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Lobby: il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, primo in Italia, istituisce il “registro dei lobbisti

domenica 5 febbraio 2012 di Redazione Impresa & Lavoro


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ROMA – Il notiziario della Federazione Relazioni Pubbliche-Ferpi-richiama l’attenzione su un evento che è destinato a entrare nella storia della politica italiana: il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Mario Catania, ha presentato, il primo febbraio scorso, un decreto “che renderà trasparente l’attività delle lobby nei confronti del Mipaaf: il compito sarà svolto dall’ Unità per la Trasparenza. Il provvedimento prevede anche l’istituzione di un registro dei lobbisti che si relazioneranno con il dicastero.

“Il decreto ministeriale presentato oggi (1. Febbraio; n.d.r.) da Mario Catania, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per regolamentare la partecipazione dei gruppi di interessi ai processi decisionali del Ministero è certamente innovativo e utile – ha detto Patrizia Rutigliano, Presidente Ferpi -. La proposta del Ministro garantisce maggiore accesso, trasparenza del processo di formazione delle norme, avvicinandoci così alla normativa europea”.

Ferpi ha da sempre sostenuto le iniziative parlamentari e amministrative che in questi anni hanno puntato alla regolamentazione dell’attività di rappresentanza degli interesse.

“Confidiamo che l’attuazione di questo decreto che per ora riguarda solo un Ministero – ha concluso Patrizia Rutigliano – sia propedeutica per avviare una più ampia riflessione normativa, comune a tutto il Governo e, perché no, anche al Parlamento. Come Federazione dei professionisti delle Relazioni pubbliche (e quindi anche di coloro che si occupano di rapporti con le Istituzioni) siamo disponibili a confrontarci con Governo e Parlamento per condividere la nostra proposta di regolamentazione del settore per contribuire così alla trasparenza del processo decisionale, nel rispetto delle Istituzioni, dell’opinione pubblica e dei nostri colleghi".

“Abbiamo adottato questo provvedimento per rendere completamente trasparente l’attività di interazione tra il Ministero e il mondo delle lobby. Per raggiungere questo obiettivo verrà istituito un registro dei lobbisti e tutti quelli che vorranno interagire con l’Amministrazione dovranno risultare iscritti”, ha dichiarato Catania. “Con le nuove norme, quindi, introduciamo precise disposizioni per regolamentare i rapporti che intercorrono tra il Ministero e i rappresentanti di particolari interessi e istituiamo il nucleo centrale che coordinerà queste fasi, ’l’Unità per la Trasparenza’, un ufficio specifico che comprenderà personalità ad hoc. Ci tengo a sottolineare che tutto sarà a costo zero, non ci sarà nessuna remunerazione per gli appartenenti all’Unità che conterà su membri interni all’Amministrazione e su eventuali soggetti esterni che presteranno servizio a titolo gratuito.

Con orgoglio, inoltre, sottolineo che questo Ministero ha il merito di aver fatto per primo questa operazione, che immagino potrà essere seguita anche dalle altre Amministrazioni”.

Benché il termine ricorra spesso, negli ultimi tempi, nel linguaggio politico anche italiano, diremo che “lobby” è entrato nell’ Enciclopedia Italiana per chiarire trattarsi di un “Gruppo di interesse che opera prevalentemente nelle sedi istituzionali di decisione politica attraverso propri incaricati d’affari o apposite agenzie allo scopo di influenzare e persuadere il personale politico a tenere conto degli interessi dei propri clienti nell’emanazione di provvedimenti normativi. Tali attività possono essere più o meno istituzionalizzate e più o meno lecite, a seconda che vengano regolamentate (come negli USA, dove vige l’obbligo di iscrizione dei lobbisti in un apposito albo professionale), o si svolgano senza controlli normativi”.


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