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Oroscopo del mese: Ariete 21 marzo - 20 aprile

sabato 12 aprile 2008 di Maria Adelaide Basile


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Le caratteristiche marziane sono l’energia fisica, il coraggio, il dinamismo e la determinazione nell’affermare se stessi. Questi sono anche i caratteri costitutivi del segno dell’Ariete che negli ultimi tre mesi del 2007 deve aver provato un forte senso di frustrazione (causato dalla lunga sosta di Marte in Cancro). Ancora un po’ di pazienza (anche se non fa parte delle vostre virtù) e dai primi di maggio riacquisterete la forza fisica.

Il cielo di Aprile

Dal 21 marzo al 20 aprile il Sole è nel segno dell’Ariete dove è arrivato anche Mercurio (dal 2 al 17 aprile) e Venere (dal 7 al 29 aprile). Marte dal Cancro (dove rimane fino al 9 maggio) ha ripreso il suo percorso lineare e forma un quadrato con l’Ariete. Altro quadrato quello di Giove in Capricorno che durerà fino agli inizi del prossimo anno. Anche Plutone dal Capricorno forma un quadrato per i nati nella prima decade (a metà giugno tornerà agli ultimi gradi del Sagittario concludendo l’aspetto di trigono per i nati nella terza decade). Nettuno continua la sua permanenza in Aquario e quindi forma un sestile che beneficerà i nati nella terza decade.

Dal punto di vista solare i nati in Ariete sono stati segnati dal quadrato creato dall’anello di sosta di Marte in Cancro. Il pianeta ha in Ariete il suo domicilio (in quel segno può esprimere al meglio le facoltà che lo caratterizzano). Le caratteristiche marziane sono l’energia fisica, il coraggio, il dinamismo e la determinazione nell’affermare se stessi. Questi sono anche i caratteri costitutivi del segno dell’Ariete che negli ultimi tre mesi del 2007 deve aver provato un forte senso di frustrazione (causato dalla lunga sosta di Marte in Cancro). Ancora un po’ di pazienza (anche se non fa parte delle vostre virtù) e dai primi di maggio riacquisterete la forza fisica.

Giove non è uno dei vostri pianeti e quindi che sia in posizione di quadratura, certamente non sarà un piacere, ma almeno non tocca i punti di riferimento che vi sono più congeniali e sui quali siete abituati a contare. Se però siete (come sempre) in vena di cambiamenti, tenete presente che Giove vi rema contro. Il discorso si fa più complesso per la quadratura di Plutone che alcuni vedono domiciliato nel vostro segno e che porta cambiamenti strutturali profondi. La scansione plutoniana però è talmente lenta che prima che se ne vedano gli effetti bisogna attendere a lungo: per il momento (un momento che dura alcuni anni) riguarda solo il primo grado della prima decade del vostro segno. In un quadro astrale che, per quel che riguarda gli aspetti con il sole di nascita, non si può dire si presenti molto facile, il sestile di Nettuno (dal segno amico dell’Aquario) potrà portarvi fantasie gradevoli e positive, magari un desiderio di meditazione (che fa sempre bene), un aiuto dagli amici a capire cosa vogliono dirvi questi transiti e in quale direzione vi stanno portando.

Buon Compleanno!

All’equinozio di primavera del 21 marzo ogni anno, tra nuvole e pioggia, la natura si risveglia. L’Ariete, il primo segno del ciclo zodiacale rappresenta l’uscita del mondo dal caos primordiale e il suo glifo si erge con le corna dell’animale che lo rappresenta. La lotta tra conscio e inconscio è dietro le spalle e l’uomo zodiacale è nato a nuova vita in tutta la sua giovanile fierezza ma anche inesperienza e disordine.
In ogni segno zodiacale le antiche mitologie connesse con il Sole, mettendo in scena gli ostacoli archetipali che pertengono al segno, allo stesso tempo, indicano la strada per superarli.

Roberto Sicuteri (Astrologia e Mito) evidenzia nell’Ariete due miti susseguenti: quello di Frisso e del vello d’oro e quello di Giasone che parte con gli Argonauti proprio per tornare in possesso della pelle miracolosa di quell’agnello. In ambedue le storie ricorre la presenza femminile: una sorella che muore e che conduce alla morte dell’eroe, nel primo; e quella più nota di Medea che aiuta l’eroe, ma poi, gli si rivolta atrocemente contro, quando lui l’abbandona. Questa presenza femminile perduta o che tradisce è, nell’interpretazione dello psicoanalista, il lato femminile, l’animus dell’eroe che viene messo a tacere per dare libero sfogo all’aspetto maschile del conquistatore che caratterizza l’Ariete, il primo dei segni di fuoco. Ma il rifiuto di dare ascolto alla parte femminile (intesa come coscienza) è proprio ciò che può portare alla rovina. L’Ariete si lancia nelle sue imprese dando ascolto al proprio istinto fine a se stesso; ciò di cui sembra fare difetto è del momento di riflessione prima di agire.

Il concetto di sacrificio per Sicuteri è da intendersi come sacrificio dell’energia: “un’energia è fonte di vita: quando essa viene applicata produce una modificazione del campo di applicazione; determina qualcosa che prima non c’era. nel suo prodursi generoso, l’energia realizza, ma anche progressivamente si logora, diminuisce fino a estinguersi. Più l’energia si dilata e si investe, più si disperde nel consumo.”

I fiori che si estinguono nei frutti che, a loro volta, si estinguono, ma per dare nuova vita: quindi il segno dell’Ariete come metafora totalizzante della creazione: un impulso vitale che non oppone resistenza al desiderio ma lo persegue ancora prima di avere chiaro l’obiettivo da raggiungere.

