo lavorando per dare il governo del cambiamento a questo Paese", scrive sul profilo Facebook e Twitter, Giuseppe Conte. Ore decisive - dunque - per la formazione del governo M5S-Lega, con il premier incaricato impegnato a mettere insieme una squadra che possa ricevere il via libera del Quirinale. Con molta probabilità, stasera si dovrebbe avere la squadra definitiva, e domani, verso ora di pranzo, il presidente Giuseppe Conte e i suoi ministri dovrebbero giurare al Quirinale, presumibilmente verso ora di pranzo. E' la 'tabella di marcia' che arriva da autorevoli fonti parlamentari M5S, ottimiste sul 'timing' delle prossime ore. La squadra, viene spiegato, sarebbe già ben definita, tutte le caselle al loro posto. Unico nodo sul tavolo, il dicastero dell'Economia, con la Lega che, a detta dei 5 Stelle, non vuole cedere sul nome di Paolo Savona. Ma il problema, ragionano nel Movimento, è tra il Colle e il Carroccio, e i Stelle non intendono fare pressing su Matteo Salvini riguardo all'economista anti-euro: "loro hanno accettato il nome di Conte - spiegano - noi non possiamo pretendere che facciano un passo indietro su Savona. Al limite è il Quirinale che può forzare la mano, noi staremo al nostro posto". E proprio dal Quirinale arriva la precisazione che non è arrivata alcuna comunicazione formale dal premier incaricato, Giuseppe Conte, per la presentazione della lista dei ministri. Pertanto non è stata fissata né la data in cui Conte salirà al Quirinale per sciogliere la riserva né quella del giuramento. Già oggi nuovo incontro tra Conte-

 

Di Maio-Salvini. Di Maio: squadra praticamente fatta, ultimi nodi "La squadra è praticamente fatta e si stanno per sciogliere gli ultimi nodi": così il leader M5S Luigi Di Maio, conversando con i giornalisti alla Camera, mentre stava per prendere parte al vertice con il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte e Matteo Salvini. Sul nodo del superministero che potrebbe accorpare Lavoro e Sviluppo economico l'ex vicepresidente della Camera Di Maio incalza: "non si sta discutendo di questo, ma innanzitutto dell'assetto di governo per realizzare il programma elettorale". Di Maio inoltre uscendo dal vertice ha sottolineato: “Procede tutto per il meglio, stiamo lavorando. E’ una fase molto importante”. Infine sui tempi ha replicato: "dipende da Conte e Mattarella". All'incontro partecipano anche il capogruppo del Carroccio alla Camera Giancarlo Giorgetti e il deputato M5S Vincenzo Spadafora.

 

Salvini: nessuno deve avere paura del cambiamento "Stiamo lavorando a un governo che porti più lavoro e più sicurezza agli italiani, riportando l'Italia a essere protagonista in Europa e nel mondo. Tutto qui, questo ci chiedono i cittadini, nessuno deve avere paura del cambiamento". Così il leader della Lega, Matteo Salvini che al termine dell'incontro non si sbilancia su Savona all'economia e taglia corto con i cronisti: "Deciderà Conte".

 

Conte a Palazzo Koch: un'ora e mezza con Visco, 'parlato di economia italiana' Il presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, ha lasciato palazzo Koch, sede di Bankitalia. Il colloquio con Ignazio Visco, governatore di Banca d'Italia è durato un'ora e mezza. Conte è andato via in taxi, così come era arrivato. Ed ha commentato: "abbiamo doverosamente parlato dello stato dell'economia italiana": Ieri il professor Conte aveva fatto sapere che dopo questo incontro si sarebbe dedicato al lavoro per la composizione della squadra di governo. La visita del presidente incaricato, pur rientrando nella prassi istituzionale, si colloca in un contesto particolare. Conte è infatti espressione di una forza politica, il M5S, che pochi mesi fa presentò una mozione contro la riconferma di Visco ai vertici di Bankitalia. Non solo, ieri sera Conte ha voluto incontrare i risparmiatori che hanno perso i loro soldi dopo le crisi di Banca Etruria e delle Popolari venete, promettendo un risarcimento a quanti ancora esclusi dai provvedimenti dei governi precedenti.

 

On. Fabio Rampelli Capo gruppo Fratelli d'Italia: Governo Conte nessuna autonomia

 

"Lega e Forza Italia già votando per il Rosatellum pensavano ad altre alleanze. Scrive su Facebbok e continua

Giuseppe Conte ha dimostrato oggi di non avere alcuna autonomia, rimandando troppe risposte alle domande poste a un confronto con Salvini e Di Maio.
Si tratta di un candidato premier con il cuore che batte a sinistra, espressione del M5S e mai votato dagli italiani.

Non smetteremo di fare opposizione perché la Lega è al governo. Sosterremo i provvedimenti che erano annunciati nel programma di centrodestra e contrasteremo tutte le altre bizzarrie, il reddito di cittadinanza, la rinuncia alla Tav, la devoluzione senza presidenzialismo, la scarsa attenzione per il Sud, le vicende Ilva e Alitalia e molto altro.

Del resto i voti espressi sulla legge elettorale, definita ‘rosatellum’, sono sospetti: Forza Italia è stata accusata di aver votato a favore perché in animo di varare un nuovo Nazareno con Renzi, obiettivo vanificato dal calo elettorale di entrambi, la Lega dobbiamo immaginare a questo punto che volutamente abbia rinunciato al premio di maggioranza per precostituirsi l’accordo con il M5S.
Può essere la lettura politica di quanto accaduto dopo il 4 marzo.
FDI è rimasta sempre con le stesse idee e dalla stessa parte.

Perché Salvini inizialmente non ha voluto l’incarico dal Quirinale, salvo redimersi quando era troppo tardi?

Del resto in questi giorni ha scelto di fare il segretario della Lega e non il leader del centrodestra, il vice di Di Maio e non il vincitore delle elezioni con il centrodestra, probabilmente il suo obiettivo è di egemonizzare la coalizione, altrimenti non si spiegano i suoi comportamenti e, in special modo, la mancata difesa di Giorgia Meloni quando è stata messa sotto attacco da Luigi Di Maio. Un obiettivo ben più modesto del governo dell’Italia"

 

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