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Divinazione: Memoria biblica e sarcasmo

lunedì 18 giugno 2012 di Carlo Forin


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Richiamo Il tema: memoria e sarcasmo che agoramagazine conserva dal 3 giugno [1] per affrontare Memoria biblica e sarcasmo, proposta in chiesa nella prima lettura della Messa di oggi [2] e letta dal pulpito da me 1 Re, 18 20-40 per commentare.

Il contesto ecologico sta nella siccità scatenata dal profeta Elia profeta contro le azioni sacrileghe del re Acab (874-855 a.C.).

Acab figlio di Omri divenne re di Israele nell’anno trentottesimo di Asa re di Giuda. Acab figlio di Omri regnò su Israele in Samaria ventidue anni. Acab figlio di Omri fece ciò che è male agli occhi del Signore, peggio di tutti i suoi predecessori. Non gli bastò imitare il peccato di Geroboamo figlio di Nebàt; ma prese anche in moglie Gezabele figlia di Et-Baal, re di quelli di Sidone, e si mise a servire Baal e a prostrarsi davanti a lui. Eresse un altare a Baal nel tempio di Baal, che egli aveva costruito in Samaria. Acab eresse anche un palo sacro e compì ancora altre cose irritando il Signore Dio di Israele, più di tutti i re di Israele suoi predecessori.

Nei suoi giorni Chiel di Betel ricostruì Gerico; gettò le fondamenta sopra Abiram suo primogenito e ne innalzò le mura sopra Segub suo ultimogenito [la nota chiarisce che ciò significa che sacrificò i figli alla fondazione delle città secondo l’uso fenicio], secondo la parola pronunziata dal Signore per mezzo di Giosuè, figlio di Nun [da cui il dubbio nella nota precedente]. 1 Re, 16 29-34

Elia, il Tisbita, uno degli abitanti di Gàlaad, disse ad Acab: - Per la vita del Signore, Dio di Israele, alla cui presenza io sto, in questi anni non ci sarà né rugiada né pioggia, se non quando lo dirò io -.

Dunque, Elia pronuncia un’interruzione TAR tra il Cielo AN e la vita in terra ISH, un’interruzione di rugiada, ros in latino – Rosh haShana [3] è il capodanno religioso ebraico, e di pioggia, imber ne è un nome latino della pioggia – IM è “vento-pioggia [4] BER/BIR “frantumazione [5] -.

Acab convocò tutti gli Israeliti e radunò i profeti sul monte Carmelo. Elia si accostò a tutto il popolo e disse: - Fino a quando zoppicherete con i due piedi? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece lo è Baal, seguite lui!-. Il popolo non gli rispose nulla. Elia aggiunse al popolo: - Sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. Dateci due giovenchi; essi ne scelgano uno, lo squartino [rds] e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l’altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Voi invocherete il nome del vostro dio e io invocherò quello del Signore. La divinità che risponderà concedendo il fuoco è Dio! -. Tutto il popolo rispose: - La proposta è buona! -.

Elia disse ai profeti di Baal: - Sceglietevi il giovenco e cominciate voi perché siete più numerosi. Invocate il nome del vostro dio, ma senza applicare il fuoco-. Quelli presero il giovenco, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: - Baal, rispondici!-. Ma non si sentiva un alito, né una risposta. Quelli continuavano a saltare intorno all’altare che avevano eretto. Essendo già mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: - Gridate a voce più alta, perché egli è un dio! Forse è sovrappensiero, oppure indaffarato o in viaggio; caso mai fosse addormentato, si sveglierà-. Gridarono a voce più forte e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue. Passato il mezzogiorno, quelli ancora agivano da invasati ed era venuto il momento in cui si sogliono offrire sacrifici, ma non si sentiva alcuna voce né una risposta né un segno di attenzione.

Elia disse a tutto il popolo: - Avvicinatevi!-. Tutti si avvicinarono. Si sistemò di nuovo l’altare del discendenti di Giacobbe, al quale il Signore aveva detto: - Israele sarà il tuo nome -. Con le pietre eresse un altare al Signore; scavò intorno un canaletto, capace di contenere due misure di seme. Dispose la legna, squartò il giovenco il giovenco e lo pose sulla legna. Quindi disse: - Riempite quattro brocche d’acqua e versatele sull’olocausto e sulla legna! -. Ed essi lo fecero. Egli disse: - Fatelo di nuovo! -. Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: - Per la terza volta! -. Lo fecero per la terza volta. L’acqua scorreva intorno all’altare; anche il canaletto si riempì d’acqua. Al momento dell’offerta si avvicinò il profeta Elia e disse: - Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, oggi si sappia che tu sei il Dio di Israele e che io sono il tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per tuo comando. Rispondimi, Signore, rispondi e questo popolo sappia che tu sei il Signore Dio e che converti il loro cuore! -. Cadde il fuoco del Signore e consumò l’olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l’acqua del canaletto. A tal vista, tutti si prostrarono a terra ed esclamarono: - Il Signore è Dio! -. Elia disse loro: - Afferrate i profeti di Baal; non ne scappi uno! -. Li afferrarono. Elia li fece scendere nel torrente Kison, ove li scannò.

41 Elia disse ad Acab: - Su, mangia e bevi, perché sento un rumore di pioggia torrenziale -. Acab andò a mangiare e a bere. Elia si recò alla cima del Carmelo; gettandosi a terra, pose la faccia tra le proprie ginocchia. Quindi disse al suo ragazzo: - Vieni qui e guarda verso il mare -. Quegli andò, guardò e disse: - Non c’è nulla! -. Elia disse: - Tornaci ancora per sette volte -. La settima volta riferì: - Ecco, una nuvoletta, come una mano d’uomo, sale dal mare -. Elia gli disse: - Va a dire ad Acab: attacca i cavalli al carro e scendi perché non ti sorprenda la pioggia! -. Subito il cielo si oscurò per le nubi e per il vento; la pioggia cadde a dirotto. Acab montò sul carro e se ne andò a Izreèl [antica seconda capitale di Israele –precisa la nota nds]. La mano del Signore fu sopra Elia che, cintosi i fianchi, corse davanti ad Acab finchè giunse a Izreèl 46.

Qui sospendo, per rispetto del testo biblico, dopo aver notato “la mano del Signore sopra Elia” giunta con una nuvoletta dal mare espressa come “mano SU del cammino ER del ME” – SU MER - che osserveremo la prossima volta.

[1] http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article27998

[2] 13.06.12.

[3] Rosh haShana (in ebraico ראש השנה, letteralmente capo dell’anno) è il capodanno religioso, uno dei tre previsti nel calendario ebraico.

Rosh haShana è il capodanno cui fanno riferimento i contratti legali, per la cura degli animali e per il popolo ebraico. La Mishnah indica in questo capodanno quello in base al quale calcolare la progressione degli anni e quindi anche per il calcolo dell’anno sabbatico e del giubileo.

[4] John Alan Halloran, Sumerian Lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 124.

[5] John Alan Halloran, Sumerian Lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006:


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