ANNO XIII  Agosto 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Giovedì, 07 Marzo 2019 08:04

Il Petrolio esiste in quantità finite ma le Idee non dovrebbero avere mai fine

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ADEME, agenzia francese della rete delle Agenzie per la Protezione dell'Ambiente dei Paesi dell’UE e dell'Europa, ha indetto un concorso di idee e azioni, aperto fino al 20 marzo 2019, con l’obiettivo di diffondere e promuovere idee e azioni di adattamento nelle aree esposte ai cambiamenti climatici nei 23 paesi del Mediterraneo.

Il 50° premio Nobel dell’economia, nell’ottobre 2018, è stato assegnato ai due economisti che si sono occupati dei cambiamenti climatici e delle innovazioni tecnologiche sin dagli anni 70: William Nordhaus e Paul Romer. I due economisti hanno analizzato come integrare in un modello di un’economia di mercato la natura e la scienza, introducendo la priorità della sostenibilità e i cambiamenti climatici in atto. Nordhaus in particolare ha sottolineato il ruolo delle invenzioni e delle innovazioni tecnologiche.

Nell’intervista a Romer, riportata nel libro “Economia 2.0 il software della crescita” del 2013, l’indicatore (elemento di valutazione) dei cambiamenti negli standard di vita, ha un descrittore che identifica i livelli di quantità di materia prima ottenibile con il valore di un’ora di lavoro. Tali quantità sono mutate nel tempo in seguito al progresso tecnologico, e Nardhaus ha analizzato i lumen di luce che si sono ottenuti con un’ora di lavoro nel corso dei secoli. Partendo dal Neolitico si è soffermato sui repentini cambiamenti degli ultimi 200 anni: il salto si è avuto nel 20° secolo. La crescita oggigiorno è a ritmi sempre più sostenuti e la “nuova teoria della crescita” si basa sul processo di cambiamento tecnologico e sull’utilizzo di incentivi e istituzioni, strumenti standard dell’economia, affinché si possa accelerare o rallentare la velocità di tale cambiamento.

Il cambiamento tecnologico, fenomeno cumulabile che dà luogo a irreversibilità, inteso da alcuni come una forza esogena al sistema economico, per altri è una forza endogena che comporta esternalità positive con una crescita destinata a perpetuarsi piuttosto che convergere verso uno stato uniforme…Newton aveva affermato che si poteva vedere più lontano salendo sulle spalle di giganti!

Per Romer, considerando ad esempio, quanti composti possono essere ottenuti dagli elementi della tavola periodica, il calcolo combinatorio sicuramente ci porterebbe ad un numero molto più elevato di quelli che devono esserci stati nei primi secondi dopo il Big Bang. Tuttavia non si produce nulla, si ristruttura, si trasforma ricombinando la massa fisica disponibile sulla terra…e in futuro forse anche altrove!

La scoperta del petrolio ha visto inizialmente il ritrovamento di piccole quantità, in seguito le quantità dei giacimenti si sono rivelate molto più grandi e quindi ci si attende ragionevolmente un rallentamento: il petrolio è in quantità finita, almeno per i prossimi millenni, ma non le idee, le invenzioni…le innovazioni tecnologiche.

Sicuramente il numero di invenzioni ottenute sino ad ora è talmente piccolo che abbiamo mosso solo i primissimi passi del processo di scoperta, certo alcune scoperte sono inutili e non funzionali, come avviene nelle varietà di DNA dove la selezione genetica e l’ordine hanno poi il sopravvento. Comunque si è concordi che non si rimarrà mai senza nuove idee da scoprire e più si imparerà sulla scienza del DNA, sulla scienza dei materiali, sulla conoscenza della meccanica quantistica, più le scoperte saranno numerose.

Oggi una frazione sempre più grande di forza lavoro si occupa del problem solving, della progettazione, mentre una frazione relativamente sempre più piccola crea effettivamente i prodotti. L’economista Romer propone quindi un diritto di proprietà sulle scoperte per incentivarle, ovviamente limitato nel tempo, per consentirne l’accesso ad altri, inoltre aggiunge che occorrerebbe anche liberare la forza lavoro dalle mansioni fisiche e dirigerla sempre più verso la ricerca, per sostenere un tasso di crescita in accelerazione anche nel prossimo secolo.

Si osserva tuttavia che la crescita richiede dei cambiamenti e comporta vincitori e vinti: ma gli sconfitti non devono avere un potere di veto sul progresso, questione molto sentita in Europa attualmente. I giovani inoltre tendono ad essere più innovativi e più disposti ad assumere rischi per agire in modo diverso, ma in futuro la frazione di popolazione giovane sarà sempre minore a causa del rallentamento della crescita demografica e della maggiore durata della vita: per Romer non dovremmo trascurare il potenziale della Cina!

