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Antibes (Francia) / Lavatrice condivisa: dal “parco tecnologico” un messaggio per realizzare economie in tempo di crisi

domenica 17 giugno 2012 di Domenico Esposito


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ANTIBES (Francia) – Dal parco tecnologico francese “Sophia Antipolis”, è stato lanciato un nuovo messaggio che può far realizzare economie… condominiali. La brillante soluzione è firmata da quattro studenti francesi della “Skema Business School di Sophia-Antipolis”, incastonata tra le città di Nizza e di Cannes. Scuola molto quotata, in quanto prepara i giovani a muoversi nel mondo dell’informatica, dell’elettronica, delle telecomunicazioni, delle biotecnologie e della farmacologia.

Di fatto, i quattro inventori in erba, preoccupati di escogitare qualche soluzione collegata al risparmio energetico in tempo di crisi, hanno messo a punto l’operazione “lavatrice condivisa”. Soluzione praticabile senza troppi intoppi nell’ambito del condominio ed allargabile – nel caso di “pause” nell’utilizzazione – al circondario. Nulla vieta di ritenere che possa funzionare anche in Italia. Si tratta di assicurarsi l’adesione di tutti i condòmini. Quindi va individuato un locale da adibire a lavanderia. Va stabilita la turnazione nell’utilizzo e una volta acquistata la lavatrice, l’iniziativa può dirsi avviata al successo.

E’ appena il caso di sottolineare che gli utilizzatori dovranno contribuire a tutte le spese di manutenzione, come pure di consumo dell’energia.
Il progetto degli studenti francesi è sviluppato con alcune varianti, in quanto anzitutto hanno dato per scontato il possesso nelle famiglie francesi del computer. In conseguenza, è stato attivato un sito con il nome di La machine du voisin (La lavatrice del vicino) attraverso il quale chiunque intenda condividere la propria lavatrice segnala la personale disponibilità e dà le opportune indicazioni: modello, classe di efficienza energetica, capacità di carico, programmi disponibili, etc), oltre al calendario delle disponibilità del suo proprietario. In questo modo, è più semplice individuare l’utente che faccia al caso.

A differenza della soluzione condominiale di cui si è detto, il progetto francese – descritto nei particolari da Silvana Santo – attua il principio del “noleggio”, con un costo che varia dai 2 ai 6 euro per ciascun lavaggio, ma alcuni utenti offrono dei servizi aggiuntivi, come un caffè per ingannare l’attesa o l’asciugatura del bucato. Il servizio, a quanto pare, sta riscuotendo un certo successo tra coloro (studenti fuori sede, lavoratori in trasferta, etc) che non hanno la lavatrice in casa e preferiscono affidarsi alla “machine du voisin“, con grande soddisfazione anche dei proprietari degli elettrodomestici, che possono utilizzare in modo più efficiente l’apparecchiatura.

La “lavatrice del vicino” – secondo le previsioni degli stessi studenti – è destinata, in Francia, a scalzare le lavanderie a gettone e perfino il modello italiano della lavatrice condominiale. E pur non avendolo ammesso apertamente, sembra che l’ispirazione l’abbiano tratta dall’adesione riscossa ovunque dal “car pooling”. Argomento affrontato dalla testata nell’edizione del 15 agosto 2011, con la nota intitolata “Roma - A ferragosto si eviti l’autostop e si preferisca il carpooling”. Rileggiamo l’introduzione, dopo averla epurata del preambolo, per ricordare che “il significato è racchiuso in due parole: auto condivisa.

Risultato: meno auto in circolazione. Meno occasioni per tutti gli automobilisti di commettere infrazioni. Meno incidenti su strade ed autostrade. Il sistema, sebbene stenti a fare presa in Italia, rispetto agli altri Paesi europei, è stato rilanciato, in previsione dell’annuale esodo, dall’ Associazione sostenitori amici polizia stradale. Con una variante e con l’esortazione: a Ferragosto si eviti l’autostop e si preferisca il carpooling. Giusto per viaggiare in compagnia di conoscenti e non di estranei come accade agli autostoppisti, per annullare il rischio di inattesi epiloghi, per rispettare l’ambiente, per ridurre il traffico e per risparmiare. Infatti, la variante all’altra abitudine, consiste nella partecipazione alle spese di viaggio. E sembra che la sfida sia stata raccolta, in quanto sono state annunciate dal tam-tam della rete molti accordi di carpooling. L’Asaps ha lasciato intendere che l’esperienza ferragostana costituisce il banco di prova, anche se si è ancora agli albori. Da rilevare il ritardo rispetto ad altri Paesi. Gap superabile.

Soprattutto in considerazione del fatto che le esperienze positive conseguite all’estero sono incoraggianti. Tanto che l’Asaps ritiene giunto il momento per le amministrazioni pubbliche e le aziende di sfruttare sempre di più il carpooling come ‘mezzo di trasporto’ in grado di ridurre molti problemi legati alla mobilità senza necessità di investimenti”.

Il passo trascritto offre al lettore attento alcuni punti di confronto e di convergenza… comportamentale. La “condivisione”, in testa, di strumenti di quotidiano utilizzo da parte della generalità degli individui. Ed è il motivo per il quale la lavatrice condivisa va posta sullo stesso livello dell’auto condivisa. Entrambe le soluzioni, se non altro, possono sfatare il pregiudizio dell’italiano egoista e geloso di quanto gli appartiene, elettrodomestico oppure auto.
“Riempire le auto per svuotare le strade”, “usare la lavatrice del vicino per ridurne l’inattività”: due messaggi, unico scopo con risvolti ecologici.


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