Agorà Magazine
Sanità

Una realtà di eccellenza nel campo odontoiatrico pratica prezzi accessibili a tutti a Treviso

venerdì 19 novembre 2010 di Domenico Esposito


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Treviso – La Clinica Canova ha lanciato una sfida, allo scopo di garantire a tutti l’accesso a cure sanitarie di qualità. L’ha anche divulgato, con dovizia di particolari, cui attingeremo trattandosi di un comunicato stampa d’impronta istituzionale e di interesse generale. La struttura – apprendiamo in prima battuta - è considerata una “realtà di accellenza nel campo odontoiatrico”.

In effetti, l’iniziativa pubblicizzata si colloca proprio nel settore che da sempre è considerato un po’ la Cenerentola della Sanità italiana. Sintomatica la situazione di fatto: le cure odontoiatriche costituiscono il settore povero di convenzioni sanitarie. Bene ha operato, quindi, la Clinica Canova (tel 0422/210240) nel sottolineare che “sono soprattutto gli anziani a rinunciare a questo tipo di visite specialiste ma aumentano anche le famiglie con bambini – in particolare quelle con 3 o più figli – che riducono drasticamente l’attenzione verso la cura dei denti”. Il che – secondo il modesto parere di chi scrive – potrebbe configurarsi anche come un problema di sanità pubblica, quindi di sapore sociale. Ma andiamo oltre.

Meraviglierà poco l’apprendere che “lo scorso anno in Italia più di un milione di persone ha subito un impoverimento a causa delle spese sanitarie. Secondo un rapporto stilato da Assolowcost, la spesa sanitaria italiana è di 130 miliardi annui, con una spesa media di circa 113 euro al mese a famiglia: l’80% è coperto dal servizio sanitario nazionale (parzialmente sostenuto dal ticket) mentre il restante 20% è la quota privata, sostenuta quasi interamente dalle famiglie”.

Di recente si è fatto un gran parlare in merito al “fenomeno del turismo dentale”. Allettati da listini prezzi contenuti e da un “battage” pubblicitario spesso porta-a-porta, gli italiani se ne partono verso l’Est dell’Europa che fa affari. D’altra parte, come rinunciare a risparmiare dopo aver appreso – caso recente, riferito a chi scrive – che a Prato, in Toscana, un dentista per impiantare un solo, unico dente ha preventivato la parcella di ben 2 mila euro.

«Sicuramente anche all’estero ci sono valide strutture che offrono prestazioni odontoiatriche – spiega Loreno Trevigne, amministratore della Clinica Canova - ma il nostro obiettivo è fornire alle famiglie delle valide alternative nel territorio in cui vivono, senza che debbano mettere a rischio la propria salute e ponendo le basi per la costruzione di un rapporto di fiducia duraturo nel tempo». «Per questo – prosegue Trevigne – abbiamo scelto di adottare delle tariffe personalizzate, con prezzi calmierati per alcune categorie potenzialmente più a rischio: persone con reddito inferiore ai 15.000 euro, titolari di social card, bambini sotto i 14 anni o over 65.

A tutti i nostri pazienti garantiamo la possibilità di ottenere un piano di cura a costo zero, in modo che possano confrontare con serenità la nostra proposta con quelle di altre realtà mediche, ed eventuali dilazioni dei pagamenti, evitando che una famiglia debba accollarsi cifre troppo onerose».

Un atto motivato – come si arguisce – cui segue la promessa di continuare ad osservare “gli standard” che fanno… eccellenza. Che d’altra parte unisce all’elevata specializzazione di tutti i medici e gli operatori”, i servizi all’avanguardia. Tra questi l’innovativa tecnica di implantologia computer-guidata, così descritta dal dr. Davide Zanette, direttore clinico della struttura: «Grazie alla programmazione computerizzata e virtuale dell’intervento chirurgico, che ci permette di stabilire con certezza la posizione degli impianti e di avere a disposizione la protesi provvisoria prima di eseguire l’operazione, è possibile posizionare protesi fisse senza incisioni e senza i successivi punti di sutura, riducendo i tempi dell’intervento e il trauma chirurgico, ottenendo quindi interventi di chirurgia impiantare minimamente invasivi».

Agli scettici ed a quegli operatori sanitari che abusano del bisogno di prestazioni da parte degli anziani e dei bambini, contribuendo ad impoverirne le tasche, è rivolto il chiarimento fornito dalla struttura trevisana:il binomio alta qualità – costo accessibile per il paziente, è stato ottenuto con un’economia di scala che ottimizza alcune spese fisse (utilizzo di un laboratorio interno alla società, acquisto di grosse quantità di materiali dentari per ottenere forti sconti), ma soprattutto grazie alla volontà di porsi come obiettivo primario la salute delle persone.

Sic stanti bus res, così stando le cose dicevano i latini, varrebbe la pena di fare “turismo dentale” sul suolo italico. Soprattutto dal centro-sud, riducendo lo straziante viaggio della speranza a poche centinaia di chilometri. Tanto per trasferire l’impoverimento dal groppo dei pazienti nelle menti di quei dentisti assatanati dalla brama di denaro, ai quali così verrebbe meno il lauto… guadagno. Sarebbe una lezione severa. Lezione di vita. Anzitutto in fatto di comunicazione del “fare bene – nel senso di operare per il bene del prossimo – e farlo sapere”. In un clima dialogico.

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