Agorà Magazine

Consumatori sempre più sfiduciati, secondo l’Istat, modificano opinioni, comportamenti, umori

giovedì 26 aprile 2012 di Domenico Esposito


Lettori unici di questo articolo: 339

ROMA – Si pensi bene o si pensi male. Ma si rifletta. Soprattutto sulla serietà e sulla competenza dei ricercatori dell’Istituto di Statistica. Poi, sarà gioco forza accettare qualsiasi risultato delle attente rilevazioni. Come a proposito dell’analisi dedicata agli umori dei consumatori. Il risultato è stato presentato con accenti abbastanza preoccupanti: la fiducia è scemata. E non di pochi punti. Dal 96,3, nel corrente mese di aprile è dell’89,0 per cento.

L’Istituto ha fatto di più. Ha dato uno sguardo retrospettivo e si è reso conto che l’indice è il più basso, a far data dal 1996. Inoltre, sempre l’Istat ha sottolineato che proprio in quell’anno mise sotto i riflettori per la prima volta la “fiducia”. Che non è riferita ad un particolare settore merceologico. Riguarda – infatti – il “sistema Italia”, cioè la globalità dell’andamento economico generale e rispetto al precedente indice, manifesta il calo di oltre 12 punti, per cui si attesta su 72,1 punti percentuali, rispetto agli 85,4 precedenti.

Ancora una considerazione è stata fatta dai rilevatori: la sfiducia verso la propria condizione personale nel nord-ovest registra 90,5 (era 96,4); nel nord-est 88,8 (da 98,4); al centro 91,5 (era 95,0) ; nel Mezzogiorno 86,5 (era 96,2).

Dati significativi che pongono l’accento anche da un’altra angolazione: il pessimismo. In realtà, gli italiani, considerato il clima di sfiducia crescente, guardano al futuro con parecchia apprensione e ne intuiscono le tante incertezze. Cosa pensare altrimenti: dieci punti in meno, da 86,3 a 76,6, sono tanti. Tendenza, altresì, confermata dal calo a 96,7, da 102,6, della fiducia in merito alla situazione attraversata nel momento storico esaminato, cioè l’attuale. Il quadro subisce un altro scossone a proposito di opinioni ed attese. Infatti il grado di negatività è presto segnalato: le aspettative sull’andamento generale dell’economia italiana passano da -45 a -69, con particolare apprensione circa l’aumento della disoccupazione. Manco a parlare della famiglia, giacché sia le opinioni e sia le previsioni riferite alla situazione economica segnalano l’aumento del segno negativo: da -54 a -63 e da -25 a -39); i consumatori credono di non essere più in condizione di risparmiare e calano anche i giudizi sulla convenienza all’acquisto di beni durevoli (da -84 a -100).
Sono state rilevate anche gli orientamenti alla crescita. Tuttavia è bene non farsi illusioni. E’ l’evoluzione dei prezzi al consumo a crescere. E’ insomma quasi un’altalena pericolosa.

Le Associazioni dei consumatori – senza mezzi termini - denunciano la grave situazione in cui le famiglie italiane si trovano, con un potere d’acquisto ai minimi storici, costrette a far fronte a prezzi sempre più cari e ad una tassazione sempre più elevata. Secondo Rosario Trefiletti e Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, considerando “i beni di largo consumo, i prezzi dei carburanti, l’IMU, l’aumento delle addizionali regionali e comunali, per non parlare dell’ulteriore aumento dell’IVA da settembre, la stangata complessiva sarà di oltre 2.467 euro annui a famiglia“.

“Tutto ciò non farà altro che incrementare il già drammatico crollo dei consumi, con gravi conseguenze sull’intera economia – avvertono i due presidenti -. In un momento così delicato è indispensabile intervenire avviando una nuova fase di sviluppo: investimenti per la ricerca e l’innovazione, eliminazione degli sprechi, e una lotta determinata all’evasione fiscale devono essere i primi passi”. “Ma da sole queste operazioni non bastano: è necessario agire anche per il recupero del potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso, avviando maggiori controlli sulle speculazioni ed annullando qualsiasi ipotesi di nuovo aumento della tassazione, a partire da quello dell’IVA previsto per settembre”.
Trefiletti e Lannutti invitano il Governo a prendere atto della situazione, con azioni concrete.

Del menù traccia un quadro abbastanza incerto la Confederazione italiana agricoltori. Secondo cui “non solo crolla a picco la fiducia dei consumatori, ma anche la tavola - complice soprattutto il ‘caro-benzina’ - subisce gli effetti di una situazione sempre più difficile per il nostro Paese”. I dati forniti dalla Cia indicano il taglio della spesa alimentare da parte di 4 famiglie su dieci. Inoltre: il 60 per cento delle famiglie ha già cambiato il menù ed il 35 per cento si è rivolto ai prodotti di qualità inferiore in vendita negli hard discount, oppure si rifornisce esclusivamente di promozioni commerciali. Le prime cose che si tagliano dalla tavola sono – rileva la Cia – frutta e verdura: nell’ultimo anno il 41,4% delle famiglie italiane ne ha ridotto gli acquisti, mentre il 37% ha tagliato gli acquisti di pane e il 38,5% quelli di carne bovina. Al Nord il 32% delle famiglie ha limitato gli acquisti, al Centro la percentuale sale al 37% (il 46% ha ridotto gli acquisti di pesce, il 35 per cento la carne bovina), mentre nelle regioni del Sud si arriva al 49%. Nel 2011 i consumi di cibo e bevande – ricorda la Cia – sono diminuiti del 2%. “Una situazione che non sembra destinata a cambiare, visto che le difficoltà economiche delle famiglie restano forti e che il clima di fiducia è sempre più basso”.


Home | Contatti | Mappa del sito | Area riservata | Statistiche delle visite | visite: 16779156

Registrato al Tribunale di Roma n° 358/2007 del 27 luglio 07 Edito da Ass.ne Spazio Agorà CF/IVA 97467680589
Diretto da: Umberto Calabrese
Webmaster and Powered by: ArteCA
web marketing

     RSS it RSSConsumatori RSSAttualità   ?

Creative Commons License

bodrum escort sex story storys find bolu fucking girl escort bayan escort bayan escort bayan escort bayan porn eskort escort bayan escort bayan escort bayan porn eskort escort bayan escort bayan escort bayan escort bayan escort bayan escort bayan porn eskort escort bayan escort bayan escort bayan escort bayan escort diyarbakır escort diyarbakır