Agorà Magazine
i corsivi di alias

ILVA Taranto, tre ministri per il pm a sostegno dell’azienda

lunedì 13 agosto 2012 di alias


Lettori unici di questo articolo: 614

Le vicende ferragostane legate all’IlVA di Taranto sono lo specchio di come sia ridotto questo paese nel rapporto tra giustizia e politica. Sentire parlare di guerra tra procura e azienda fa accapponare la pelle. Perché in un paese normale c’è la legge e la si applica sempre e a prescindere. Se salta lo Stato di diritto siamo scesi dritto dritto nella dittatura, industrializzata o meno che sia.

C’è un conflitto di interessi esponenzialmente altissimo ed è facile prevedere che se dovesse continuare la fibrillazione lo scontro è pericoloso. Le frange ambientaliste, da quello che si sa, sono solo in grado di fare un rumoroso tam tam sui media e sulla rete e nulla possono contro le migliaia di lavoratori che bloccano la città, ma è guerra tra vittime e rompe davvero i santissimi.

La settimana di ferragosto vede a Taranto tre ministri, quello dello Sviluppo Economico, quello della Giustizia, quello dell’Ambiente. Si parla di inchieste della Corte dei conti sulle disposizioni del gip Todisco.
Questo vorrebbe davvero dire che la montagna che sovrasta una piccola procura si fa sempre più minacciosa. Il blocco dell’ILVA a cascata blocca mezza industria italiana che dal laminato di acciaio vive sia per fare le pentole, sia per fare le auto, allora davvero è il momento di entrare in Europa e dire... scusate ma dove abbiamo sbagliato negli ultimi venti anni?

Perché deve essere chiaro che è l’intera industrializzazione italiana sotto schiaffo e dalla scesa in campo del Governo ciò si capisce, ma non si vince questa battaglia con la guerra, ma con un armistizio senza resa, con molte, ma davvero molte condizioni.
}