ANNO XV Marzo 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 21 Luglio 2018 00:00

Giustizia è fatta?

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Gesù, ti ringrazio della pubblicazione (ieri) della sentenza del 20 aprile sui rapporti tra i vertici del ROS e Marcello Dell’Utri.

Marcello è stato condannato per mafia a 12 anni di carcere. Quelli (gli ex generali dei carabinieri (!) Antonio Subranni, 12 anni, e Mario Mori, 12 anni) e Massimo Ciancimino, figlio di Vito, 8 anni.

Vito Ciancimino trasferì a Riina la richiesta di trattativa avanzata da organi dello Stato. La notizia mostrò lo Stato debole. Riina comandò il massacro di Borsellino perchè avrebbe agevolato la trattativa.

Giustizia è fatta? Mah…

“Un pezzo di Stato si era piegato ai boss, ora tutta la verità su quelle stragi” dichiara il pubblico ministero Nino Di Matteo in mezzo alle note di verità sopra riportate.

Ha senso dire solo ‘un pezzo di Stato’ si è piegato? Ha senso nella misericordia per gli altri pezzi di Stato che non sono conniventi, giusto. Non ha senso per lo Stato servitore dei suoi cittadini che lotti contro la mafia suo primo nemico! Né ha senso per la verità sull’intreccio mafioso completamente chiarito e, soprattutto, per la verità osservata e descrivibile dalla maggioranza del popolo oggi.

26 anni sono più di una generazione, è un’epoca. In mezzo ci sta tutta l’era berlusconiana e l’esperienza dell’Ulivo, il tratto Pd-Renzi fino alla fine.

Siamo dentro al governo pupi pop grazie a questa triturazione di esperienze politiche, di sinistra, di centro e di destra, come le dicevamo quando facevo politica anch’io.

Tante da convincere il popolo a rinunciare alla politica come nel 4 marzo scorso.

Se lo Stato, definito esattamente il 2 giugno 1948 con la Costituzione, fosse stato realizzato con le leggi contenute nei principi fondamentali noi non avremmo più neppure la mafia!

La nostra Costituzione ha una previsione rimasta senza leggi:

Art.: 49 Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Uno Stato dotato di una legge che disciplini il diritto di associazione colpirebbe immediatamente gli irregolari vel i mafiosi e coloro che usano la forza dello Stato per fini delittuosi come i condannati.

Uno Stato dotato di una legge sui partiti incarcererebbe coloro che non la rispettano.

Uno Stato dotato di una legge sui sindacati come associazioni pubbliche colpirebbe immediatamente i dipendenti dello Stato, parte piegata, dopo semplice denuncia.

Dunque, i giudici hanno fatto il loro dovere, pur nel ritardo civile. Lo Stato intero, no!

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