ANNO XIV Agosto 2020.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 03 Settembre 2016 16:10

Riformulazione costituzionale 1.5

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Sia chiaro, io sono contro questa proposta Renzi-Boschi, non perché sia una riforma che sconvolge l'esistenza umana e spaventa i conservatori italiani contro e contrari al modernismo marinettiano, giustificazione di ogni obbrobrio politico.

Sono contro la proposta Renzi-Boschi, perché non è una riforma, è una riformulazione, una restaurazione e, per molti versi, una estremizzazione dei deficit democratici che ci hanno accompagnato dal 1948 ad oggi, ed anche da prima.


Secondo Giuliano Amato, in un bellissimo libro sulle ISTITUZIONI DEMOCRATICHE ITALIANE, pubblicato da Il Mulino circa 1 anno fa, il potere discrezionale e incontrollato dei partiti politici nasce in epoca fascista (con il Partito Unico) e ce lo siamo portati come linea di continuità nella semi-democrazia della Repubblica Italiana dal 1948 ad oggi. Oggi, secondo me, con la riproposizione (con il combinato disposto legge elettorale Riformulazione Costituzionale) del partito a supremazia imposta (dal premio di maggioranza) e a egemonia controllata (con la nomina dei deputati) di democristiana memoria, si torna decisamente indietro, verso un partito dominante, che nei 4 anni precedenti può (anche controllando i sistemi di comunicazione e il comportamento parlamentare delle opposizioni ex nuovo art.64) costruirsi un vantaggio elettorale permanente. A riedizione della comunicazione democristiana di Bernabei e del potere elettorale bloccato dalle correnti in lotta.
Dunque, se c'è un atto, direi meglio una azione, decisamente conservatore (paradossalmente senza essere conservativa) è questa proposta di Riformulazione Costituzionale.
Anche nella dizione del testo scritto, non solo nel linguaggio, ma proprio nella sua articolazione logica è così. La proposta di Riformulazione Costituzionale è scritta come se fosse una legge ordinaria.
Naturalmente tutte le costituzioni rigide regolamentano molti passaggi, anche troppi, ma sempre nell'ambito della spiegazione e nella possibilità di adempimento dei principi generali.


La Riformulazione Renzi-Boschi, invece, specie nella seconda parte del testo, articola le espressioni come se dovesse regolamentare, più che i prìincipi e i diritti, i comportamenti tra istituzioni e soggetti. Ma regolamentazione dei comportamenti è in genere affidata ad una legge ordinaria. Alla Costituzione è normalmente è attribuito l'indirizzo generale sui grandi valori di ispirazione della Repubblica ed, eventualmente, della democrazia.
In questo caso non è così.
Non lo era nemmeno nel 1948, di fronte alla esigenza di mantenere un equilibrio tra forze politiche contrapposte ed allora addirittura opposte. Per fornire una reciproca garanzia, si è prodotto un testo eccessivamente regolativo e regolamentativo, necessario agli equilibri politici opportuni dettati da partiti potenti e totalmente fuori controllo, discrezionali.
In questo caso perché la Riformulazione Costituzionale continua su questi toni?
Non c'è più una esigenza di equilibrio.
C'è una esigenza di controllo.
Un tentativo di imbrigliare (e per qualche articolo come l'art.64 di imbrogliare) le spinte autonome e destabilizzanti delle assemblee sul governo.
Senza riuscire in realtà: chi vieterà a 40 parlamentari di destabilizzare e far cambiare campo determinando la caduta di un governo ed eventualmente la elezione di un altro dopo 2 mesi dalla sua elezione? chi eviterà che un gruppo minoritario di potere faccia pressione sul governo minacciandone la caduta come è avvenuto per il tentativo di elezione di Prodi alla Presidenza della Repubblica, la caduta del Governo Letta e mille altre volte nella storia politica e costituzionale italiana? Il premio di maggioranza? I deputati nominati che per il partito di maggioranza relativa (e di minoranza elettiva) sono una minoranza rispetto ai deputati eletti? Che cosa? la forza del Premier che controlla il partito?. E se il Premier perde la maggioranza nel partito? che succede? cade pure il Governo? o c'è un partito privato, sempre incontrollato, che è più forte di una Istituzione Pubblica? E in quanto Premier, è ancora o no un surrogato di un Partito, sia se assembli o non assembli il duplice ruolo?
Ma non era così anche prima?
Non è sempre stato così?
Che cambia con questa Riformulazione Costituzionale rispetto alla sostanza del deficit di democrazia italiana?
QUALCUNO, VI PREGO, RISPONDA!!!!!!!!!!!!!!!!
Niente di niente.
Sia che vinca il Si (come è per me probabile) sia che vinca il NO (come è per me auspicabile), non cambierà niente di niente nella sostanza democratica italiana.
E i tifosi del SI senza ragioni e spesso senza ragionamenti, continueranno a sostenere (senza rispondere mai sui problemi concreti) che se vinceranno loro entreremo tutti nel paradiso della modernità globale,
Quando avranno vinto, vedremo.

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