Quali le prospettive? La disseminazione, l’incentivo alle idee.

In Italia citiamo il bando Brevetti+2, attualmente la misura è stata sospesa per esaurimento fondi, ma a breve sarà rifinanziata, pertanto è consigliabile procedere comunque con una pratica per un brevetto, per poterla inviare immediatamente nel momento in cui il bando sarà riaperto: finanziamento a fondo perduto di un importo massimo di 140.000 euro che non può superare l’80% dei costi ammissibili, il 100% per gli SPIN-OFF.

La rete delle Agenzie per la Protezione dell'Ambiente dei Paesi della UE e dell'Europa fu creata nel 2003 per facilitare il dialogo ai livelli più alti su questioni critiche relativamente alla politica ambientale. La caratteristica della rete è la sua natura informale. Ogni paese che lo richieda può aderirvi e decidere quali agenzie debbano parteciparvi.

Troviamo ISPRA per l’Italia, ADEME per la Francia, (Agenzia Francese per l’Ambiente e l’Energia) nata per sensibilizzare gli attori mediterranei sui cambiamenti climatici e per valorizzare le buone pratiche nei paesi del bacino del Mediterraneo, nei quali è previsto alla fine del secolo un innalzamento del livello del mare, l’aumento delle temperature così come una diminuzione delle precipitazioni.

Palese l’urgenza di nuove idee decisive anche per un immediato adattamento ai cambiamenti climatici, partendo dagli interventi sui gas ad effetto serra!

Secondo le stime dell’UNFCC (United Nations Framework Convention on Climate Change) Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, con gli ultimi dati delle emissioni del 2015, l’Italia contribuisce al 10% delle emissioni di gas serra nella UE a 28, che a sua volta determina il 9% delle emissioni mondiali, pari a 49,3 Gt di CO2 eq per il 2016. Diciamo che, al di là dei tanti proclami nella UE, la Gran Bretagna ha ridotto le emissioni di gas serra rispetto al 1990 del 36%, la Germania del 28%, mentre la media UE è del 24%, e l’Italia del 17%. La strategia “Energy State Union 2030“ fissa tre target vincolanti che possono rappresentare driver anticiclici per l’Italia: riduzione del 40% dei gas serra emessi, FER (fonti di energie rinnovabili) al 32% dei consumi finali lordi e riduzione, attraverso l’efficienza energetica, del 32,5% del consumo di energia primaria.

Ritornando al concorso indetto da ADEME, aperto fino al 20 marzo 2019, che riguarda le 3 seguenti categorie: 1 "Sviluppi, infrastrutture e costruzione"; 2 "Ecosistemi e risorse naturali"; 3 "Metodi per progettare e attuare politiche pubbliche", è rivolto a tutte le parti interessate che stiano prendendo provvedimenti e sviluppando soluzioni per adeguare le regioni mediterranee al clima che cambia. Quindi Autorità locali, Enti nazionali, Università pubbliche, ONG e Società o membri del settore privato in collaborazione con un soggetto pubblico locale possono presentare i loro progetti che saranno selezionati in base alla rilevanza, all'efficienza e alla sostenibilità delle azioni, quindi alla loro replicabilità a livello dei paesi del mediterraneo.

La prima edizione si è avuta nel 2016 e il primo premio fu assegnato all'Associazione di sviluppo e studi strategici di Medenine (Tunisia) nella categoria 2. Il progetto proponeva soluzioni per la gestione dell’acqua nella regione arida di Hariza-Chaab Chnini nella Tunisia sudorientale, creando una successione di dighe, cisterne per l'acqua piovana per preservare il patrimonio agricolo e quindi il reddito degli abitanti. Sempre nella stessa categoria l’Associazione Dar Si Hmad (Marocco) è stata premiata per il suo progetto volto a sviluppare tecnologie (in rete) per raccogliere l'acqua dalla nebbia.  Un altro premio, nella categoria 3 fu assegnato alla Facoltà di Scienze dell'Università di Lisbona / Centro per l'ecologia, l'evoluzione e il cambiamento ambientale per la formazione e per la creazione di una rete di stakeholder di supporto alla diffusione delle strategie di adattamento locale. 

L’adattamento ai mutamenti climatici si affronta sicuramente incentivando in vario modo l’impeto delle nuove idee e meno con la scoperta di nuovi giacimenti di risorse finite e la potenza delle trivelle per il loro conseguente sfruttamento.

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