ANNO XIV Novembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 22 Dicembre 2019 09:35

Documento del consiglio territoriale della UILM Taranto

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Si è riunito, nella sede della Camera di Commercio di Taranto, il Consiglio territoriale della Uilm di Taranto.

Hanno preso parte ai lavori i delegati e i membri ufficiali dell'organo direttivo, gli attivisti, alla presenza della Segreteria territoriale e dei segretari generali della Uil regionale e provinciale Franco Busto e Giancarlo Turi. L'importante organismo, attraverso i numerosi interventi dei delegati e degli attivisti, ha trattato in modo puntuale e partecipato sulla situazione territoriale e nazionale in merito ai temi nella provincia e del Paese e le ricadute possibili in ambito sociale e del lavoro.

Durante la relazione introduttiva del segretario generale Uilm Antonio Talò, sono stati trattati tutti i temi e le circostanze relativi alla vertenza ex Ilva, tracciando in modo netto e sgomberando il campo da fraintendimenti legati alla bozza del provvedimento che circola in queste ore circa il “Cantiere Taranto”, con all’interno tutta una serie di proposte e dettagli che, solo e soltanto secondo il Governo, dovrebbero racchiudere tutte le promesse del premier Conte su Taranto e la trasformazione della grande fabbrica, inclusi i progetti su Taranto. Per quanto ci riguarda, attualmente quel documento non ha valenza alcuna, pari a carta straccia, che mette a nudo l’azione di Governo misurata dai fatti di questi giorni e non solo, i quali si traducono nel prendere tempo e spostare misure e provvedimenti in avanti nel tempo, senza disporre invece con forte determinazione le immediate misure di cui Taranto, la grande fabbrica e i lavoratori hanno bisogno.

Non siamo in presenza di nessun provvedimento di legge, né tantomeno di proposte concrete da sottoporre al sindacato, tutt’altro; sarebbe invece auspicabile decisamente intavolare un ragionamento serio e coerente nell’esclusivo interesse di chi nei fatti sono i soggetti più penalizzati, partendo per esempio da un tavolo di confronto col sindacato da dove in realtà si comprenda in primis quale sia la reale politica industriale su Taranto, solo e soltanto a valle del quale discutere su tutte le misure idonee a fronteggiare l’eventuale fase di transizione unite alle idonee misure per colmare le carenze del territorio e quelle funzionali a garantire che al dramma ambientale e sanitario non si aggiunga quello occupazionale.

Per questi motivi, resta fermo, saldo ed indiscusso l’accordo del 6 settembre 2018, che la Uilm non rinnegherà mai, anzi, difenderemo con ogni mezzo l’unico ed il solo strumento che si è dimostrato con i fatti, e non a promesse, lo strumento per avanzare verso i provvedimenti che la legge impone in termini di ambientalizzazione interne ed esterne al perimetro industriale, il rilancio della fabbrica e il mantenimento dei livelli occupazionali dei lavoratori sociali, dell’appalto e di Ilva in amministrazione straordinaria.

Durante il dibattito, sono stati approfonditi i temi riguardanti questi lavoratori per i quali è viva e presente tutta la determinazione ed intenzione a non sottoscrivere né ora né mai nessun accordo presente e futuro che non ne sancisca le sacrosante tutele economiche e reintegro di queste maestranze nel mondo del lavoro. Non consegneremo nelle mani sbagliate il futuro e la speranza di questi lavoratori che per la Uilm rappresentano uomini e famiglie prima che numeri, e sono e restano patrimonio da difendere e salvaguardare assieme ai lavoratori sociali e dell’appalto. Il Governo sappia che non può essere la cassa integrazione protratta lo strumento per gestire la nuova fase che si apre, così come l’assistenzialismo la dote da consegnare a questi lavoratori, ma tutto può e dovrà passare per il lavoro, quello rispettoso della vita, come unico e solo strumento di dignità e prospettiva.

Non siamo e non saremo disponibili a trattare esuberi strutturali, ma siamo disponibili a fronteggiare l’emergenza attraverso misure straordinarie, tra cui l’estensione dei benefici legati all’esposizione all’amianto, i quali non rappresentano in alcun modo un privilegio ma sono solo e soltanto un sacrosanto diritto, oltre che il risarcimento al danno. Taranto e i lavoratori sono in credito verso lo Stato per quanto hanno dato e continuano a dare in termini di salute, salario e prospettiva; da adesso in avanti, attraverso tavoli di discussione questo debito va definitivamente chiuso; servirà coraggio e orgoglio o sarà aspra lotta per quanto attiene la Uilm.

