Roma / Gli studenti del Lazio riflettono su “Volontariato e solidarietà per rafforzare il dialogo tra giovani e anziani cittadini europei”
mercoledì 14 marzo 2012 di Domenico Esposito
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ROMA – Gli studenti del Lazio hanno tempo fino ai primi di aprile per completare la riflessione su un argomento di generale interesse: “Volontariato e solidarietà per rafforzare il dialogo tra giovani e anziani cittadini europei”.
L’hanno proposto, sotto forma di concorso regionale studentesco e per renderlo competitivo, il Comitato Regionale dell’AEDE del Lazio, la cui segreteria è in via La Spezia, 74 - 00182 Roma - tel / fax: 06 - 7012590; e-mail:aedelazio@fastwebnet.it. Peraltro, l’ Association Europeenne Des Ensegnants-Aede ha ottenuto il sostegno all’iniziativa, sotto forma di patrocinio, dalla Commissione Europea e la collaborazione del Centro Italiano di Formazione europea-Cife.
L’interesse generale verso l’argomento proposto è da collegare al fatto che il 2012 è stato dichiarato “Anno europeo dell’ invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni”, puntualmente e fedelmente annunciato anche dalla testata, nell’edizione del 31 dicembre 2011, tuttora consultabile.
I promotori dell’iniziativa hanno anche indicato – quasi a privilegiare la preoccupazione divulgativa – l’opportunità di coinvolgere “il maggior numero di studenti, docenti, autorità locali e organizzazioni della società civile in una riflessione sulla tematica proposta per mettere in atto azioni che consentano agli anziani di svolgere un ruolo attivo nella società, senza discriminazione, e di godere di una vita di qualità e indipendente. Per favorire la creazione di una società intergenerazionale che sappia coniugare le esigenze degli anziani con altre fasce d’età, è necessario che tutte le generazioni abbiano un ruolo adeguato e siano in grado di vivere insieme in pace”.
In particolare, agli studenti laziali delle medie di primo e secondo grado è stato rivolto l’invito a tradurre i concetti ispiratori della celebrazione nelle forme letterarie, artistiche e multimediali, a loro piacimento. Sarà poi cura delle presidenze delle scuole fare la cernita dei lavori presentati, sceglierne due ed inviarli, entro il 15 aprile prossimo all’organizzazione del concorso.
Intanto, è pertinente ai fini divulgativi tenere presente che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito l’ “invecchiamento attivo” in termini così chiari: “il processo di opportunità per la salute, per la partecipazione e per la sicurezza al fine di migliorare la qualità della vita mentre le persone invecchiano”. E come osservato molto opportunamente dai promotori del concorso laziale, “l’Unione europea si trova ad affrontare un rapido invecchiamento della sua popolazione e una
riduzione del tasso di natalità. Pertanto è necessario accrescere le possibilità di impiego, migliorare le condizioni lavorative e l’ inclusione nella società dei lavoratori anziani e, nello stesso tempo, tutelare la solidarietà tra le generazioni. In risposta alla sfida demografica, pertanto, l’Unione europea con l’Anno europeo si propone di:
sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo al contributo che gli anziani danno alla società e all’economia, attraverso la promozione di un invecchiamento sano e di una vita indipendente;
promuovere lo scambio di buone pratiche tra i Paesi dell’Unione europea ;
favorire maggiore solidarietà tra le generazioni per creare una società equa per tutte le età.
Tematica a largo raggio. Che non può essere ignorata ed anzi deve figurare alla base delle proposte che partiranno dai giovani studenti laziali. Perciò ribadiamo quanto intuito nella presentazione richiamata, giacché siamo al cospetto non tanto di una celebrazione, quanto di un’operazione culturale dedicata al cosiddetto “invecchiamento attivo”. Espressione anche resa in chiaro per far comprendere che gli anziani offrono un contributo utile alla società. Sul cui valore viene posto l’accento, fino a collegarlo all’economia, implicazione che prelude ad opportune condizioni di lavoro, di partecipazione alla vita sociale e di vita sana ed indipendente. Tutti spunti disseminati nelle pagine della brochure realizzata dalla Commissione Europea - delle Regioni dell’Unione Europea- AGE Platform Europe, in lingua inglese, con il titolo "How to promote active ageing in Europe. EU support to local and regional actors", Settembre 2011. Nella brochure è anche puntualizzata la funzione cui è destinata di “strumento a supporto degli attori regionali e locali che raccoglie le azioni promosse con il sostegno dei fondi europei”.
Per dirla ancora con le dichiarazioni preliminari, l’Unione europea ritiene che si debba puntare ai risultati concreti, piuttosto che indulgere nell’organizzare ed alimentare dibattiti. Preoccupazione condivisa da molti osservatori, ai quali interessa anzitutto stimolare gli europei ad essere solidali, a comprendere ed eliminare i conflitti generazionali, unica soluzione efficace per sviscerare il tema.
Quanto al richiamato “invecchiamento attivo”, è stato chiarito che si tratta di un aspetto comportamentale, punto di forza in grado di dare alla generazione del baby-boom ed agli anziani di domani la possibilità di:
• restare occupati e condividere la loro esperienza lavorativa,
• continuare a svolgere un ruolo attivo nella società,
• vivere nel modo più sano e gratificante possibile.
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Domenico Esposito
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