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Rilancio agricolo e bioregionale: "Non solo autostrada: c è un disegno strategico per industrializzare la fertile Tarquinia e la Maremma etrusca. Agricoltura salvaci!"

Si e’ svolta il 21 ott. 08 a Tarquinia (Vt) nella sala del Consiglio comunale un’ importante assemblea della Rete Bioregionale Italiana

mercoledì 22 ottobre 2008 di Paolo D’Arpini


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Cari amici ecologisti, vegetariani, spiritualisti e laici, questo incontro che si e’ tenuto (ndr) a Tarquinia intende offrire una chance allo sviluppo ecologista della Tuscia e della bassa Maremma ed è di assoluto interesse bioregionale.
Con imprimatur bioregionale:
Paolo D’Arpini, referente della Rete Bioregionale Italiana
per la Tuscia.
www.circolovegetarianocalcata.it

"Non solo autostrada: c è un disegno strategico per industrializzare la fertile Tarquinia e la Maremma etrusca. Agricoltura salvaci!"

Il Comitato Cittadini Liberi invita la popolazione, gli agricoltori e la stampa al Consiglio Comunale di martedi 21 ottobre, ore 18, nella Sala consigliare del Comune di Tarquinia.

Nel 1823 veniva stampata una raccolta di documenti intitolata "I Pascoli Comunali Cornetani".

Il volume narra la lotta degli Agricoltori di Corneto (l’odierna Tarquinia) a difesa dell’uso civico a pascolo di cui godevano da tempo immemorabile. A partire dalla metà del ’700 era iniziato l’esproprio, di fatto un latrocinio, di antichissimi diritti di uso civico da parte di potenti famiglie, romane per lo più, che invocando i principi della fisiocrazia ottenevano i decreti papali che le rendevano padrone assolute di terre prima destinate a pascolo comune. Gli agricoltori, da una stagione all’altra, si ritrovavano a dover affittare, e a caro prezzo, i terreni di cui fino a poco prima erano stati comproprietari.

Nel 2007 la Regione Lazio pubblica il volume ’L’agricoltura del Lazio - il nuovo Made in Italy’. Tarquinia è posta fra le aree rurali "a dinamicità socio-economica, con popolazione giovane, agricoltura intensiva e di qualità". La positività della classificazione è tutta negli aggettivi usati, fra i quali è importante sottolineare giovane, popolazione giovane che è presente nel nostro Comune, impegnata nell’agricoltura e non è andata via e mantenendo vivo il lavoro difeso dagli Agricoltori nel 1823.

Ma oggi non è possibile garantire a quella popolazione giovane lo stesso fertile terreno per l’agricoltura di qualità, perché l’industrializzazione, l’inquinamento, le infrastrutture imposte, e non necessarie, degradano questo fertile territorio della Maremma.

La storia si ripete. Oggi, come nel 1823, gli agricoltori, giovani e non giovani, si vedono di nuovo protagonisti di una strenua resistenza per difendere queste terre da un’aggressione nuova e molto più subdola. Oggi vi è un disegno strategico per industrializzare il territorio di Tarquinia dimenticando il monito degli scienziati: "è un errore snaturare la vocazione della vostra città da agricola e turistica, a industriale".

Ma nel nostro Comune non si viaggia in questa direzione. Nel nostro Comune si compie l’esproprio dei terreni coltivabili. L’industrializzazione modifica profondamente le strutture economiche, favorendo l’infiltrazione mafiosa, come denunciato molto esplicitamente dal sostituto procuratore antimafia che si è occupato di questo territorio.

Vi è la perdita di beni concreti o astratti ad alto valore umano e naturale, sostituiti da rumori, diossine, metalli pesanti, aumento del traffico di auto e tir, lavoro alienante, aumento significativo di popolazione attratta dal lavoro e non da un gruppo umano che si propone con i suoi stili di vita, le sue tradizioni, le sue bellezze naturali e culturali.

La sfida è esattamente quella opposta: far crescere Tarquinia puntando sulla sua agricoltura nel modo corretto che i tempi richiedono.

Al Polo Nord la temperatura in questo momento è di 5° sopra la norma, la botta sta arrivando e la crisi economica che è appena iniziata è solo un’avvisaglia di quello che ci aspetta: la recessione è iniziata e, considerato che uno dei principali motivi della crisi attuale è la questione del clima, come ha ben capito Obama, tutto quello che fa inquinamento sarà odiato.

Tarquinia è un piccolo ecosistema da difendere: l’inquinamento, l’aumento del traffico, il divenire terra di conquista di famiglie mafiose la mortificano e rendono i luoghi della democrazia, vanto di questa città dall’epoca comunale, luoghi del baratto senza fine per facili carriere politiche e sanitarie, nelle grandi società energetiche, e carriere legate ad un successo amministrativo che ha bisogno di soldi, non importa da dove provengono quei soldi.

Per questi motivi si approva la centrale a carbone, la zona industriale, la distruzione della Frasca e di S. Agostino, la centrale a finta biomassa a ridosso della Roccaccia e, ultima in ordine di tempo, l’autostrada. Ed a questa maremma agricola ed agli agricoltori, chi ci pensa?

Oggi entrare nei luoghi della democrazia diventa sempre più faticoso, si respira un’aria pesante, cinica, ignorante, bocche che non si aprono e mani che si alzano e concludono contratti a tornaconto personale.

Quando siamo andati a votare le clausole del contratto erano altre. Martedì 21 ottobre, ore 18.00, al consiglio comunale di Tarquinia tocca all’autostrada; il Comitato dei Cittadini Liberi sarà lì a denunciare il misfatto invitiamo tutta la popolazione a partecipare.

Comitato dei Cittadini Liberi
http://cittadiniliberi.blogspot.com/
www.nocoketarquinia.splinder.com


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