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Taranto crisi Ilva

Taranto / ILVA dopo lo show inconcludente di due ministri, ecco cosa serve sul serio

domenica 19 agosto 2012 di Erasmo Venosi


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L’invio a Taranto dei Ministri dello Sviluppo e dell’Ambiente, rappresenta la dimostrazione evidente del livello di degenerazione cui è arrivata questa classe dirigente, inadeguata, autoreferenziale e con lo sguardo rattrappito sul passato. Le rassicurazioni del Ministro dell’Ambiente, sul riesame dell’Aia a Ilva è il solito pistolotto, sparato da chi è esperto di burocratese e fonda le sue affermazioni unicamente sulla variabile tempo che, consente poi di non apparire responsabile di nulla: e questi ministri di mesi disponibili ne ha appena sei!

Sembra che tutta l’azione del Ministero dell’Ambiente si fonda sui nuovi Brefs, elaborati per i settori ricadenti nella normativa IPPC (Integrated Pollution Prevention and Controll ovvero prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento). Che cosa sono e come funzionano e soprattutto, come potranno essere lo strumento “risolutore” dei problemi di Ilva?

La Commissione Europea, pubblica ogni tre anni i documenti d’indirizzo del cosiddetto “Processo di Siviglia”, documenti denominati B.REF. ovvero BAT Reference Documents e che riguardano 32 settori nei quali sono individuate, per varie classi d’impianti, le «migliori tecniche disponibili» BAT (Best Available Tecniques) che, costituiscono le tecnologie da prendere a riferimento nel rilascio delle autorizzazioni integrate ambientali (AIA).

I Brefs sono documenti di riferimento, non vincolanti, finalizzati a rendere diffusa ed efficace la conoscenza sulle migliori tecniche disponibili nell’Unione Europea. Il loro utilizzo negli Stati membri può essere, diretto o indiretto cioè come base per l’emanazione di documenti di riferimento per le Linee Guida nazionali. Sulla G.U. dell’Unione Europea dell’8 marzo 2012 sono state pubblicate le BAT per la siderurgia. Che cosa prevede la procedura per queste nuove Bat? Prevede che queste Bat siano “ convertite “ in Linee Guida Nazionali approvate con decreto del ministero dell’ambiente. Né la Prestigiacomo né il duo Clini –Passera mi risulta abbiano approvato il decreto! L’unico decreto emanato e relativo all’istituzione della Commissione Nazionale per le Linee Guida è del 19 novembre 2002.

Il tanto strombazzato adeguamento alle nuove Bat, da parte del settore siderurgico non assolve all’obbligo di quanto prescritto al comma 2 dell’art 4 dell’ex dlgs 59 del 2005 che così recita “Le linee guida di cui al comma 1 sono definite con il supporto di una commissione composta da esperti della materia alla quale partecipano, anche a titolo consultivo, i rappresentanti d’interessi industriali e ambientali, istituita con decreto dei Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio, delle attività produttive e della salute, senza oneri a carico del bilancio dello Stato. Limitatamente allo svolgimento dei compiti inerenti alle attività di cui al punto 6.6 dell’allegato I, la commissione è integrata da un rappresentante del Ministero delle politiche agricole e forestali. La commissione assicura inoltre il supporto ai Ministri di cui al comma 1, in ordine ai provvedimenti attuativi del presente decreto e allo scambio di informazioni di cui all’articolo 14, commi 3 e 4. FINO all’ISTITUZIONE della PREDETTA COMMISSIONE COME SOPRA INTEGRTA opera, allo stesso fine, la commissione già istituita ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 372”.

Incredibile che un Ministro vada in televisione e comunichi agli italiani che Ilva si dovrà adeguare alle nuove Bat senza che lui , possa dimostrare che le nuove Bat sono legge dello Stato a cui può far riferimento l’Aia nelle prescrizioni! Inoltre un altro punto , merita un chiarimento e che riguarda proprio l’uso delle Bat definite dall’art 2 “ migliori tecniche disponibili: la più efficiente e avanzata fase di sviluppo di attività e relativi metodi di esercizio indicanti l’idoneità pratica di determinate tecniche a costituire, in linea di massima, la base dei valori limite di emissione intesi a evitare oppure, ove ciò si riveli impossibile, a ridurre in modo generale le emissioni e l’impatto sull’ambiente nel suo complesso.

Nel determinare le migliori tecniche disponibili, occorre tenere conto in particolare degli elementi di cui all’allegato IV. S’intende per:

1) tecniche: sia le tecniche impiegate sia le modalità di progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura dell’impianto;

2) disponibili: le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta l’APPLICAZIONE in CONDIZIONI ECONOMICAMENTE e tecnicamente VALIDE nell’ambito del pertinente comparto industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che siano o meno applicate o prodotte in ambito nazionale, purché il gestore possa avervi accesso a condizioni ragionevoli;

3) migliori: le tecniche più efficaci per ottenere un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso”.

Le BAT quindi sono applicate solo se ritenute “ economicamente valide” salvo che, nell’Aia, la Commissione che fa l’istruttoria tecnica e quindi poi il Ministro dell’Ambiente, non fissi limiti più rigorosi di quelli fissati per legge tenendo conto della specificità dell’area e quindi “ costringendo” di fatto, la società ad applicare le Bat.

Dai Ministri Clini e Passera ci si doveva aspettare almeno dichiarazioni di questo tipo , considerato lo stato di criticità dell’area, dichiarata in emergenza ambientale con decreto del 1989 e i volumi d’inquinanti a elevata tossicità che, fuoriescono dall’impianto siderurgico.

Infine appare subdolo e inquietante l’uso del termine bonifica che, si riferisce alle matrici ambientali contaminate e che nulla hanno a che fare con le prescrizioni dell’autorizzazione integrata ambientale. E’ sufficiente riferirsi a quanto codificato nel codice ambientale che parla di bonifica quando in un sito, a causa del superamento della concentrazione della soglia di contaminazione fissata dalla legge, si effettua, una specifica analisi di rischio e si verifica il superamento della soglia di concentrazione di rischio. Nulla quindi a che fare con Bat e limiti di emissione, variabili in rapporto alla situazione ambientale locale e agli obiettivi di qualità. La vicenda tarantina è un orrendo segnale di continuità in un Paese che, ha “occultato” Seveso , provocato le stragi da mesotelioma prodotto dall’amianto, inquinato con la Montedison ed Enichem la laguna veneta e causato centinaia di decessi di operai con il cloruro di vinile monomero. Tutto questo si è verificato per l’assenza di una cultura che persegua la ragionevole follia della tutela dei beni comuni, ma non è mai troppo tardi per impedire la sopraffazione dell’interesse generale e di diritti naturali come quello della salute.


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