ANNO XV Aprile 2021.  Direttore Umberto Calabrese

Martedì, 23 Febbraio 2021 15:58

'Asse' tra Bonaccini e Salvini sui ristoranti aperti a cena in sicurezza 

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Dallo scontro per le amministrative alle prove di intesa sul "ritorno alla vita". Il presidente dell'Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni giudica "ragionevole" la proposte del leader della Lega di consentire l'attività di ristorazione anche la sera.

Non è il tempo delle divisioni. Ognuno, con le proprie idee, è chiamato a unire le forze per contribuire alla ripartenza dell’Italia. Lega e Pd restano distinte e distanti ma se ora occorre marciare uniti per sostenere la ‘mission’ del governo Draghi, vaccini e aiuto alle categorie economiche penalizzate dalle restrizioni sono in cima alla 'collaborazione a tempo determinato'. È il messaggio che arriva da Stefano Bonaccini quando, a L’Aria che Tira su La7, definisce “ragionevole” la proposta di Matteo Salvini sulla riapertura dei ristoranti anche a cena, nelle zone a minore rischio.

Questo, ha detto il presidente dell'Emilia Romagna e della conferenza delle Regioni, per “dare ossigeno” alle attività più colpite, senza rinunciare alla prudenza e alla tutela della salute magari aumentando i controlli.   

"Non parlo a nome di Draghi, non mi permetto, ma sul ritorno alla vita, dove la situazione lo permetta, siamo sulla stessa linea", ribadisce lo stesso segretario leghista dopo avere incontrato il presidente del Consiglio a Palazzo Chigi. E Salvini non manca di dirsi "contento che sindaci e governatori di tutti i colori politici convengano con me che se puoi pranzare in tranquillità e a distanza puoi anche cenare".

Così “aperture” in sicurezza e “flessibilità” nelle misure anti-Covid diventano concetti comuni tra il pragmatico governatore dem e il segretario leghista, che poco più di un anno fa si affrontarono senza sconti nella campagna elettorale in Emilia Romagna. Un cambio di rotta parallelo al sostegno dei rispettivi partiti al governo Draghi.

Certo, a qualche stilettata Bonaccini non rinuncia (“l’imbarazzo non è nostro ma di chi girava con la maglietta ‘No Euro’ e oggi sostiene un governo guidato dalla personalità che ha salvato l’euro”) ma la sostanza è un appello all'unità d'intenti: “Adesso dobbiamo aiutare il Paese e cercare di mettere da parte le divisioni. Verrà il tempo in cui la Lega e il Pd torneranno a dividersi. Ma oggi si deve insieme, ognuno con le proprie idee, fare di tutto perché l'Italia possa ripartire il prima possibile”.

E, secondo il presidente della Conferenza delle Regioni che ha espresso un giudizio positivo per i ministri della Lega al governo, si è partiti con il piede giusto: “Con il governo Draghi abbiamo già cominciato a lavorare insieme ed è quello che le Regioni chiedono”. Dopo la riunione di domenica sera, la prossima tappa sarà un incontro sulle nuove misure.

Adesso credo cambierà qualcosa. Cioè, come si deve restringere dove ci sono problemi, si può pensare, dove le cose vanno meglio, di introdurre qualche elemento di flessibilità per alcune categorie”, sono le aspettative di Bonaccini. In sintesi: chiusure dove è necessario, allentare i bulloni dove è possibile, ristori adeguati e rapidi e un cambio passo sui vaccini. “Il governo deve battere i pugni sul tavolo insieme all’Unione europea”, ribadisce. AGI

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