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2012: Odissea sulla Terra

Il nostro pianeta si fermerà per 72 ore

lunedì 13 agosto 2007 di Emanuel Belardinelli


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Un antica profezia Maya, l’aveva previsto 2012

I Maya, in base alle proprie cognizioni astronomiche, avevano stabilito che il mondo il 21 DICEMBRE 2012 sarebbe stato soggetto a grandi mutamenti sismici, che provocherebbero ripercussioni esistenziali sul nostro pianeta. Loro avevano calcolato che per quella data ci sarebbe stato un allineamento tra il Sole e il centro della Via Lattea.

Oggi gli astronomi, dotati certamente di mezzi tecnologicamente più avanzati, hanno scoperto che il centro della Via Lattea ospita un immenso buco nero capace di ingoiare stelle.

In alcuni disegni Maya il buco nero è chiaramente raffigurato al centro della nostra galassia. Nessuno sà come potessero essere a conoscenza di ciò.
Il 21 dicembre 2012, secondo questa credenza, il nostro mondo dovrebbe fermarsi per 72 ore per poi ricominciare a ruotare in senso inverso.

Si, proprio così. La rotazione della nostra Terra sul proprio asse subirà quindi una fermata che durerà 72 ore, per poi riprendere a ruotare in senso inverso, con la conseguente inversione dei poli magnetici.
Pare che il fenomeno legato al 2012 sia del tutto naturale per il nostro pianeta e che, stando al calendario Maya basato sulla "precessione degli equinozi", si manifesti con regolarità ogni 12.960 anni.
E anche se a tutto oggi ci viene taciuto, sembrerebbe noto anche alla scienza ufficiale che sfrutterebbe, tra i numerosi metodi di datazione, proprio l’inversione magnetica terrestre.

Si prevede che le conseguenze più importanti nei due/tre anni che precederanno e seguiranno l’anno 2012, saranno soprattutto di carattere meteorologico e sismico.
Per via dell’anomalo riscaldamento e raffreddamento della crosta terrestre, dovuto ai giorni e alle notti più lunghe, il clima subirà un
temporaneo stravolgimento a causa del quale potremo avere piogge e venti di grande entità (cosa che in piccola parte si sta già verificando).

I mari e gli oceani potrebbero straripare dai loro attuali confini in conseguenza alla repentina frenata della rotazione e all’assestamento della crosta terrestre, cosa quest’ultima che darà origine inoltre a eventi tellurici di grandi proporzioni. Per il genere umano sarà un duro colpo.

La civiltà Maya, che prosperò circa 1500 anni fa nell’America Centrale, raggiunse traguardi scientifici notevoli. Loro non avevano un punto di riferimento da quale partire per contare gli anni, e allora risolsero il problema utilizzando stelle e pianeti.
Il risultato fu il "Grande Conto", basato sui movimenti del pianeta Venere.
Loro divisero il tempo in una serie di cicli che cominciavano dalla nascita di Venere.
Ogni ciclo durava 1 milione e 872 000 giorni.
Il ciclo che ora stiamo vivendo ha avuto inizio il 13 agosto dell’anno 3114 prima di Cristo e finirà il 22 dicembre 2012 dopo Cristo.
Attenzione, come abbiamo precisato non ci indica quella data come termine del mondo, ci indica invece il punto di conclusione di un anno galattico.

Ricordo che I Maya hanno scoperto che come la Terra gira intorno al Sole, tutto il sistema solare nel quale la Terra si trova, gira anch’esso intorno alla galassia; così il giro completo del sistema solare intorno alla galassia che dura 25625 anni, chiamato "anno galattico", terminerà
Sabato 22 dicembre 2012.

La profezia ci dice che vi saranno dei grandi cambiamenti:

"...Un terremoto farebbe tremare il globo intero. Aria e acqua si muoverebbero di continuo per inerzia, la Terra sarebbe spazzata da uragani e i mari investirebbero i continenti... La temperatura diverrebbe torrida e le rocce verrebbero liquefatte, i vulcani erutterebbero, la lava scorrerebbe dalle fratture nel terreno squarciato, ricoprendo vaste zone. Dalle pianure spunterebbero montagne, che continuerebbero a salire sovrapponendosi alle pendici di altre montagne e causando faglie e spaccature immani. I laghi sarebbero inclinati e svuotati, i fiumi cambierebbero il loro corso, grandi estensioni di terreno verrebbero sommerse dal mare con tutti i loro abitanti. Le foreste sarebbero divorate dalle fiamme e gli uragani e i venti impetuosi le strapperebbero dal terreno... Il mare, abbandonato dalle acque, si tramuterebbe in un deserto. E se lo spostamento dell’asse fosse accompagnato da un cambiamento nella velocità di rotazione, le acque degli oceani equatoriali si ritirerebbero verso i poli e alte maree e uragani spazzerebbero la Terra da un polo all’altro... Lo spostamento dell’asse cambierebbe il clima in ogni luogo".

Ma il mondo dopo questa data continuerà ad esistere e a vivere.


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