ANNO XIV Febbraio 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 22 Luglio 2018 12:46

Taranto – Ilva, lo sfogo di Michele Riondino che striglia e invita alla coerenza il M5s

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Nel giorno in cui un procuratore chiede l’archiviazione per prescrizione per il max processo Ambiente Svenduto (42 su 44), questo sfogo su facebook dell’attore tarantino Michele Riondino merita la lettura

“non bisogna mai sperare in niente, la speranza è una cosa orrenda inventata dai partiti per tener buoni i suoi iscritti” «Uso parole non mie, ma eterne nella loro verità e saggezza, uso Pier Paolo Pasolini per ricordarmi quanto feroce e spietata sia la povertà dell’uomo, quella volutamente indotta dalla strategia del padrone e quella cinicamente sfruttata dalla politica di palazzo.» 

Così scrive sul suo diario del social forum l’attore che abbiamo spesso visto in tv nella sua esperienza di artista, richiamando la delusione di alcuni di noi, pochi o molti non si sa anche se dopo l’estate. molti osservatori lo dicono, si arriverà al rendere azione di questo strano connubio giallo-verde.

Scrive l’attore: “ Quante volte ho speso il mio voto (e il mio volto) nella speranza di ottenere la mia giustizia? Quante volte ho deciso di non prestarmi mai più al gioco della tornata elettorale che mi truffa con sorrisi e promesse e poi abusa di me e della mia speranza una volta ottenuto il voto che voleva. Oggi come ieri la storia si ripete, con l’aggravante che agli occhi dei “ve l’avevo detto” il sottoscritto è considerato, insieme a tantissimi altri, il diretto responsabile di tutti i mali che si compiono, come se mia fosse stata la scelta di andare coi ratti fascisti di nuova e vecchia generazione. 
Mi ritrovo carnefice di me stesso e dei miei mali. 
E’ colpa mia se siamo a questo punto?
E’ mia la responsabilità di essere diventato io stesso, insieme ai miei compagni, suddito di un regime di potere tutto basato sull’ignoranza, la paura e la prepotenza?
Sono stato io a provocare il ritorno di questo neo medioevo?
Non credo proprio!
E se da una parte io sono qua a chiedermi quanto ingegno o ingenuità si celi dietro le scelte abominevoli che hanno portato a questo governo della paura, dall’altra parte mi ritrovo una mandria di esperti tuttologi che giorno dopo giorno si masturbano pensando a quanto sono stati intelligenti e giustamente prevenuti nei confronti di questi pischelli travestiti da parlamentari e senatori. Tutta gente, questa, pronta a votare per il partito dei decreti salva ilva o per i suoi diretti sottoposti.
Non rinnego nulla, ma mai mi sarei aspettato di cascare in questa rete di menzogne e bugie. Mai mi sarei aspettato che un soggetto politico si adoperasse per sfruttare le sofferenze della povera gente per poi, ottenuta un’opportunità politica, abbandonarla totalmente al suo destino di morte e malattia. A Taranto il signor Luigi Di Maio ha rubato dalle tasche di chi gli ha creduto quei pochi spiccioli di speranza che gli rimaneva. Quelle piccole briciole che nella carestia di sogni a cui siamo abituati da anni ci aiutavano a sfamarci. Un tempo morire democristiani era l’incubo peggiore per quelli che come me credono in certi valori e in certe ideologie, oggi invece il movimento 5 stelle vuole farci morire malati, precari e cosa peggiore fascisti e razzisti. Il movimento 5 stelle, che si è sempre dichiarato argine alla marea nera oggi fa dell’Italia uno stato che dovrebbe essere indagato, giudicato e accusato di crimini contro l’umanità. Oggi il movimento 5 stelle dovrebbe avere il coraggio di confessare a tutti di non essere più in grado di gestire un alleato di governo che col suo 17% ha di fatto, e non da oggi, logorato e fagocitato quello che a tutti gli effetti era, con il suo 33% il soggetto politico maggioritario. Oggi il sottoscritto non è più disposto ad aspettare che ministro e parlamentari temporeggino ulteriormente sulla questione che costringe la mia città a morire asfissiata e dei peggior tumori di cui ci si possa ammalare. Oggi il sottoscritto non crede più nelle promesse e negli impegni delle parole, oggi il sottoscritto pretende fatti concreti. Nessun rinvio, nessun’altro scaricabarile sarà tollerato. Avete voluto il nostro voto, avete promesso di utilizzarlo per la nostra salute. Oggi siete li per merito nostro e non dovrete restarci un minuto di più se dalle vostre parole non seguiranno fatti concreti. Basta abbracci di conforto per i nostri morti, basta ambiguità democristiane. Vi definite il nuovo che avanza, dimostratelo e mostrateci se siete coraggiosi come leoni o avidi come maiali.

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