ANNO XIV Settembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Lunedì, 16 Marzo 2020 03:21

Da Sindaco che a cura la salute dei suoi cittadini, un appunto per ASL e Regione

Written by  Francesco Lupoli
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Sento dire da più parti: è squallido fare politica e campagna elettorale su una questione così delicata che deve vederci uniti nell’affrontare il nemico invisibile il maledetto Covid-19; e quale persona minimamente pensate non potrebbe essere d’accordo con tale affermazione?

Tant’è che, per quello che può valere, io nel mio piccolo ho detto più volte che fino al 4 Aprile non ho colore politico, né rispondo a squallidi attacchi politici, che ad onor del vero si sono estinti sul nascere.

Ma proprio vista la gravità dell’emergenza, e l’importanza che ogni tipo di ordinanza amministrativa, ma ancor prima di scelta politica riveste in questo frangente, sarebbe rischioso non intervenire laddove si intravedono falle e lacune che possono trasformarsi in un pericolo per tutti.

Da Sindaco di Pulsano mi sto occupando di informare ogni momento i miei cittadini di tutte le precauzioni e imposizioni che, finalmente, il Governo ha deciso di adottare per evitare il diffondere dell’epidemia, e di intervenire con ulteriori ordinanze laddove ho ravvisato dei vuoti.

Mi sento il primo responsabile di quello che avviene ed avverrà nella nostra comunità, e sto facendo dal primo momento, sin da quando era un lontano focolaio al nord, tutto il possibile per cercare di rendere i cittadini che rappresento consapevoli della gravità del virus e responsabili delle loro azioni per attenuarne la diffusione.

Ma come anche quando molti tra noi lo consideravano un focolaio della bassa, sapevo che già da allora bisognava prestare attenzioni (ad esempio il 23 febbraio il giorno dopo l’emanazione del primo decreto invitai i cittadini di Pulsano a non recarsi alla messa del Papa a Bari) sapevo che prima o poi sarebbe arrivato. Non per portare iella, ma perché la matematica, come ogni scienza, non è democratica.

Per questo è nei miei doveri di Sindaco, in qualità di autorità sanitaria della mia città, chiedere e sapere dal presidente della Regione Michele Emiliano, capo della task force regionale coronavirus, quanti sono i posti di terapia intensiva oggi disponibili presso gli ospedali di Taranto e provincia? Quanti quelli oggi i posti di terapia intensiva effettivamente liberi e utilizzabili presso gli ospedali della Asl di Taranto per i pazienti di questo territorio?

Purtroppo sappiamo che una percentuale di circa il dieci per cento di malati ha necessità della rianimazione, ed è proprio questa esigenza che ha mandato al collasso gli ottimi ospedali del nord.

Noi abbiamo per fortuna avuto tutto il tempo di organizzarci, ma ancora non ho letto con chiarezza qual è il piano terapia intensiva per i pazienti di Taranto e provincia.

E non accetterò come risposta che se ne dovrà occupare il governo, sia perché non vorrei non ne vedessimo mai la luce come per l’ospedale San Cataldo (con la promessa del quale la giunta di Emiliano ha chiuso gli altri pronto soccorso) il cui responsabile è lo stesso commissario Arcuri scelto dal Governo anche l’emergenza coronavirus, sia perché l’emergenza e imminente e i reparti di terapia intensiva non si costruiscono in un giorno, e hanno bisogno di anestesisti non di ginecologi.

In questi giorni abbiamo sentito dal Presidente Emiliano parlare di piani per Bari, Copertino, Lecce, ma mai di Taranto. E mentre per l’emergenza coronavirus a Bari assumeva pneumologi e anestesisti, a Taranto due ginecologi. Che sono sicuramente utili, ma cosa c’entrano con il piano coronavirus?

Nel frattempo la Asl ha interrotto completamente tutte le visite ambulatoriali e i ricoveri programmati, interrompendo cosi il servizio sanitario essenziale per migliaia di cittadini il cui bisogno di cure non si arresta, anzi aumenta, con l’emergenza.

Inoltre la Asl ha vietato a medici e infermieri di famiglia le visite a domicilio, lasciando così senza possibilità di visite mediche centinaia di cittadini che corrispondono proprio alla fascia più bisognosa, anziani e disabili, che non possono uscire di casa per andare dal medico. E l’unica ragione che portato questa decisione è che medici e infermieri non sono stati forniti dalla regione Puglia delle mascherine necessarie per mettere in sicurezza loro e i pazienti.

E io questo da Sindaco non posso assolutamente accettarlo, perchè nega un diritto fondamentale, quello alla salute, dei miei cittadini, di cui io sono responsabile.

Per questo rivolgo questo appello al Presidente Emiliano, e gli chiedo di rispondere a queste tre richieste.

E’ un dovere mio di Sindaco garantire la sicurezza sanitaria ai miei cittadini, e quindi un mio diritto sapere con precisione qual è la disponibilità di posti di terapia intensiva che la Asl di Taranto potrà garantire anche alle persone di Pulsano in caso, Dio non voglia, di necessità.

La situazione è difficile per tutti, nessuno ha il libretto di istruzione ma noi Sindaci vorremmo affrontare la pandemia con lo stato e la Regione non nonostante lo stato e la regione.

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