ANNO XIV Ottobre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

"Ora siamo qui e abbiamo realizzato un’altra impresa. E abbiamo dimostrato davvero di essere postideologici: abbiamo accettato di lavorare con forze politiche di destra o di sinistra. Facendo un nuovo Governo Conte, con una forza politica diversa. Qualcuno dice che l’abbiamo fatto per le poltrone. Io dico che l’abbiamo fatto perché altrimenti l’Italia avrebbe avuto un governo che per prima cosa avrebbe cancellato la legge anticorruzione e rimesso la prescrizione e, magari, fatto eleggere Berlusconi presidente della Repubblica. Qualcun altro dice: 'non vi fidate del Pd', 'attenti', 'non fatevi fregare'. Io dico a tutti: la fiducia si dimostra! E in questo caso alla prova dei voti in Parlamento". Lo scrive Luigi Di Maio sul Blog delle stelle.

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Secondo un sondaggio Emg Acqua presentato oggi ad Agorà, il programma condotto da Serena Bortone su Raitre, se si votasse oggi la Lega sarebbe il primo partito, seguito dal Pd. Il 33,1% degli intervistati voterebbe per il partito guidato da Salvini, il 20,2% per il Pd. Il M5S otterrebbe il 18,5% delle preferenze, Fratelli d’Italia il 7,3%, Forza Italia il 7,0%. Seguono Italia Viva al 3,4%, Più Europa al 2,7%, La Sinistra con il 2%.

 
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Giovedì, 19 Settembre 2019 15:29

"Entro nel Pd" l'annuncio di Beatrice Lorenzin

Un tweet per annunciare il passaggio al Partito Democratico. Così l'ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha comunicato il passaggio al fronte dem. La deputata, dopo aver militato in Forza Italia, poi nel Popolo della Libertà, nel Nuovo Centrodestra e successivamente in Alternativa Popolare, alle elezioni del 2018 è entrata in parlamento in quota Civica Popolare.

 
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Intervistato da Repubblica, spiega la decisione di lasciare i dem, fa sapere che saranno con lui una trentina di parlamentari e che i gruppi autonomi nasceranno questa settimana. Di Maio: 'E' questione Pd'. Grillo: 'Una minchiata d'impulso'

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Dopo l'intesa a livello nazionale democratici e 5 stelle provano a cercare una convergenza anche a livello locale. Luigi Di Maio scioglie la riserva ed annuncia la disponibilità a sperimentare già alle prossime elezioni in Umbria l'apertura alle liste civiche. Con un corollario fondamentale: l'unione delle forze, in questo caso dei democratici e di Leu, per sostenere un candidato scelto al di fuori dei partiti. Nessuna alleanza. Il capo politico dei 5 Stelle lo chiama il "patto civico per l'Umbria" e in una lettera a La Nazione di Firenze pone le "condizioni" del MoVimento.

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Martedì, 10 Settembre 2019 02:13

Gentiloni verso Affari Economici

Si fa sempre più concreta la possibilità che l'ex premier Paolo Gentiloni divenga il nuovo Pierre Moscovici. A quanto si apprende a Bruxelles, il candidato commissario europeo per l'Italia andrebbe verso la delega agli Affari Economici, richiesta che era ed è la prima scelta del nostro Paese, oggi guidato dal governo Conte bis, prima di Concorrenza e Commercio. L'assetto dei portafogli, tuttavia, verrà ufficializzato dalla presidente eletta Ursula von der Leyen solo domani a mezzogiorno, in conferenza stampa.

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Finite le consultazioni di Giuseppe Conte. Ieri Di Maio ha alzato la posta mettendo a rischio l'intesa con i Dem che reagiscono dichiarando: 'Precondizione ora è chiarire le parole Di Maio dopo che il capo politico pentastellato ha alzato la posta con un documento programmatico in 20 punti'. MoVimento ribadisce: 'Il voto degli iscritti su Rousseau conta'. Patuanelli getta acqua sul fuoco: 'La trattativa continua'. Zingaretti: 'Stop ultiumatum o non si va da nessuna parte' .

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Il primo passo per il bis di Giuseppe Conte è compiuto. Ma il cammino si annuncia accidentato. Non è sciolto il nodo dei vicepremier, con un braccio di ferro durissimo tra il M5s che vorrebbe Di Maio e il Nazareno che vuole un unico "vice" Dem. Nel governo dovrebbe entrare anche Leu, mentre il centrodestra a una voce invoca le elezioni. E a complicare le cose, entra a gamba tesa in partita Beppe Grillo, che chiede un governo di tecnici, con i politici relegati a fare i sottosegretari.

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"Caro Nicola, Caro Paolo, vi prego di voler accettare le mie dimissioni dalla Direzione nazionale del Partito democratico". Lo scrive Carlo Calenda in una lettera indirizzata a Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni in cui parla, tra l'altro, di "una decisione difficile e sofferta". "Penso che in democrazia si possano, e talvolta si debbano, fare accordi con chi ha idee diverse, ma mai con chi ha valori opposti. Questo è il caso del M5S", sottolinea l'eurodeputato nella lettera. "Sapete bene che nulla abbiamo in comune con Grillo, Casaleggio e Di Maio. Ed è significativo il fatto che il negoziato non abbia neanche sfiorato i punti più controversi: dall’Ilva alla Tav da Alitalia ai Navigator. Un programma nato su omissioni di comodo non è un programma, è una scusa", dice Calenda.

 
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Mercoledì, 28 Agosto 2019 16:57

Pd ufficializza Conte bis

"Abbiamo riferito al Presidente di aver accettato la proposta del Movimento 5 Stelle di indicare, in quanto partito di maggioranza relativa, il nome del presidente del Consiglio, nome indicato dal M5S nei giorni scorsi". Lo ha detto Nicola Zingaretti al termine della consultazioni della delegazione Pd al Quirinale.

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