È esattamente la morte sacrificale come rinascita. ma la morte del seme viene vissuta come ossessione dal subconscio arietino che reagisce con il moto perpetuo. Siamo di fronte alla tipologia adolescenziale con gli eccessi e le paure che caratterizzano questa fase della vita umana. Nel processo di crescita e di affermazione della personalità ci sono quindi momenti di arroganza che mascherano l’insicurezza, la paura di essere ricacciati verso un passato che era stato sacrificato in nome del nuovo. L’Ariete non è un ricercatore del pensiero, ma della costruzione di una personalità della cui completezza si sente sempre insicuro. La sua energia è, come si è detto, comandata dal domicilio di Marte che gli dà forza di decisione, ma anche precipitazione.

In qualunque segno si trovi il nostro Sole di nascita è utile porre particolare attenzione anche al segno opposto. Nel caso dell’Ariete il segno speculare, la Bilancia, ha come obiettivo la ricerca dell’equilibrio. Gli Arieti, per maturare, hanno bisogno di appropriarsi di tale elemento: la loro istintualità e soggettività deve evolversi fino a acquisire una genuina considerazione e sensibilità verso i bisogni degli altri. Se saranno in grado di cambiare in questo modo la prospettiva con cui affrontano il mondo, arriveranno a battersi non solo per se stessi ma per una visione più ampia di giustizia pace e armonia (Bilancia). Questo porterebbe Venere (pianeta regolato dalla Bilancia) ad avere una relazione creativa con Marte (pianeta dell’Ariete) e la maturità e nobiltà del Sole conferirebbe all’Ariete la saggezza, l’integrità e l’autorità per divenire il nobile leader che desidera essere.

Un consiglio: cercare, senza averne paura, di riappropriarsi della parte femminile. Imparare a dirigere l’energia competitiva in modo costruttivo, capendo quando sia necessario fermarsi, perché la vita non può risolversi in una ricerca continua di esperienze estreme ma necessita della capacità di affrontare il quotidiano, anche se può apparire meno avventuroso e gratificante.

Se fosse ...

Se il Sole nell’oroscopo rappresenta il centro di gravità e di consapevolezza dell’individuo, e se una costante della tipologia arietina è quella della sfida, nessuno dei personaggi che seguono si è sottratto a tale provocazione, anche correndo il rischio di sconfinare nella follia visionaria o di cadere nella depressione autodistruttiva.

Da Charles Baudelaire, a Paul Verlaine, a Vincent van Gogh, o Jacques Brel: la creatività quando è dirompente energia vitale e vitalistica può arrivare a sentirsi imprigionata e a rivoltarsi contro se stessa.

Se, al contrario, la forza solare riesce ad orientarsi su un preciso obiettivo, e può vedere una realizzazione possibile e reale dell’impresa in cui si è impegnata, allora sortisce gli straordinari risultati di un Leonardo da Vinci o di un Raffaello Sanzio.

Può creare una scuola letteraria come il naturalismo di Emile Zola, o personaggi cinematografici immortali come lo Charlot di Charlie Chaplin.

Ci dà registi visionari come Akira Kurosawa, Andrej Tarkovskij, Quentin Tarantino.

Attenti lettori e interpreti del tempo in cui vivono come Dario Fo.
Nella musica Johann Sebastian Bach ha arricchito canoni fissi di una vitalità “rivoluzionaria” per il suo tempo,

Si può continuare con Joseph Haydn, Béla Bartók, Sergej Prokof’ev fino ai contemporanei Franco Battiato e Francesco De Gregori. O Ancora grandi direttori come Arturo Toscanini e Herbert von Karajan.

Non solo in campo artistico ma anche in politica: la correttezza di un Luigi Einaudi o di un Alcide de Gasperi; in filosofia: la lucidità e lungimiranza di René Descartes o Thomas Hobbes.

Vorrei concludere quest’elenco di personaggi con un esempio perfettamente calzante di energia arietina al suo meglio: una volta indentificato un obiettivo, che contribuisca all’evoluzione dell’umanità, lo persegue con realismo, chiarezza e determinazione.

Sono poche parole estrapolate da una recente dichiarazione del premio Nobel per la fisica, Carlo Rubbia (riportata domenica 6 aprile 2008 dal Corriere della Sera).

Il fisico fa presente che le ricerche in corso: “stabiliranno con ancora più dettaglio il comportamento dell’Universo «bambino», nel primo istante in cui la luce si separò dalla materia, offrendoci oggi, 12 miliardi di anni dopo, questa meravigliosa immagine sferica dell’Universo incandescente.” E continua spiegando che, “quantunque le stelle siano straordinariamente interessanti e attraenti alla vista, esse rappresentano in realtà solamente una frazione piccolissima della materia e dell’energia complessive presenti nell’Universo. [...] Abbiamo davanti a noi un affascinante e multidisciplinare periodo di scoperte, nelle quali gli esperimenti più precisi e sensibili saranno i migliori. E a tale fine, nuovi strumenti e, permettetemi di dirlo, anche nuovi finanziamenti sono necessari. Ma, ancora più importante, è che oggi ci troviamo di fronte una vera concordanza nei primi istanti dell’Universo e una guida su dove dirigere la ricerca sperimentale.[...] La scoperta sperimentale nel laboratorio della natura della materia «oscura» e la sua dominanza nella dinamica del cosmo sarebbe una straordinaria rivoluzione di portata confrontabile alla rivoluzione copernicana quando fu compreso che la Terra non era il centro dell’Universo o alla rivoluzione darwiniana quando si capì che l’uomo era solo l’ultimo elemento di una lunga catena di evoluzioni della specie. In questo nuovo ed eccitante periodo di sviluppi rivoluzionari, la scienza europea e in particolare quella italiana non possono restare indietro”.


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