Omaggio personale a Giancarlo Martelli
lunedì 4 luglio 2011 di Claudio Raccagni
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L’uomo di carta, dell’Artista Martelli, più vero e sincero del’uomo reale, che si nasconde sempre dietro maschere infami. L’uomo di carta è vero, perchè in fondo, è la maschera stessa che l’uomo reale porta. Una maschera che non si nasconde, proprio per questo ci mette la faccia.
Giancarlo Martelli, nato a Novara il 26 Aprile 1926, a non poco da insegnare al giovane artista d’arte contemporanea, ma anche all’uomo maturo e...falso.
Le opere dei primi periodi di Giancarlo Martelli sono un’enorme conglomerarsi di colori, di elementi, che costruiscono un’immagine viva, che respira in pieno. Non immagini di natura pura, ma la natura stessa si muove nel suo dipinto. I giardini verdi, coperti dalle migliaia di foglie, che resistono nell’attesa della Primavera, ma che non soffocano l’erba sottostante, ma è un abbraccio unico. Lo spettatore percepisce il respiro della natura ed il semplice venticello che l’accarezza senza disturbare, anzi, quasi fosse una carezza finalmente arrivata.
Pieni, gli alberi; fusti robusti, sani. Tutto è sano in queste opere. Nulla soffre. Anche nei dipinti invernali la natura fa il suo percorso senza sofferenza. Un letargo naturale, che non porta malinconia, ma sempre un sorriso e un calore interno.
Cambio di percorso, più introspettivo, si nota immediatamente in opere come “Viaggio inquietante”, in cui i colori spenti; cupi; la natura spezzata, monca, dichiarano espressione non di preoccupazione, ma vera ansia anticipatoria, o certezza del dramma che verrà.
L’inquietudine resta nelle opere dell’”Uomo di carta”. L’artista parla chiaramente con le sue opere. Si espone di più. Esce il suo pensiero, il suo carattere, forse paure. Un piccolo sentore di panico. L’uomo in gabbia; l’uomo che, involontariamnete, resta sfigurato:figure che lasciano il segno, lasciando pensare al loro messaggio, a cui lo spettatore non può esimersi dall’assorbire. Ecco opere che inchiodano lo spettatore in modo assoluto. L’uomo di carta è quasi un uomo dal passato naturale, che soffre, soffoca, si innervosisce, nel vedere la nuova realtà tecnologica, il pensiero moderno, la mancanza di controllo o valore del presente, che in fondo……………lo fanno morire.
Bravo Martelli nell’esprimersi con tecniche al di fuori della normalità.
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