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Unione Europea

Mario Draghi gela i mercati Spread a 511, borse tutte giu’

giovedì 2 agosto 2012 di Redazione Politica


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Roma - Dal presidente della Bce, Mario Draghi, si e’ rivelata un’autentica doccia fredda per i mercati del debito sovrano. Immediata, e fortemente negativa, la reazione dei mercati con le Borse europee tutte in rosso: la peggiore e’ stata Madrid a -5,16% ma hanno bruscamente frenato anche le altre: Parigi -2,68%, Francoforte -2,2, Londra -0,88%, a Milano Ftse Mib -4,64%, All Share -4,20%. Lo spread ha immediatamente ripreso la salita e ha chiuso a 511 punti base con un rendimento salito al 6,33% Gli investitori speravano in un intervento immediato di Francoforte per acquistare titoli sul mercato secondario ma Draghi, pur non escludendo a tale prospettiva, ha spiegato che ci vorranno settimane perche’ l’Eurotower valuti quali azioni intraprendere in concreto, deludendo i mercati.

DRAGHI: SI’ A MISURE STRAORDINARIE MA NON ORA Il Consiglio Direttivo della Bce "potrebbe tornare a intervenire sul mercato" (cioe’, acquistare titoli di Stato sul mercato secondario) se necessario o "potrebbe varare misure di politica monetaria non standard", ha spiegato in conferenza stampa il presidente della Bce, Mario Draghi, aggiungendo che Francoforte decidera’ su queste misure nelle prossime settimane. I governi dell’area euro - ha detto ancora Draghi - devono tenersi pronti a ricorrere ai fondi salva-Stati Efsf ed Esm per alleviare le tensioni sui mercati del debito sovrano "in casi eccezionali" e "a condizioni molto strette".

BCE LASCIA I TASSI INVARIATI ALLO 0,75% La Bce ha lasciato, come previsto, invariato al minimo storico dello 0,75% il tasso di rifinanziamento pronti contro termine, dopo la riduzione di un quarto di punto effettuata a luglio. Il tasso sui depositi e il tasso marginale, che erano entrambi stati ridotti dello 0,25% lo scorso mese, rimangono rispettivamente a quota zero e 1,50%. L’euro avanza leggermente a 1,2279 dollari e 96 yen dopo la decisione della Bce di tenere, come previsto, i tassi invariati al minimo storico dello 0,75%.
(AGI) .


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