Durante la giornata, è stata proposta e discussa dall’importante Organismo e dai Revisori dei conti la possibilità di restituzione del corrispettivo a titolo di trattenuta sindacale per i lavoratori iscritti alla Uilm di Ilva in amministrazione straordinaria ed alcuni casi specifici inerenti l’appalto in trattamento di protratta Cig a zero ore, da corrispondere in via del tutto eccezionale e con decorrenza maggio 2019. La nostra Organizzazione ha voluto e preteso questo piccolo gesto, ben consapevole che non risolve il problema di questi lavoratori, ma si prefigge l’intento che la misura serva a porre costante considerazione ed attenzione verso questi lavoratori e le loro famiglie.

Inoltre, l’organismo ha dibattuto ed affermato inoltre l’importanza di incidere in maniera sempre maggiore con azioni tese a salvaguardare il perimetro dei lavoratori dell’appalto, per i quali viene ribadita la necessità di salvaguardia mettendo in salvo questo importante asset da logiche di gestione degli appalti poco trasparenti e che possano prefigurare “corse al risparmio”, nonché la tendenza all’adozione di contratti al di fuori di quello metalmeccanico che tendono a svendere ogni tipo di professionalità con forme di salario e norme al di sotto di quelle previste.

Parimenti, è stata rivolta l’attenzione sugli importanti strati produttivi locali di aziende come Eni, Leonardo, Vestas, per le quali è fondamentale mantenere alta l’attenzione affinché queste realtà continuino a rappresentare l’eccellenza sotto il profilo professionale, della sostenibilità e del mantenimento dei livelli occupazionali al loro interno. Non è da sottovalutare la delicatissima fase che vede il ridursi della produzione delle fusoliere e che va attenzionata per tempo per non innescare l’ennesima vertenza di un tessuto produttivo che rappresenta uno dei fiori all’occhiello per il nostro territorio, la cui scarsa oculatezza potrebbe generare ricadute gravi ed imprevedibili.

Si è inoltre dimostrato positivo e di notevole spunto il ragionamento per effetto del quale è necessario fortificare sempre più i provvedimenti a difesa dell’ambiente, dell’occupazione e dell’opportunità di costringere la politica ed il Governo ad introdurre elementi nuovi e di certezza, che aprano fattivamente la possibilità per Taranto quale area di crisi complessa di beneficiare di tutte una serie di misure che incidano positivamente sul drammatico dato di disoccupazione ed inoccupazione comprensoriale. Ciò dovrà affiancarsi all’azione della Uilm e della Confederazione, come sprone all’azione politica verso provvedimenti per il rilancio della manifattura che passi attraverso la valorizzazione del territorio che è dotato di numerose maestranze altamente qualificate, maldestramente espulse dal mondo del lavoro per effetto della mancanza di politiche industriali e crisi aziendali, e che, attraverso l’azione politica possono e devono poter affermare contributo allo sviluppo di iniziative di bacino nelle Zone Economiche Speciali (Zes) e Cantiere Taranto da espandere ed opportunamente integrare.

In merito al rinnovo del contratto nazionale, è stata ribadita la linea guida dell’assemblea nazionale d’organizzazione del 27 giugno scorso; è ritenuto necessario potenziare l’azione per il recupero del potere d’acquisto dei salari nel prosieguo della trattativa, puntando al tavolo di riunione convocato il 10 gennaio prossimo.

Il Consiglio territoriale della Uilm continua a ritenere l’industria sana e rispettosa della vita e dell’ambiente un’opportunità per Taranto, fondamentale per generare prospettiva di sviluppo e certezze per il futuro, non da affossare, ma da far riaffiorare per ciò che è la consapevolezza da sempre. E’ dunque fondamentale il massimo impegno di tutti per accelerare gli interventi legati a sicurezza e manutenzione straordinaria degli impianti, compreso lo stanziamento di risorse aggiuntive al piano degli interventi per allontanare definitivamente lo spettro di un modello di fabbrica a prescindere, che rischierebbe di avviare l’inesorabile avvio di una deindustrializzazione diffusa che rischia di trascinare un intero settore produttivo, i suoi lavoratori e la sua comunità.

Il documento è stato approvato all’unanimità.

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