Agorà Magazine

I Lavoratori e la Crisi, Fiom e Cgil scendono in piazza

OGGI A S.GIOVANNI L’ENNESIMO APPELLO DEI LAVORATORI AL GOVERNO

venerdì 13 febbraio 2009 di Renato Scattarella


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Dopo la prima ondata di licenziamenti e le previsioni nere per il 2009 tornano a scendere in piazza le sigle sindacali di metalmeccanici e pubblico impiego che chiedono al Governo di sostenere i lavoratori in questa fase drammatica.

La crisi mondiale sta producendo il collasso del sistema produttivo e in Italia la strategia “attendista” del governo non sta fornendo soluzioni credibili.

I lavoratori vedono nella crisi non solo il dramma del licenziamento e della disoccupazione ma anche lo scivolamento pericoloso verso una società caratterizzata da una distribuzione ineguale della ricchezza, dall’aumento delle disuguaglianze, dal blocco della mobilità sociale, dalla mancanza di sicurezza e dalla precarizzazione selvaggia del lavoro.

Secondo i sindacati il centro-destra non solo non sta operando per arginare la crisi ma continua nell’indebolimento dei diritti di lavoratori e nella demolizione del Welfare State.

La soluzione al dramma che sta vivendo il nostro sistema produttivo deve risiedere in politiche che garantiscano maggiore equità ed un rapporto di reciproca collaborazione tra imprese e lavoratori:

Sostegno alle imprese che stabilizzano, diminuzione del prelievo fiscale sui redditi da lavoro dipendente, minore proliferazione di modelli contrattuali che hanno come unico scopo la gestione disinvolta di retribuzioni e salari e la fine dell’autonomia della contrattazione generale, va estesa e incrementata la rete degli ammortizzatori sociali al fine di tutelare tutti i lavoratori non distinguendo fra “tipici” e “atipici” visto che “l’atipicità” starebbe diventando la norma.

Senza questa visione d’insieme, suggeriscono i rappresentanti dei lavoratori, non si può pensare di risolvere la crisi.

L’Italia è l’unica in Europa che non ha cambiato le politiche messe in atto in estate, prima della crisi, con il risultato che non sono state adoperate iniziative a sostegno dei redditi e quindi sarà sempre più difficile e problematico il rilancio dei consumi e della produzione.

Se non si parte dai redditi da lavoro non ci si può aspettare una salita dei consumi, questa è la richiesta che viene fatta al governo centrale. Ma l’esecutivo sembra aver cominciato dalla fine e cioè dai consumi, con incentivi vecchia maniera che rischiano di essere fallimentari se non accompagnati da politiche serie sui redditi.

Anche le supposte e sbandierate politiche di contenimento del deficit, che giustificherebbero lo scarso impegno del Governo, hanno prodotto in otto mesi il raddoppio del rapporto deficit/PIL, grazie soprattutto all’ingente esborso in favore del sistema bancario, principale responsabile dell’attuale crisi.

Lo sciopero generale interesserà le categorie per l’intera giornata o turno di lavoro di Venerdì 13 febbraio 2009, mentre fuori dalle fabbriche continua la protesta dei cassintegrati.


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