ANNO XIV Dicembre 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Domenica, 05 Marzo 2017 14:04

Una delegazione M5S oggi è a Caracas per rendere omaggio al defunto Hugo Chavez

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On. Manlio Di Stefano M5S On. Manlio Di Stefano M5S

Caracas (Venezuela) - On. Manlio Di Stefano M5S oggi è a Caracas con la delegazione M5S, Ornella Bertorotta (Capogruppo alla Commissione Affari Esteri del Senato) e Vito Petrocelli (Vice-Presidente del Comitato Italiani all'estero) : scrive sul Blog di Beppe Grillo: la seconda tappa della missione, il Venezuela, dove vive un'altra grande comunità italiana che conosceremo e dove sono previsti diversi incontri con i rappresentanti delle organizzazioni regionali dell'America Latina, come la Celac, l'Unasur e l'Alba-TCP, nonché incontri bilaterali con i diversi rappresentanti governativi della regione che arriveranno a Caracas il 5 marzo in occasione dell'anniversario della morte di Hugo Chávez.


Il 23 gennaio 2017 l'On. Manlio Di Stefano M5S ha presentato la Risoluzione in commissione Esteri che trovate di seguito leggetela.

Da parte mia sperò che ora che è a Caracas e vede che il "Paese delle meraviglie" non esiste, abbia l'onesta di convocare la stampa italiana al suo rientro e di raccontare quello che vede e che non conosceva ... Lei che rappresenta i sostenitori della Democrazia diretta chieda come mai il Referendum revocatorio non si è svolto, chieda la data delle elezioni amministrative, chieda perché il Parlamento eletto dal Popolo è boicottato. Entri in una farmacia a comprare un aspirina, un antibiotico, un condom, un pacco di pannoloni... entri nei supermercati a fare la spesa e si faccia fotografare con quello che ha trovato... Provi come ha fatto Il Senatore Pier Ferdinando Casini ad andare a far visita al Sindaco Metropolitano di Caracas Antonio Ledezma o a Leopoldo Lopez... E si rilegga la sua risoluzione..

Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-01168

presentato da

DI STEFANO Manlio

testo di

Lunedì 23 gennaio 2017, seduta n. 728

La III Commissione,
premesso che:
da quasi 19 anni il Venezuela attraversa una profonda fase di trasformazione, che ha permesso al Paese di raggiungere importanti obiettivi;
dall'elezione dello scomparso presidente Chavez, il Paese vive una contrapposizione infruttuosa tra maggioranza e opposizione e, più in generale, tra classe imprenditoriale e governi succedutisi dal 1998 in poi, che hanno portato a un tentativo di colpo di stato nel 2002, i cui responsabili però ricevuto l'amnistia dal Governo dell'epoca;
il Venezuela è tra i 29 Paesi nel mondo che hanno raggiunto gli obiettivi di sviluppo del Millennio e la meta del vertice sull'alimentazione. Tra il 1998 e il 2013, in Venezuela la fame si è ridotta del 21,10 per cento, e oggi essa si assesta a meno del 5 per cento. Secondo cifre assolute, prima del 1998 in Venezuela c'erano 5 milioni di persone che soffrivano la fame, oggi la cifra non raggiunge i 500 mila. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), la denutrizione in Venezuela è diminuita del 57 per cento e non rappresenta un problema per la sanità pubblica. Nel 1998, solo l'80 per cento della popolazione aveva accesso all'acqua potabile. Oggi, il servizio rifornisce il 95 per cento dei venezuelani;
la FAO ha deciso di premiare il Venezuela per l'impegno dimostrato nel combattere la fame nel Paese, in riferimento al programma «Misión Alimentación» creato dal Governo nel 2003. Secondo le statistiche ufficiali, il programma è riuscito a distribuire circa 26,5 milioni di tonnellate di prodotti alimentari, arrivando a garantire il 95,4 per cento dei venezuelani con più di tre pasti al giorno;
sono stati compiuti progressi anche nei campi dell'istruzione di massa, l'Unesco ha dichiarato il Venezuela Paese libero dall'analfabetismo nel 2005, dell'assistenza sanitaria, attraverso il programma «Barrio Adentro» che ha permesso la costruzione di più di 13.000 centri medici di varie tipologie;
da alcuni anni, il Paese attraversa una crisi economica, sociale e politica causata dalla polarizzazione delle diverse posizioni, da un'eccessiva dipendenza dalle esportazioni petrolifere e da una diversa redistribuzione delle risorse;
da almeno due anni la crisi economica si è ulteriormente aggravata, raggiungendo livelli molto preoccupanti, crisi principalmente dovuta al crollo dei prezzi del petrolio, il fenomeno del mercato nero e, infine, alle azioni di vero e proprio boicottaggio delle grandi aziende distributrici, principale causa della carenza di beni di prima necessità;
la situazione è resa ancora più grave dalla corruzione endemica della pubblica amministrazione e da alcuni errori della classe dirigente bolivariana;
la proclamazione dello «stato di eccezione ed emergenza economica» attribuisce al Governo poteri straordinariamente estesi, nel tentativo di affrontare la crisi economica e la destabilizzazione, anche internazionale verso il Paese latino americano;
la situazione venezuelana è oggetto, a parere dei firmatari del presente atto, di indebita ingerenza da parte della comunità internazionale, a partire dall'Unione europea, dalle Nazioni unite, dall'Organizzazione degli Stati americani e dal G7. Particolarmente noto e criticabile il tentativo di applicare la «Carta democratica» da parte del Segretario dell'Organizzazione degli Stati Americani (Osa) Almagro e, da ultimo, il tentativo di Argentina, Brasile e Paraguay di estromettere il Venezuela dal Mercosur;
sotto l'impulso diretto dell'amministrazione Obama, l'America latina è stata il teatro di colpi di Stato tradizionali (Honduras) e nuove forme di golpe «morbidi» o istituzionali come Paraguay e Brasile;
nel febbraio del 2014, attraverso le famigerate «Guarimbas», il Venezuela ha conosciuto un forte periodo di instabilità. Gruppi estremisti e violenti della destra venezuelana hanno cercato, attraverso la cosiddetta «Salida», la caduta del governo di Maduro: 43 persone sono morte e quasi 800 sono stati i feriti;
in risposta a queste manifestazioni, il Governo ha incarcerato centinaia di persone accusate dalla giustizia venezuelana di essere responsabili di gravi fatti di sangue, interruzione di pubblici servizi, danneggiamenti e incendi di strutture pubbliche, omicidi mirati o veri e propri attentati terroristici;
in Venezuela vige un sistema presidenziale, non parlamentare. L'opposizione che controlla oggi il Parlamento, dopo le elezioni vinte nel dicembre del 2015, ha cercato, pur non avendone alcuna prerogativa costituzionale, di destituire il presidente Maduro in più occasioni. Tutte le volte, tuttavia, il Tribunale supremo del Paese ha giudicato non costituzionali questi tentativi;
con la supervisione dell’Unasur, Leonel Fernàndez, ex presidente della Repubblica dominicana, Martin Torrijos, ex presidente di Panama, e l'ex premier spagnolo Zapatero hanno iniziato la mediazione tra Governo e opposizione per risolvere l'attuale impasse istituzionale. Ai colloqui di pace si è inserita anche la Santa Sede;
la recente visita del presidente venezuelano Nicolas Maduro a Papa Francesco del 24 ottobre 2016, ha avviato una nuova fase di colloqui di pace, volti a favorire una mediazione tra Governo e opposizione e finalizzata al ripristino della pace sociale e della cooperazione tra le parti nell'interesse di tutto il popolo venezuelano;
il Ministro degli esteri del Venezuela, Delcy Rodriguez, con una nuova visita a Roma il 9 gennaio 2017 ha ringraziato il Pontefice della mediazione nel dialogo;
al contrario, l'opposizione ha annunciato di non voler sedere più al tavolo delle trattative, giocando di nuovo la carta di quello che il Tribunale supremo del Paese ha giudicato essere un golpe istituzionale, vale a dire la destituzione del presidente attraverso un voto dell'Assemblea nazionale;
come uno degli ultimi atti del suo mandato, il presidente americano Barack Obama ha rinnovato le sanzioni contro il Venezuela, giudicando, ad avviso dei firmatari del presente atto, in modo alquanto bizzarro, il Paese una «minaccia interna» per la sicurezza degli Stati Uniti;
le nuove basi militari degli Stati Uniti in Perù e i negoziati tra la Colombia e la Nato creano un clima di militarizzazione indebita nel continente;
il Venezuela è stato il Paese che dal 1998 a oggi più si è impegnato nel processo dell'integrazione regionale, in particolare attraverso la creazione dell'Alba, Unasur e Celac, integrazione che ha permesso al continente di conquistare spazi crescenti di indipendenza, sovranità e cooperazione;
la diplomazia del Paese è sempre stata al servizio della risoluzione dei conflitti nel mondo, in particolare e da ultimo per quel che riguarda Iraq, Libia e Siria;
il Venezuela presiede in questo momento il Movimento dei Paesi non allineati (MNOAL) che comprende 120 Paesi, oltre due terzi dei membri delle Nazioni Unite e più del 55 per cento della popolazione mondiale; in questo Paese vive una numerosa comunità di origine e di cittadinanza italiane, che vive un profondo sentimento di abbandono verso l'Italia;
dal maggio del 2014, Alitalia ha sospeso i voli Roma-Caracas, isolando di fatto i connazionali italiani che sono costretti a fare scalo in Spagna, aumentando considerevolmente i tempi e i costi di spostamento per raggiungere il nostro Paese;
l'Inps ha penalizzato i pensionati italiani in Venezuela, attraverso il versamento delle pensioni con un cambio sfavorevole; le imprese italiane che vi operano soffrono fortemente la situazione di crisi economica e di tensione politica, anche in relazione a una posizione creditizia complessiva ormai insostenibile (stimata attualmente in circa 3 miliardi di dollari),

impegna il Governo:

a facilitare la mediazione di pace in corso in Venezuela e che vede nella Santa Sede il principale protagonista;
a condannare, con forza, ogni forma di violenza e di indebita ingerenza negli affari interni del Paese e i tentativi di violazione dell'ordine costituzionale del medesimo;
a intraprendere con il Governo venezuelano un percorso di dialogo serio affinché venga tutelata la sicurezza dei cittadini italo-venezuelani, si ripristinino i voli da e verso Caracas da parte delle compagnie aeree e si sostengano i legittimi interessi delle imprese italiane che vantano crediti nel Paese;
ad assumere iniziative nei confronti dell'alleato statunitense affinché vengano rimosse le inique sanzioni che colpiscono il Paese.
(7-01168) «Manlio Di Stefano, Di Battista, Scagliusi, Spadoni, Grande, Del Grosso».

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