ANNO XIII Dicembre 2019.  Direttore Umberto Calabrese

Al via nell'Aula del Senato alla discussione sulle sei mozioni sulla Tav. L'ordine dei lavori prevede che si proceda alle illustrazioni di ciascuna mozione, per poi proseguire con le dichiarazioni di voto e infine con le votazioni che dovrebbero arrivare intorno all'ora di pranzo.

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Sulla Tav "noi voteremo la nostra mozione convintamente, è un regalo da 2,2 miliardi a Macron, sappiamo che il Pd voterà 'sì' con la sua mozione e vediamo cosa succederà in Senato domani". Così il vicepremier Luigi Di Maio aggiungendo che "se leggete la mozione, è un atto di impegno al Parlamento che è l'unico che può fermarlo, Conte ha detto che il governo non può farlo, il Parlamento sì. Una mozione che impegna il Parlamento non vedo cosa c'entri con il governo".

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Dopo l’ambigua politica europea il cui moto assai ondivago, partito da posizioni euroscettiche, si è palesato con la richiesta di adesione al gruppo “filoeuropeista” ALDE (in cui non sono stati accettati, incassando una gran figuraccia!) ed ora con l’appoggio all’elezione della “ultras” europeista Ursula Von Der Leyen…

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Scontri Torino, Paoloni (Sap): «Nessun fine giustifica la violenza». «Torino è stata per l'ennesima volta teatro di violenze ai danni delle forze dell'ordine.

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Martedì, 12 Marzo 2019 09:46

Sulla Tav per ora vince Salvini

Le posizioni nella maggioranza restano distanti. Dal M5s si chiede più coraggio e non mancano ancora gli interrogativi sulla partita che, per il nostro Paese, si vorrebbe posticipata a dopo le elezioni europee

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Giuseppe Conte annuncia di voler incontrare Juncker e Macron per sondare fino in fondo la possibilità di una profonda revisione dell'opera, anche per prendere tempo. Salvini: "Per fermare i bandi occorre come minimo un atto del Consiglio dei ministri. Ma, come detto, i ministri della Lega un no ai bandi non lo potrebbe votare"

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Lunedì scadono i bandi. Come uscire dallo stallo? A proporre una via d'uscita è il leghista Armando Siri. E riguarda una clausola prevista dal diritto francese

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Conte nega che l'esecutivo rischi sulla Tav, pur ammettendo lo "stallo" dovuto alle distanze che permangono tra Lega e M5s. Il Cav si dice pronto a sostenere un governo guidato dal leader leghista e giura che tra i pentastellati si troverebbero abbastanza "responsabili" per costruire una maggioranza alternativa

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Conte ha negato la possibilità di una crisi di governo sulla Tav ma il ministro dell'Interno si è detto pronto ad andare "fino in fondo". Per il leader M5s è un "comportamento irresponsabile".

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A firmare la ricerca commissionata da Bruxelles (scaricabile qui) c'è anche la Trt Trasporti e Territorio, la società di consulenza di Marco Guido Ponti, il capo del team che ha redatto, per conto del ministero dei Trasporti, l'analisi costi-benefici che boccia l'infrastruttura. A scovarla il Tg La7 

Published in Economia & Finanza

Le Vignette di Paolo Piccione

…questo non è amore 2018”… e Pinocchio

 

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