ANNO XII  Novembre 2018.  Direttore Umberto Calabrese

Sabato, 15 Settembre 2018 11:58

Per Renzi c'è un partito che organizza l'odio e la cultura del manganello sui social

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Quello che avviene in rete sarebbe frutto di strategie pianificate dal Movimento 5 stelle, che per l'ex premier sarebbe colpevole degli attacchi social a Mattarella. L'intervista a La Stampa

"Nell'attacco web a Mattarella" del maggio scorso "la responsabilità politica è del M5S": a sostenerlo è l'ex segretario del Pd Matteo Renzi in un'intervista a La Stampa.

"C'è in giro in Italia una cultura del manganello online e dell'odio che è stata ingegnerizzata, organizzata, e la responsabilità politica è chiara, dei 5 stelle e della Lega", ha affermato. 

"Intanto va detto che tutto questo odio è stato costruito. Ricordo quando Obama mi disse che una delle cose più belle di John McCain era stato come lo aveva riconosciuto vincitore, con fair play e dignità. Ecco, tutto questo è stato distrutto. E anche Macron viene infangato da propagande coordinate".

"Nell'operazione contro Sergio Mattarella", ha detto l'ex premier alludendo all'offensiva notturna che si scatenò contro il Capo dello Stato, "i troll che hanno minacciato e insultato online il presidente della Repubblica non li hanno fatti i russi, sono stati fatti in Italia". "C'è un'indagine in corso, e sulle responsabilità giudiziarie bisogna rispettare il magistrato", ha aggiunto, "ma la responsabilità politica è del M5s" che ne richiese l'impeachment mentre "contemporaneamente decollavano alcuni hashtag con tweet violenti e pericolosissimi".

Renzi non ha escluso la nascita di un fronte comune contro i nazionalpopulisti, con Pse, Macron, Alde e verdi: "Non penso possa proporlo un ex premier italiano", ha spiegato, "io vorrei dentro anche Tsipras, un fronte da Macron a Tsipras. Se ci sarà un candidato socialista, vorrei uno capace di dialogare con tutti, uno come Frans Timmermans, di cui abbiamo parlato anche con Minniti di recente, sarebbe un ottimo candidato". (agi)

Per l'ex segretario del Pd:

"il consenso del governo non durerà, ma la crisi non la fanno, state certi. Hanno i modi di occupazione delle poltrone del pentapartito, senza averne però la statura politica. Guardiamo i dati, dopo sei mesi quali sono le certezze? Che la produzione industriale scende, lo spread sale, Draghi ci avverte che le parole del governo hanno fatto danni, avremo 8 miliardi in piu' da pagare (sei per interessi sugli spread, due derivanti da mancata crescita). Ma loro resteranno attaccati alle poltrone".

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