Agorà Magazine
Taranto elezioni 2012

Taranto / Coalizione Capriulo: no con Stefano, dialogo con centro sinistra e nessun voto a Cito

Sintesi mio intervento riunione liste con Capriulo sindaco di venerdì 11 maggio 2012

martedì 15 maggio 2012 di Pino Mellone


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Il risultato delle elezioni comunali di Taranto è caratterizzato da due elementi. Il primo è la bassa affluenza alle urne: hanno votato appena il 62% degli elettori con un diminuzione rispetto a 5 anni fa di oltre 11 punti, tant’è che i 52.000 voti della coalizione di Stefàno rappresentano meno di un terzo degli aventi diritto al voto (173.000). Il secondo elemento è quello della estrema frammentazione dell’offerta politica: ben 11 candidati sindaci e 31 liste (un vero record).

Il risultato delle elezioni comunali di Taranto è caratterizzato da due elementi. Il primo è la bassa affluenza alle urne: hanno votato appena il 62% degli elettori con un diminuzione rispetto a 5 anni fa di oltre 11 punti, tant’è che i 52.000 voti della coalizione di Stefàno rappresentano meno di un terzo degli aventi diritto al voto (173.000). Il secondo elemento è quello della estrema frammentazione dell’offerta politica: ben 11 candidati sindaci e 31 liste (un vero record).

Quest’ultimo fattore, in particolare, ha finito per accentuare l’idea che il vincitore fosse già scritto, in quanto non vi erano competitori credibili a Stefàno. Non lo è Cito, che numericamente si è confermato il più forte dopo la coalizione di Stefàno, perchè la maggioranza dei tarantini non accetta l’idea che Cito governi la città. Non lo è stato Bonelli, anche se su di lui si è concentrato molto voto disgiunto, per le sue posizioni radicali sull’ambiente che non sono condivise dalla maggioranza degli elettori. Non era credibile la nostra coalizione, perchè non veniva accreditata come possibile partecipante al ballottagio. Per queste ragioni si è determinata una forza centripeta in direzione della coalizione di Stefàno, sulla quale prima si sono imbarcati numerosi partiti (compreso l’UDC schierata, fino a poche settimane prima, sulla sponda del centrodestra), poi numerosissimi candidati consiglieri ed, infine, la maggioranza degli elettori. Si è, cioè, innescato il meccanismo tipico di questo tipo di elezioni col premio di maggioranza, quello che se non hai possibilità di vincere o, quantomeno, di andare al ballottagio sei penalizzato, mentre viene premiato il probabile vincitore (il cosiddetto voto utile).

In questo quadro il risultato della coalizione con Dante Capriulo sindaco è da considerarsi un successo frutto, in primo luogo, dei tanti candidati che si sono impegnati in maniera disinteressata per un progetto politico, pur sapendo di avere pochissime possibilità di essere eletti consiglieri comunali.

Nel risultato della coalizione di Stefàno, che pure supera il 50% più uno dei voti, balza agli occhi la differenza di quasi 5,5 punti tra il voto alle liste (54,98%) ed il voto al candidato sindaco (49,52%), a dimostrazione che è la coalizione che ha vinto e non il sindaco, che è stato penalizzato da un elevato voto disgiunto (oltre 4.000).

L’esito del voto non può che collocarci all’opposizione. Noi dobbiamo annunciare che il nostro ruolo sarà di opposizione netta e senza sconti nell’interesse della città, noi siamo alternativi alla maggioranza che si formerà con la vittoria estremamente probabile al ballottaggio della coalizione di Stefàno.

Ma dobbiamo saper distinguere tra il nostro atteggiamento rispetto alla futura maggioranza che non può che essere di opposizione e la scelta da fare per quanto riguarda il ballottaggio. Si tratta di due cose diverse: al ballottagio la scelta è tra due sole opzioni, in questo caso Stefàno e Cito.

Da parte nostra non vi può essere nessuna equidistanza, non possiamo nella maniera più assoluta nemmeno indirettamente agevolare una sia pur improbabile vittoria di Cito. Anche perchè non saremmo compresi da quella parte di elettorato di centrosinistra che ha votato Stefàno, ma con la quale noi vogliamo dialogare.

Di qui la necessità - come è ovvio - di assumere una posizione non solo di assoluta esclusione del voto a Cito, ma anche di voto al ballottaggio a Stefàno per evitare una sia pure remota possibilità di vittoria di Cito. A mio parere questa posizione non va contrattata e in cambio non dobbiamo chiedere nulla. Così facendo saremo in sintonia con quei tanti elettori di centrosinistra che vedono in Cito un pericolo da scongiurare e che, ad esempio, nelle ultime elezioni provinciali del 2009 al secondo turno a Taranto si mobilitarono ed andarono a votare Florido pur di impedire la vittoria di Rana alleato con Cito.

Inoltre, il nostro voto a Stefàno al ballottaggio dimostrerebbe definitivamente che non siamo animati da risentimento, ma che la nostra opposizione al sindaco uscente è esclusivamente motivata da ragioni politiche e di merito.


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